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Sport
Gianmarco Tamberi: “Sto tornando in forma e guardo a Tokyo 2020”

Riabilitazioni, allenamenti, regime alimentare controllato e tanta grinta. Ce la sta mettendo tutta Gianmarco Tamberi, l’atleta marchigiano specializzato nel salto in alto, per rimettersi in sesto dopo le due operazioni subite e tornare a guardare verso la vittoria, che sarà (lo speriamo tutti) a Tokyo nel 2020, in occasione delle prossime Olimpiadi.
Tra un impegno e l’altro, Affari Italiani è riuscito a farci una chiacchierata per scoprire qualcosa in più del fuoriclasse campione mondiale indoor a Portland 2016 e campione europeo ad Amsterdam 2016 – oltre che detentore del record italiano sia outdoor che indoor – amato dall’Italia intera.

Domanda non retorica: come stai adesso?

“Molto bene. La seconda operazione è riuscita senza problemi e ho fatto un intenso periodo di riabilitazione a Forlì, poi finalmente il ritorno a casa, ad Ancona. Tutto sommato sapevo che sarebbe potuto succedere: l’importante è affrontare gli ostacoli e gli imprevisti a testa alta”.

Che cosa ti ha insegnato questa esperienza e l’inevitabile sofferenza vissuta?

“Mi ha fatto crescere molto. Sai, si tratta di accettare il fatto che lavori duro inseguendo un sogno per anni e poi, quando arriva il momento, non puoi nemmeno provarci. In questi mesi ho scoperto un’energia dentro di me che non sapevo nemmeno di avere, mantenendo la positività anche nei periodi più difficili e incerti.
Ci sono stati giorni in cui ho fatto fatica a credere che tutto sarebbe tornato alla normalità, in più avevo paura di non riuscire ad avere la pazienza e la motivazione necessarie. Invece, ce l’ho fatta ed oggi posso dire di conoscermi meglio. Devo ringraziare soprattutto le tante persone che mi hanno sostenuto e l’affetto dei miei cari. Ci rifaremo a Tokyo!”

Sei giovanissimo ma nella tua carriera hai già fatto e vinto molte gare. Te ne ricordi una in particolare?

“Sì, i campionati italiani di marzo 2016, non perché fosse la più importante a livello professionale, ma poiché c’erano tutti i miei amici negli spalti ed è stata un’esperienza bellissima. Amo la mia terra, trovo le Marche una regione fantastica e non la cambierei con nessun altro luogo”.

La tua è una famiglia di atleti, inoltre sei allenato da tuo padre. Vantaggi e svantaggi?

“I vantaggi consistono nella trasmissione dell’esperienza e nella condivisione, aspetti che un padre estraneo a tutto questo non sarebbe stato in grado di fare allo stesso modo. Da lui ho imparato e continuo ancora a imparare moltissimo.
Gli svantaggi… beh, trascorrerci insieme così tante ore al giorno è impegnativo, ma le cose vanno meglio da quando sono andato a vivere da solo. Inoltre caratterialmente siamo simili, quindi spesso ci scontriamo. Ormai, però, ci conosciamo a sufficienza da aver raggiunto un buon equilibrio”.

Quale invece il rapporto con tuo fratello, sportivo anche lui?

“La sua presenza al mio fianco è sempre stata di grande stimolo per me, perché sin da piccolo non volevo essere il debole, facevo a gara per superarlo nonostante lo vedessi così forte! Diciamo che è stato il mio primo punto di riferimento in assoluto; tra noi c’è una competizione sana che ci mantiene molto legati”.

Tre cose che adori al di fuori del salto in alto.

“1 - Viaggiare, girare il mondo e conoscere persone diverse, grandi città, il funzionamento degli altri Paesi; 2 - Assaggiare i loro cibi facendo uno strappo alla regola, dal momento che devo seguire un regime alimentare particolare; 3 – Tutti gli sport: surf, moto da cross, sciare, ma soprattutto la pallacanestro”.

Che libro stai leggendo in questo momento?

“Il punto vincente di Novak Djokovic, sportivo celiaco che insegna la sua strategia per l’eccellenza fisica e mentale. Lo sto trovando davvero interessante e ricco di consigli”.

In conclusione, come definiresti la tua vita?

“Divertente e diversa nei momenti di pausa, cioè circa 20 o 30 giorni all’anno. Per il resto c’è bisogno di disciplina: esco poco la sera, non posso fare mattate nei weekend e anche se sono una persona solare e socievole che ama stare con gli amici cerco di essere efficiente al massimo.
Quindi metti in conto tante ore di allenamento, una dieta costante, un ritmo serrato e regolare in tutto, dalle ore di sonno al mangiare ecc. A volte sono talmente ferreo e rigido con me stesso che è mio padre a dovermi dire: basta, adesso vai a casa a riposarti!”

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