Di Nicole Cavazzuti
 Fabio Ravezzani
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90° minuto e Controcampo? Vecchi e privi di emozioni. Meglio i programmi di calcio dei canali televisivi locali, che hanno introdotto (e sdoganato) la figura del cronista tifoso. Ecco l'opinione di Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia e Antenna3, che intervistato da Affaritaliani.it commenta senza peli sulla lingua lo stato dell'informazione televisiva calcistica italiana.
Qual è il livello medio delle trasmissioni televisive di calcio, secondo lei?
"Il taglio dei programmi di calcio è generalmente vecchio e superato: negli ultimi 20 anni non ci sono state innovazioni salienti. Non per nulla trovo fosse molto meglio il vecchio 90° minuto, quello con Paolo Valenti, di quello attuale".
Perché?
"Perché oggi i programmi delle reti nazionali generaliste dedicati al calcio sono praticamente tutti uguali. Non vedo grandi differenze tra Controcampo e 90° minuto. Anzi. Sono programmi con un taglio troppo tecnico, che riducono il calcio a una serie di numeri e di moviole".
Come andrebbe raccontato il calcio, invece?
"Con minor distacco. Il calcio è uno sport di emozioni, bisogna trasmettere passione. In questo senso sono più avanti le emittenti locali, che da anni hanno introdotto la figura del giornalista tifoso, un personaggio che permette di coinvolgere maggiormente il pubblico. E funziona: non a caso ormai anche Sky affianca sempre al commentatore tecnico quello tifoso".
Tra i giornalisti sportivi, lei chi preferisce?
"Non posso che menzionare due giornalisti della mia squadra: Gianluca Rossi, la voce nerazzurra di Telelombardia e Antenna3, e Cristiano Ruiu, inviato e teleradiocronista della Juventus".