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Angelo Maria Perrino

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Lunedì, 30 novembre 2009 - 11:30:00

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La XIX edizione del Courmayeur Noir in Festival (7-13 dicembre 2009) sarà nel segno della varietà di un genere che nessuna teorizzazione ha saputo ancora racchiudere e ordinare in una formula univoca. Avatar e mutanti, zombies e vampiri, detective e spie, uomini disperati e pericolosi criminali si sono dati appuntamento ai piedi del Monte Bianco per una carrellata di emozioni, brividi, risate e incubi, senza smettere mai di indagare e riflettere la realtà.

“Non ci spaventa mettere insieme il divertimento e la passione civile, i nuovi linguaggi e la tradizione – dicono Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Emanuela Cascia, “storici” direttori della rassegna – perché è proprio questa combinazione a fare del nostro festival un caso unico, un appuntamento da non perdere tra cinema e letteratura, tra memoria storica e documentazione della realtà, tra fumetto e televisione, tra scoperta e celebrazione. L’anno prossimo ci aspetta la scommessa del ventennale, e abbiamo voluto prepararci mettendo sul piatto tutte le carte del noir”.

noir

I numeri del Courmayeur Noir in Festival 2009: 29 film (di cui 4 opere prime e 5 opere seconde) tra anteprime, omaggi, documentari; 6 serie televisive; 30 scrittori da tutto il mondo; 4 giornate di incontro e approfondimento; 5 premi per il cinema e tre per la letteratura; 2 laboratori creativi per quel vero e proprio “festival nel festival” che è il MiniNoir, una lecture di Adrian Wootton in onore di Raymond Chandler, una mostra grafica, un concerto, uno spettacolo teatrale, un seminario di critica cinematografica.

GLI OSPITI - I personaggi di un Festival assolutamente da non perdere (secondo Variety): la scrittrice e sceneggiatrice Premio Oscar Diablo Cody con il suo nuovo film, Il corpo di Jennifer; il bandito Renato Vallanzasca, autore e protagonista del libro-intervista di Carlo Bonini Il fiore del male (Tropea editore); Michael Caine, splendido protagonista di Harry Brown, il film d’apertura di quest’anno; Leonardo Padura Fuentes (vincitore del Raymond Chandler Award) immaginifico narratore e libera voce della cultura cubana; Federico Zampaglione, musicista (performer dal vivo con il suo nuovo gruppo The Alvarius) e regista (con il suo nuovo Shadow); Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, ispiratori di due episodi della nuova serie di Crimini (Raidue), uno dei quali ambientato proprio tra le nevi di Courmayeur; le creature virtuali di Avatar, il nuovo capolavoro di James Cameron che faranno la loro prima apparizione italiana in 3D per una serata speciale del Noir, in contemporanea con la “prima” mondiale del film.

Il Tema dell’anno proposto a cavallo tra memoria e cronaca, cinema e letteratura, impegno civile e ricerca storica, riguarda questa volta l’anniversario del 12 dicembre 1969, il Giorno di Piazza Fontana. A rievocare quel mistero italiano, a discuterne i risvolti giudiziari e investigativi, ma soprattutto le implicazioni politiche e sociali per la nostra memoria collettiva saranno, insieme a Gaetano Savatteri, in primo luogo il giornalista Paolo Cucchiarelli e il giudice istruttore Guido Salvini, affiancati da saggisti, scrittori, commentatori.

Altri due spazi di riflessione sono poi in programma: una giornata di confronto sul superamento delle categorie tradizionali del genere e il suo adattamento alla scrittura italiana contemporanea e un incontro con le voci più originali della narrativa sarda, coordinato da Marcello Fois in accordo con il Festival di Gavoi, che prosegue il viaggio attraverso i mille volti dell’Italia in noir.

I generi e filoni più presenti nelle selezioni di quest’anno: per il cinema, il ritorno in grande stile degli eroi dell’orrore e dell’impossibile tra non morti (l’esilarante parodia Zombieland) e guerrieri del lontano futuro (i paladini delle Mutant Chronicles finalmente approdati al cinema); l’eredità dei classici di celluloide da Jean-Pierre Melville (rievocato da Johnnie To in Vengeance) alla Blaxploitation degli anni ’70 (parodiata in Black Dynamite); la riscoperta del noir sociale e civile con gli immigrati clandestini di Jackie Chan (Shinjuku Incident), gli sradicati delle periferie (La Dame de trèfle), le spie che fecero cadere il Muro (L’affaire Farewell); il dramma psicologico (Demain dès l’aube), le nuove declinazioni del “giallo” italiano con l’esercizio di stile dei Manetti Bros, Cavie e la “maratona” della serie Il mostro di Firenze diretto da Antonello Grimaldi per Fox Crime (partner ufficiale del Festival).

*BRPAGE*

Analoga versatilità anche nel ventaglio degli scrittori presenti nella sezione La Pagina Buia: la lezione sul noir contemporaneo di James Sallis (che a Courmayeur sarà anche presidente della giuria internazionale per il cinema) e i labirinti dello psycothriller nel nuovo romanzo di Sebastian Fitzek (Il bambino, Elliot); il ritorno di Matt Haig (dopo Il club dei padri estinti) con il raffinato mystery zoomorfo Il patto dei labrador edito da Einaudi e Jonathan Rabb con il suo affresco cinefilo nella Berlino di Fritz Lang (Metropoli, Cairo); il giallo storico a enigma di Carlo A. Martigli (999: L’ultimo custode, Castelvecchi) e le avventure dell’Hercule Poirot indiano di Tarquin Hall (Vish Puri e il caso della domestica scomparsa, Mondadori); la grande tradizione iberica di Juan Madrid (Mele marce, E/O) e i ribelli della nuova Berlino narrati da Zoran Drvenkar in Sorry (Fazi editore). Infine l’esordio nella narrativa di Gianni Canova (Palpebre, Garzanti) e Marco Lombardi (I nuovi amici, Jacobelli), il viaggio tra le voci della “Sardegna in Noir” guidato da Marcello Fois (con Angioni, Bellu, Murgia, Saba, Todde), i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa per il miglior romanzo italiano di genere. Cinque i film che concorrono al Premio Mystery della sezione DocNoir (in collaborazione con il Festival dei Popoli) assegnato da una giuria di giovani critici: la ferocia quotidiana al sole messicano di Welcome to Tijuana e il freddo nevoso della repressione in Cecenia narrata in Entre ours et loup, la spaventosa attualità di un massacro che diventa un gioco (Playing Columbine) e il gioco al massacro della ‘Ndrangheta che uccide a Duisburg (Main basse sur l’Europe). Fino all’America politica di appena ieri attraversata dalla follia del “poeta assassino” (Killer Poet) narrato da Susan Gray, l’autrice di Citizen Berlusconi.

Quattro le attese anteprime cinematografiche del MiniNoir che allinea quest’anno le spassose catastrofi in 3D di Piovono polpette dal libro per ragazzi di Judi Barrett, l’animazione italiana Cuccioli – Il codice di Marco Polo presentato in prima mondiale dall’autore Sergio Manfio, il racconto fiabesco Maga Martina e il libro magico del Draghetto di Stefan Ruzowitzky e la serie tv Casper – Scuola di Paura presentato da Carton Network.
Cinque le serie della sezione Tv Noir per una celebrazione che è anche un riconoscimento di qualità: in collaborazione con Fox Crime, oltre alla maratona de Il mostro di Firenze si vedranno in anteprima il primo episodio della 10a serie CSI Las Vegas e il pilota di White Collar (la serie attualmente più seguita in Usa) con Matt Bomer protagonista.

Grazie a CBS si vedrà invece il pilot di The Good Wife prodotta da Ridley e Tony Scott con Chris Noth (il Mister Big di Sex and the City) e Julianna Margulies (E.R.). Dall’Italia infine i nuovi episodi di CRIMINI, ovvero Neve sporca di Davide Marengo da Giancarlo De Cataldo e Niente di personale di Ivano De Matteo da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi. Cinque infine i film dell’omaggio retrospettivo Nero di Spagna ’50 co-realizzato con l’Istituto Cervantes di Milano. Cinque racconti polizieschi di una stagione politica a noi quasi sconosciuta, quella del franchismo trionfante, con titoli come Apartado de Correos di Julio Salvador, Brigada criminal di Ignacio F. Inquino, Distrito Quinto di Julio Coll, Los ojos dejan huellas di José Luis Sáenz (con Raf Vallone e Elena Varzi) de Heredia e A tiro limpio di Francisco Pérez-Dolz (l’unico appartenente ai primi anni ’60). Sarà particolarmente interessante il confronto con il noir spagnolo di oggi, reso possibile dalla presenza, nella selezione ufficiale per il cinema, del catalano 25 kilates di Patxi Amézcua e, tra gli ospiti letterari, di Juan Madrid.

Tra i molti eventi collaterali previsti, oltre al concerto con cui Federico Zampaglione debutta insieme alla nuova formazione The Alvarius e che concluderà il Festival, particolare interesse si conferma per lo Spazio Italia (a cura di Maurizio Di Rienzo), il luogo deputato per “misurare la pressione” al cinema italiano che sempre più spesso si misura con il mystery: film in lavorazione, progetti a cavallo tra piccolo e grande schermo, produzioni low budget e documentari trovano a Courmayeur il proprio spazio di presentazione. Come già è accaduto con i film di Andrea Molaioli (La ragazza del lago), Ago Panini (Aspettando il sole), Vincenzo Terracciano (Tris di donne e abiti nuziali), Gabriele Salvatores (Come dio comanda), Francesco Patierno (Donne assassine).

Ci sono poi: la mostra d’immagini a cura dell’Istituto Europeo di Design di Milano che propone i lavori degli allievi per la graphic novel Pece; i laboratori di animazione per ragazzi a cura dello IED; gli incontri di scrittura creativa (con Valeria Montaldi), illustrazione (con Matteo Gubellini), cinema (con i Manetti Bros.); le presentazioni al MiniNoir dei nuovi libri di Alessandro Gatti e Pier Domenico Baccalario e dello spettacolo teatrale per ragazzi La favola dei cambiamenti del Teatro di Aosta; il seminario europeo di critica cinematografica promosso dalla Regione Valle d’Aosta (Assessorato alla Cultura), lo stage per studenti universitari del DAMS di Torino.
Il manifesto del 2009 è dell’artista americano che si cela sotto lo pseudonimo orwelliano di Winston Smith; quello del MiniNoir di Enrico Sangiorgio (IED Milano); la nuova sigla del festival è realizzata da Frame by Frame.

Mercoledì, 22 luglio 2009 - 14:09:00

Va bene la Larsson-mania, ma anche i giallisti italiani meritano spazio. Dopo il successo della trilogia dell'autore di 'Uomini che odiano le donne', tutti gli editori italiani più importanti si sono lanciati alla caccia di scrittori noir scandinavi, sperando di ripetere il miracolo. Finora, come era prevedibile, non ci è riuscito nessuno.

Fino a pochi mesi fa la cosiddetta 'rinascita' del giallo all'italiana era sulla bocca di tutti. Oggi non se ne sente più parlare. Autori come Lucarelli, De Cataldo, Biondillo e Camilleri, solo per citarne alcuni, sono allo stesso livello dei colleghi del Nord Europa. Per non fare sempre i soliti nomi, poi, si potrebbe aggiungere anche quello del recente vincitore del premio Bancarella Donato Carrisi, con "Il Suggeritore".

Giusto essere aperti alle novità. Basta però non dimenticare quello che di buono c'è in casa propria...

Va bene la Larsson-mania, ma anche i giallisti italiani meritano spazio....

AITV
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