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Pensioni, assegno 650 euro ai giovani. Ma è scontro sulla RIFORMA PENSIONI

Pensioni, assegno minimo di 650 euro per i giovani. Ma è scontro sulla RIFORMA PENSIONI

Pensioni, assegno minimo di 650 euro Il piano del governo per i giovani Aspettative di vita, scontro coi sindacati. Secondo quanto riferito dai sindacati, la proposta del governo per introdurre misure a sostegno delle future pensioni dei giovani con carriere discontinue prevede di ridurre il coefficiente minimo previsto oggi per il calcolo contributivo da 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale a 1,2 volte. Allo stesso tempo i sindacati hanno chiesto di ridurre anche il coefficiente di 2,8 volte previsto attualmente e, secondo quanto riferito dal segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, su questo "c'e' stata un'apertura del governo": si tratterebbe di abbassarlo a circa 2 volte. Per la pensione anticipata contributiva, ossia per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995, per ottenere il trattamento nel 2017 bastano 63 anni e 7 mesi di eta', assieme al possesso di 20 anni di contributi, e di un assegno che deve essere superiore 2,8 volte l'assegno sociale.

Pensioni, assegno minimo di 650 euro per i giovani - Lotti, non una resa su possibilita' lavoro a giovani

"Non e' una resa sulla possibilita' di dare lavoro ai giovani: abbiamo gia' illustrato i provvedimenti della prossima Finanziaria per aiutare il lavoro dei giovani e abbiamo approvato ieri un provvedimento che guarda alla poverta'". Lo dice, a margine della Festa dell'Unita' di Genova, il ministro dello Sport, Luca Lotti, commentando la proposta di un assegno minimo di 650 euro ai giovani che andranno in pensione con il sistema contributivo. "E' la direzione giusta - prosegue Lotti - dobbiamo lavorarci, lo faremo in Finanziaria, ma e' la strada che dobbiamo seguire".

Pensioni, Governo ai giovani assegno da 650 euro. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

Il governo ha proposto di ampliare la platea di coloro che potranno andare in pensione col sistema interamente contributivo a 63 anni e 7 mesi con un assegno minimo di 600-620 euro. E' emerso nel tavolo sulle pensioni governo-sindacati presieduto dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. L'obiettivo, ha spiegato il Ministro, sarebbe raggiunto modificano i parametri di accesso che oggi prevedono 20 anni di contributi e un coefficiente pari a 1,5 volte la pensione sociale. Quest'ultima cifra, spiegano i sindacati, potrebbe essere abbassata a 1,2 in modo da poter mandare in pensione coloro che hanno maturato una pensione di 600-620 euro.

PENSIONI: CAMUSSO, DA GOVERNO RETICENZA SU TEMA ASPETTATIVA VITA. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

"Dal Governo registriamo una ampia reticenza sul fatto che il tema dell'aspettativa di vita sia all'ordine del giorno". Ad affermarlo è il leader della Cgil, Susanna Camusso al termine dell'incontro al ministero del Lavoro con il Governo. "Abbiamo ribadito - sottolinea la segreteria generale della Cgil- con necessaria nettezza che la questione dell'aspettativa di vita per noi è fondamentale. Non si può immaginare che continui a pesare un doppio automatismo di aspettativa di vita sul sistema pensionistico". Il meccanismo attuale sull'aspettativa di vita, rileva Camusso, "pesa due volte in termini sia in termini di età che di rendimenti. Abbiamo un meccanismo molto più accelerato rispetto agli altri paesi europei". Questa questione "è per noi fondamentale" anche perché è un "punto di inequità". In questa stagione, inoltre, aggiunge Camusso, "non credo ci sia alcuna possibilità che questa cosa venga compreso dai lavoratori. Non si può da un lato voler favorire il lavoro dei giovani e che poi dall'altra allungare ancora i tempi di pensionamento a persone che lavorano già da moltissimi anni". Quindi "per noi c'è insoddisfazione" ma il tema sarà affrontato anche nei prossimi incontri.

Pensioni: sindacati insoddisfatti, bloccare norma su aspettativa di vita. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

Bloccare l'avanzamento dei requisiti pensionistici e' un "punto fondamentale" per i sindacati. Lo hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil al termine dell'incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle Pensioni. "C'e' una molto ampia reticenza, e uso un eufemismo - ha detto Susanna Camusso - a mettere all'ordine del giorno il tema dell'aspettativa di vita. Abbiamo ribadito con nettezza che per noi e' fondamentale superare un meccanismo che pesa due volte in termini di allungamento dell'eta' e abbassamento dei rendimenti". Per Maurizio Petruccioli della Cisl, "non c'e' grande soddisfazione, bisogna bloccare lo scorrimento in avanti dei requisiti pensionistici". Piu' "ottimista" Carmelo Barbagallo della Uil: "Ho fiducia nel Parlamento, dove c'e' una larga maggioranza a favore del congelamento della norma sull'aspettativa di vita: non vorrei che di questa norma soffrisse alla fine il governo".

PENSIONI: SACCONI (EPI), PENSIONE DI GARANZIA RIDICOLA E PERICOLOSA

"La sola ipotesi di una 'pensione di garanzia' e' ridicola, e pericolosa perché, al di là della necessaria pensione sociale, ipotizza per il futuro prestazioni indipendenti dai contributi, così incoraggiando il lavoro irregolare. Cosa diversa sarebbe il dare valore, attraverso contribuzioni figurative, ad alcune attività sostitutive del lavoro come l'apprendimento, la maternità, la cura di familiari. Stranamente le improvvisate vestali della spesa pensionistica, che si sono stracciate le vesti per una semplice rimodulazione temporale dell'adeguamento automatico dell'età di pensione all'aspettativa di vita, nulla hanno da dire sulla pensione di garanzia". Lo scrive nel blog dell'Associazione amici di Marco Biagi il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi.

Pensioni, governo punta ad ampliare platea giovani con 600 euro

Il governo ha proposto di ampliare la platea di coloro che potranno andare in pensione col sistema interamente contributivo a 63 anni e 7 mesi con un assegno minimo di 600-620 euro. E' quanto emerso nel corso del tavolo sulle Pensioni governo-sindacati presieduto dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. L'obiettivo, ha spiegato il Ministro, sarebbe raggiunto modificano i parametri di accesso che oggi prevedono 20 anni di contributi e un coefficiente pari a 1,5 volte la pensione sociale. Quest'ultima cifra, spiegano i sindacati, potrebbe essere abbassata a 1,2 in modo da poter mandare in pensione coloro che hanno maturato una pensione di 600-620 euro.

Pensioni, APE, giovani, tetto età: governo vs sindacati. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE (CALDE) - Polverini, governo contraddittorio su scelte

"Governo contraddittorio, dichiara di pensare alle generazioni future ma considera l'adeguamento automatico, che nel lungo periodo potrebbe portare la generazione anni Ottanta alla pensione oltre i settanta anni". Cosi' la deputata di Forza Italia, Renata Polverini, commenta la riapertura della discussione sulle Pensioni. "I presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato hanno giustamente indicato il percorso della gradualita', perche' non puo' essere rimandato tutto a una questione di contenimento dei costi" - aggiunge. "L'Esecutivo dimostra, anche con l'ultima misura del reddito di inclusione, di seguire sempre e solo un percorso emergenziale, lontano da provvedimenti strutturali. Inoltre la chiusura tattica del viceministro Morando sul fronte Pensioni indica l'incapacita' di comprendere che la struttura previdenziale di un Paese e' legata non solo alle conseguenze attuali della riforma Fornero ma al futuro dei giovani".

Pensioni, APE, giovani, tetto età: governo vs sindacati. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE (CALDE) - Lavoro, Boeri: molto importante decontribuzione per i giovani

"Penso che sia molto importante questo aspetto della decontribuzione, è l'impostazione giusta. Decontribuendo si usano le risorse della fiscalità generale per alimentare le pensioni future dei giovani, i contributi più bassi sarebbero fiscalizzati mentre altre idee di cui si parla, come le pensioni di garanzia, comportano comunque dei trasferimenti che sarebbero a carico dei giovani". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ibn merito alle proposte in campo per aiutare i govani. "Il problema futuro delle pensioni dei giovani - ha aggiunto - è un problema di ingresso nel mercato del lavoro. Se i giovani riescono a entrare nel mercato del lavoro, riescono ad avere subito contratti a tempo indeterminato e una certa stabilità, il problema futuro delle loro pensioni è molto meno grave di quanto abbiamo documentato".

Pensioni, APE, giovani, tetto età: governo vs sindacati. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE (CALDE) - BARBAGALLO, RIDICOLO DIVIDERE GIOVANI E ANZIANI

''L'atteggiamento di voler dividere i giovani dagli anziani è ridicolo. Bisogna pensare ai giovani da adesso''. Ad affermarlo è il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo facendo il suo ingresso al ministero del Lavoro dove è appena iniziato l'incontro tra governo e sindacati sulle PENSIONI. ''Gli anziani -sottolinea- sono stati gli ammortizzatori sociali del Paese fino ad adesso. Ora bisogna fare in modo che per i giovani si prospetti una sicurezza di lavoro e poi una previdenza''.

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