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Derby/ Moratti. "Il gol di Adriano? Avremmo vinto comunque". Pagelle

Lunedí 16.02.2009 18:05



Nesta sta malissimo: operazione e stagione ko. Beckham sta meglio: Ancelotti lo vuole contro il Werder. E intanto lui è a un passo dalla rescissione con i Galaxy... 

LE ALTRE PARTITE UP&DOWN

PROMOSSI

Datolo: 6.5 Il nome ricorda l’ottavo nano dei sette di Biancaneve ma l’esterno sinistro argentino si fa notare per voglia e precisione nei cross.

Di Vaio: 7 Segna il 16° sigillo ed è il capocannoniere solitario della serie A. Da vero rapace d’area segna un goal di rapina e sfiora il raddoppio nella ripresa

Doni: 8 In assoluto il migliore dell’incontro. Due reti per lui e una prestazione da incorniciare per il capitano neroazzurro una vera spina nel fianco della retroguardia giallorossa.

Cassano: 7 Davanti a quello che potrebbe diventare presto il suo pubblico mostra tutto il suo talento offrendo l’assit goal e giocate di alta classe prima di uscire per un infortunio muscolare.

Giovinco: 7 Entra a partita in corso e diventa subito determinante. Salta gli avversari come birilli, difende e confeziona l’assist goal per Amauri

BOCCIATI

Pandev: 5 Chi si lamentava di Zarate troppo innamorato del pallone è servito. Egoista e dribblomane in maniera esasperata non gioca un pallone degno di nota.

Lavezzi: 5 E’ sfortunato in avvio quando tira addosso ad Antonioli la palla del vantaggio poi però colpevolmente scompare. Al di sotto del suo rendimento standard che lo annoverava sempre tra i  migliori in campo

Cannavaro: 4.5 Non ama giocare esterno in difesa e si vede. Sempre in ritardo sull’avversario diretto e colpevole sul pareggio del Bologna.

Totti : 5.5 Appena sufficiente nel primo tempo scompare nella ripresa dopo le reti atalantine negando il suo contributo ai compagni nel momento di maggior bisogno.

Poulsen: 5 I troppi elogi per il goal partita di Catania lo hanno fatto tornare nell’anonimato. Corre per il campo senza concludere nulla e si merita la sostituzione di Ranieri nell’intervallo

Fabrizio Gerolla

"Il gol di Adriano? Si è detto che il tocco col braccio è stato determinante, può darsi. Dipende. Ma avremmo vinto comunque. La determinazione della squadra, anche prima della partita, era tale che avremmo vinto comunque". Firmato Massimo Moratti. Il day after è dolcissimo per il patron che si permette di mettere qualche punto esclamativo. E aggiunge: "Adriano è la scommessa vinta non solo da Massimo Moratti ma da tutti. Mi pare che Mourinho abbia fatto in maniera tale per ritrovarlo in pieno e questo mi fa molto piacere. Le partite sono tante. Bisogna dimostrare sempre il proprio valore, però quella di domenica era una partita determinante, lui si è fatto trovare pronto, come per altro si era già visto in precedenza. Per noi e per lui e' stato ottimo".

Moratti torna sul derby. "Una volta è finita 4-3 e doveva finire 7-0...è stato così anche in questo caso, poteva finire con una vittoria piu' netta, ma l'importante, come sempre, è portare a casa la vittoria e farlo con una prova di potenza, anche fisica e di gioco, molto piacevole da vedere". Il numero uno nerazzurro risponde anche sugli errori arbitrali: "Può capitare una svista, non certamente un favore, mi sembra che fino alla scorsa settimana eravamo noi a trovare degli episodi a noi sfavorevoli. Ripeto: la squadra era così forte che non è faccio un calcoli di favori o non favori".

Poi precisa: "Quest'anno non ho mai parlato degli arbitri e continuo a non parlarne. Trovo, invece, che la squadra abbia risposto in base al suo grande potenziale, al di là di quelle che possono essere le sviste o no e come le vogliamo considerare, a seconda del momento, a seconda da come si interpreta un regolamento o un altro, se una palla tocca un difensore, se la palla tocca un attaccante. Quindi, al di là di tutto questo, e non ne farei certamente una polemica, mi ha fatto molto piacere vedere la squadra cosi' aggressiva, così sicura di sé. E poi, lo sappiamo, i derby sono sempre difficili per entrambe le squadre". Sul tricolore ammette: "Ha ragione Mourinho, lo scudetto possiamo perderlo soltanto noi".

INTER-MILAN 2-1
PAGELLE DI AFFARITALIANI.IT

Di Giordano Brega

PROMOSSI

Ronaldinho. Gli occhi del mondo intero sono su di lui: dopo la lunga 'inattività' in rossonero e la sola amichevole tra Italia e Brasile, la gente si chiede che Dinho vedrà. Risposta da grande fuoriclasse: prova piena di genio, invenzioni e accelerazioni (queste ultime soprattutto nel primo tempo). Predica calcio per qualunque anima pia rossonera abbia voglia di infilarsi nella difesa avversaria. Il Gaucho è democratico: si chiami Pato, Beckham, Jankulovski o Seedorf, lui dispensa passaggi preziosi e illuminanti. Peccato che talvola predichi nel deserto. Il fantasista di Porto Alegre dà spettacolo proprio la notte in cui manca Kakà. Piccola provocazione: proviamo a ribaltare un luogo comune che si è formato in queste settimane. Chi pesta i  piedi a chi? Voto 7,5
Cambiasso.
Dominatore del centrocampo. E' il faro dell'Inter quando l'azione più tecnica dei cugini sembra esser dominante nel match. Quando sono i nerazzurri a prendere in mano il gioco l'argentino si fa trovare, allo stesso modo, pronto e in prima fila. Dal suo piede nasce il gol di Stankovic. Voto 7


Pato, un gol inutile
Pato.
Il Papero fa una gran fatica a trovare spazi giocando come prima punta, però alla distanza viene fuori la sua classe e la capacità di saltare l'uomo ogni qual volta tenta l'accelerazione palla al piede. Arginarlo è un problema persino i vari Santon (non splendente come in altro prove, ma molto sicuro di sè voto 6,5), Samuel-Chivu (ottima prestazione in mezzo, pur con qualche sbavatura qua e là: voto 7-). Segna il gol della speranza milanista caricando l'ambiente milanista e porge a Pippo Inzaghi (voto 6: vivace appena entra, ma, agli atti, non decisivo) la palla del possibile 2-2. Voto 7
Julio Cesar-Abbiati.
Portieri sugli scudi. Il brasiliano dell'Inter salva la vittoria e probabilmente lo scudetto con l'intervento di piede sul diagonale a botta sicura di Inzaghi. Il rivale milanista ci mette un paio di pezze per evitare che la barca affondi sul 2-0. Voto 7
Ambrosini.
Rimedia a una rete già fatta dall'Inter andando in prodigiosa scivolata su Stankovic: un intervento che ricorda ai milanisti i migliori tackle di un certo Franco Baresi. Dà nerbo al centrocampo, anche se rischia il doppio giallo e la conseguente espulsione. Voto 6,5 


Dejan Stankovic, il suo gol ha ucciso il Milan

Stankovic. Il gol è splendido in assoluto: l'inserimento al momento giusto, la palla girata a rete di prma intenzione quasi fosse la cosa più naturale del mondo. Invece è stato un gesto tecnico tutt'altro che semplice. Si fa perdonare la rete sbagliata sullo 0-0. Il resto del match è gestito in tranquillità. Voto 6,5
Ibra.
Dal punto di vista spettacolare delude un po' le attese e dà ragione una volta in più a chi lo considera un giocatore straordinario ma incapace di lasciare un segno nitido nei super-match. Vero è, però, che Zlatan libera Stankovic nell'azione del 2-0. E' il momento in cui il Milan cade a meno undici e lo svedese il suo contributo lo mette. Gli manca la gioia del gol: demeriti suoi e una gran parata di Abbiati tra le spiegazioni di questa 'assenza' dal tabellino dei marcatori. Voto 6+
Adriano.
 Il confine tra la gloria e lo scherno è davvero labile. La sua rete in... bagher avrebbe potuto passare alla storia come errore fantozziano. Invece sblocca la partita proprio nel momento di maggiore affanno per i colori nerazzurri. Si mangia un gol clamoroso sul 2-0 e ai tifosi interisti dalla memoria lunga viene una gran paura: accadde la stessa identica cosa qualche stagione fa e in quell'occasione il Milan poi vinse 3-2 in rimonta. Stavolta non è così. Adri può tirare un sospiro di sollievo. Voto 6-

BOCCIATI

Rosetti. Assegna all'Inter un gol abbastanza irregolare, si dimentica di fischiare un rigore su Inzaghi a pochi minuti dalla fine e forse ptorebbe pure cacciare dal campo Ambrosini per doppia ammonizione. Su tutte le situazioni calde dà l'impressione di essere un po' in difficoltà. Voto 4
Kaladze.
Indeciso nel primo tempo quando Stankovic si infila nel suo corridoio, immobile nelle ripresa quando due suoi svarioni rischiano di rendere tragica la notte del Diavolo. Vederlo in queste condizioni spiace e forse tanto valeva affidarsi a un Favalli in mezzo. Voto 4
Pirlo.
Sembra girare con una marcia in meno rispetto ai rivali di centrocampo. A volte nasconde il tutto con qualche apertura delle sue, che dà ossigeno al gioco del Milan. Non è questo il caso. Voto 5
Maldini.
Quando il Milan è 'in controllo' della partita il capitano sembra un vero e proprio califfo. I 40 anni pare non sentirli neppure: sono Adri e Ibra a tremare di fronte al monumento del calcio che ancora calca i terreni verdi. Appena l'Inter accelera però sono dolori e Paolino di colpo riscopre gli acciacchi dell'età. Impietosa l'azione, nella ripresa, quando l'Imperatore gli va via in potenza e velocità. Voto 5
Jankulovski.
Argina Maicon (voto 6+) cercando di tenerlo a distanza dal fondo. Però il brasiliano (che comunque ha il gran merito di pescare in gol Adri) gli fa paura al solo manifestarsi oltre la linea di metà campo. Marek ne è intimorito e di questo ne risentono anche le sue discese sulla fascia. Quando il Milan non ha più niente da perdere però dimentica le sue paure, entrando da protagonista sul 2-1 di Pato. Voto 5,5
Beckham.
Questa volta il binario di destra con Zambrotta (voto 6-) non fa sfracelli come nelle ultime partite. David parte benino, però poi rallenta la sua azione alla distanza, complice pure un problemino muscolare. Voto 5,5

LA NOTTE DEL DERBY NERAZZURRO. CRONACA

Non solo il derby, l'Inter porta a casa anche un pezzo di scudetto. Vince 2-1 la squadra di Mourinho, un successo che esclude probabilmente in maniera definitiva il Diavolo e che acquista un peso ancora maggiore grazie al pareggio interno della Juventus bloccata dai pali e dalla Samp. La vittoria, infatti, permette ai nerazzurri di volare a +9 sulla Juventus e a +11 sul Milan. Ci sono ancora 42 punti a disposizione, tutto è possibile, ma contro questa Inter che ha recuperato anche il miglior Adriano, diventa davvero difficile pensare ad una rimonta bianconera e ancor di piu' rossonera. Gran derby, comunque, a San Siro. Il vero assente è Kakà, il Milan sente e anche tanto la sua assenza, nonostante l'ottima prova di Ronaldinho, devastante nella prima mezz'ora e bravo a tornare nel vivo della gara nella parte finale, ispirando il 2-1 siglato da Pato e mettendo in difficoltà la difesa nerazzurra, perfetta e solida nella coppia Chivu-Samuel e comunque sempre protetta da uno strepitoso Julio Cesar. Di Adriano e Stankovic le reti nerazzurre nel primo tempo, di Pato la rete rossonera nella ripresa.

Derby spettacolare, pieno di occasioni da gol e con qualche episodio da moviola. Il primo sul gol dell'1-0 di Adriano che, al 29', sull'assist di Maicon, colpisce prima di testa e poi con il braccio battendo Abbiati. E' la rete che sblocca la partita, al 43' arriva il raddoppio: lo firma Stankovic che si fa perdonare dell'errore commesso al 18' e di destro batte Abbiati su assist di testa di Ibrahimovic. Nella ripresa inizia bene l'Inter, ma il Milan (privo di Kaka') non molla e si rende pericoloso, ispirato da un Ronaldinho in ottima forma. Al 26' arriva il gol di Pato che, servito da Jankulovski segna il gol del 2-1 che riapre la partita. Pericoloso Adriano, strepitoso Abbiati nella risposta. Al 33' episodio dubbio in area di rigore per un contatto Chivu-Inzaghi, l'arbitro lascia correre e Julio Cesar si salva con i piedi sul destro di Pato. Nel finale, al 45', Inzaghi di sinistro da buona posizione, ancora Julio Cesar con i piedi. Finisce 2-1 per l'Inter un grande derby.


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