Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

uomo impiccato

Venerdì, 21 agosto 2009 - 16:58:00


Non si puo' "fare finta di nulla", non si puo' "rimpatriare un eroe", Mohamed Haida "deve restare nel nostro Paese".
Umberto Protti, figlio dell'uomo che era stato salvato da un tentativo di suicidio grazie all'intervento del giovane marocchino Mohamed, poi risultato clandestino e a rischio d'espulsione, ha messo nero su bianco la propia rabbia: in una lettera aperta e pubblicata sul sito www.sos-racket-usura.org, il giovane ha manifestato riconoscenza verso l'immigrato per un gesto che "poche persone avrebbero fatto". Per questo, Umberto Protti, parlando anche a nome della madre, scrive: "vorremmo fare qualcosa perche' questa persona venga presa in considerazione dal Governo che lo vuole espellere. Ci chiediamo come a fronte di un'esperienza cosi si possa rimanere ancora immobili e non fare nulla".

Il giovane ha ricordato la brutta esperienza, i momenti drammatici legati al coma del genitore e la consapevolezza che "se ora papa' e' fuori pericolo, lo dobbiamo solo ad una persona coraggiosa che non si e' fatta remore di nessun tipo e senza pensarci due volte si e' arrampicato sull'impalcatura e ha tagliato la corda mettendo a rischio la sua stessa vita". E quindi, la provocazione: "se chi ha le competenze per decidere del destino di Mohamed avesse passato un'esperienza simile, allora questo ragazzo avrebbe gia' in mano il permesso di soggiorno".


Non si puo' "fare finta di nulla", non si puo' "rimpatriare un eroe", Mohamed...

AITV
Seguici su