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Viaggi
Cilento da vedere, cosa fare e dove alloggiare

Se avete sentito parlare del Cilento ma non sapete dove sia collocato geograficamente o quali siano i siti più interessanti da visitare allora questa piccola guida fa al caso vostro. Cercheremo di fornirvi il maggior numero di informazioni possibili anche perché per citare in maniera esaustiva tutti i luoghi che potete ammirare e visitare nel Parco Nazionale del Cilento occorrerebbe un intero volume. Il Cilento è una meravigliosa terra in provincia di Salerno che si estende da Paestum fino ai confini con la Basilicata. Il suo tratto costiero che si estende per oltre 150 chilometri racchiude località molto note come Paestum, Castellabate, Agropoli, Acciaroli, Marina di Camerota e Palinuro. Anche se conosciuto per la bellezza e la limpidezza delle sue acque che da dodici anni consecutivi ottengono il riconoscimento della Bandiera Blu della Fee, il Cilento ha un entroterra davvero ricco di storia e fascino che molti non conoscono.

Come raggiungere il Cilento
Se viaggiate in auto dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria prendete l’uscita di Battipaglia e seguite le indicazioni per Paestum o costiera cilentana imboccando la SS18. Questa statale è la principale arteria stradale del Cilento, lo attraversa da nord a sud e viceversa Paestum fino a Sapri.

Per chi si sposta in treno consigliamo le stazioni ferroviarie di Capaccio-Roccadaspide, Paestum, Agropoli-Castellabate, Omignano, Vallo della Lucania, Ascea, Pisciotta-Palinuro, Caprioli, Centola, Celle Bulgheria, Torre Orsaia, Policastro Bussentino, e Sapri. Le abbiamo elencate partendo da quella più a nord ma resta inteso che dovrete scegliere a seconda della località che intendete raggiungere. Lo scalo aereo più vicino per raggiungere il Cilento è quello di Pontecagnano, in provincia di Salerno o in alternativa l’aeroporto Capodichino di Napoli. Da quest’ultimo dovrete poi muovervi in treno o tramite una noleggio auto. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo qui.

Un tuffo nel passato tra storia e arte: Paestum e Velia.
Per gli amanti dell’archeologia uno dei luoghi da visitare assolutamente è Paestum. Questa zona anche se abitata già dal periodo paleolitico è nota perché legata alla colonizzazione greca ad opera dei Sibariti che attorno alla fine del VII secolo a.C. costruirono un santuario in onore di Hera Argiva sugli argini del fiume Sele. In origine il suo nome era Poseidonia e solo nel 273 a.C. divenne una colonia latina col nome di Paestum. I resti che oggi tutti possono ammirare sono da attribuire ai Romani che crearono una città ricca e prosperosa. I tre templi che compongono l’area archeologica sono quelli di “Hera”, “Cerere” e “Apollo”. Dall’ingresso principale, situato vicino al tempio di Cerere saltano subito all’occhio le possenti colonne doriche risalenti a 2500 anni fa. A distanza di 500 metri tra l’uno e l’altro si trovano gli altri due templi. Adiacente l’area degli scavi potete visitare il museo archeologico nazionale di Paestum. Inaugurato nel 1952 accoglie i numerosi reperti rinvenuti nel corso degli anni durante gli scavi. Tra le opere più importanti da vedere la celeberrima “Tomba del Tuffatore”. Tra le varie zone del museo potrete ammirare quella dedicata ai reperti composti da ceramiche, terrecotte, tombe e oggetti funerari oltre a vasellame, dipinti e statuette.

Nella zona a sud del Cilento nella zona di Ascea troviamo invece il sito archeologico di Velia. Fondata intorno al 540 a.C. dai Focei la sua fama è dovuta alla scuola medica e filosofica che si identificavano principalmente nelle figure di Senofane, Parmenide, Zenone e Melisso. L’opera più importante che colpisce subito i visitatori per la sua maestosità è la Porta Rosa un arco edificato con funzioni di sottopasso o di acquedotto. Anche la Torre Angioina merita di essere visitata. Costruita sull’Acropoli con funzioni di avvistamento e difensiva gode di un panorama davvero suggestivo sulla piana di Velia.

Due “perle” da non perdere: Agropoli e Castellabate
Proseguendo da Paestum in direzione sud si giunge ad Agropoli, uno dei borghi più belli del Cilento. “Acropolis” era il nome che le fu dato dai Bizantini nel VI secolo; nome che indica appunto “città alta”. Anche se la città si è sviluppata nelle zone adiacenti, Agropoli conserva ancora oggi un borgo medievale tra ì più belli di tutto il meridione. Ad esso è possibile accedervi in auto o a piedi attraverso i caratteristici scaloni che portano all’ingresso della vecchia città. Da questo promontorio che si erge a circa 70 metri sopra il mare è possibile godere di un panorama che va dallo splendido porto a tutta la piana di Paestum. Ai turisti che visitano Agropoli consigliamo di dedicare qualche ora per visitare il borgo medievale magari rilassandosi davanti a un aperitivo in uno dei tanti localini che si trovano nei vecchi vicoletti, tutti suggestivi e caratteristici. Se passate da queste parti e cercate una struttura dove dormire e un buon ristorante dove assaporare piatti tipici della tradizione cilentana oltre a piatti di pesce fresco locale allora consigliamo l’hotel-ristorante Il Ceppo situato in via Madonna del Carmine, 31. Il nostro viaggio prosegue lungo la costa fino a raggiungere Castellabate. Divenuta oramai celebre come location del celeberrimo film “Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio e Alessandro Siani Castellabate è un luogo davvero magico che ha saputo conservare negli anni intatti tutti i suoi luoghi e il suo paesaggio tanto da essere considerata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Il comune vero e proprio si colloca su un promontorio che sovrasta le frazioni di S.Maria di Castellabate, Lago, e S.Marco dove si trova il porto turistico. Qui il turismo vive quasi per 12 mesi all’anno. Oltre agli italiani sono tantissimi gli stranieri che affollano questa località specialmente nei periodi di bassa stagione quando le spiagge e i locali poco affollati permettono di godersi a pieno le meraviglie di questo luogo. Se capitate da queste parti merita di certo una visita il borgo medievale; il castello dell’Abate e i suoi vicoletti caratteristici e la caratteristica piazzetta portano i turisti a respirare un’aria d’altri tempi, un tuffo nel passato. Qui se volete mangiare bene non mancano di certo i locali come il ristorante I Due Fratelli che da più di quarant’anni delizia i suoi clienti con piatti tradizionali rivisitati ma sempre con un’attenzione particolare alla materia prima locale di ottima qualità. Come possiamo vedere su GuidaCilento.com se cercate invece dove dormire non avete che l’imbarazzo della scelta: bed & breakfast, hotel, appartamenti e agriturismi per tutte le esigenze e tutte le tasche. Se siete amanti del mare non potete non effettuare un’escursione nella splendida isola di Licosa. Qui il mare si presenta in tutto il suo splendore e la sua limpidezza. Insomma un paradiso per chi ama tuffarsi in un’acqua cristallina o immergersi ammirando le bellezze dei suoi fondali.

Capo Palinuro: la terra dei miti
Inserito certamente tra i luoghi più suggestivi del Cilento, Capo Palinuro si protende nel mare per circa 2 chilometri. La sua storia ha origine lontanissime che si perdono nei secoli. Legata al mito del nocchiero Enea che qui trovò la morte, il nome Palinuro deriva dall’unione delle parole “palin” (di nuovo) e “ouros” (vento) inteso come luogo di giro del vento. Non a caso uno dei suoi promontori si chiama appunto Capo Spartivento. Da sempre paese di pescatori Palinuro rimane quasi sconosciuta fino al 1955 quando ad opera dei francesi venne costruito un Club Med che fece conoscere questa splendida località in tutta Europa. A parte il periodo invernale, i turisti che alloggiano da queste parti, non possono esimersi da una gita in barca. Le grotte e le calette raggiungibili esclusivamente via mare sono la principale attrattiva di Palinuro: tra queste le più note sono Cala del Buondormire, delle Marinelle, dei Porci e la spiaggia dell’Arco Naturale. Partendo in barca dal porticciolo si incontrano per prima la Grotta del Morto, chiamata così perché all’interno un grosso masso roccioso evoca le sembianze di un corpo adagiato sulla pietra. Proseguendo si arriva alla famosa Grotta Azzurra. Al contrario dell’omonima grotta di Capri ha un’entrata molto semisommerso molto ampio. La grotta è molto amata dai subacquei i quali immergendosi riescono ad attraversare un’apertura sommersa per uscire dalla parte opposta. Se volete potete rilassarvi in spiaggia o usufruire di un servizio navetta mare che con pochi euro vi da la possibilità fino a tardo pomeriggio di passare da una caletta all’altra, una sorta di taxi del mare.

L’entroterra del Cilento: le Gole del Calore, il fiume Tanagro e l’Oasi WWF di Morigerati
Per chi oltre al mare volesse conoscere luoghi unici immersi in una natura incontaminata consigliamo alcuni siti davvero interessanti che vale la pena visitare. Le Gole del Calore sono un’occasione unica per conoscere uno degli ambienti naturalistici più affascinanti del Cilento. Nel corso di milioni di anni il fiume Calore ha disegnato una lunga gola oggi quasi tutta percorribile attraverso sentieri che costeggiano il fiume stesso. Il percorso più agevole è quello che parte da Felitto, in località Remolino. Da qui il sentiero attraversa tutta la fitta vegetazione costeggiando il fiume lungo il quale è possibile trovare aree di sosta attrezzate con panchine che permettono sia di riprendersi dalla stanchezza che di ammirare la natura con i suoi profumi e i suoi colori. Per chi lo desiderasse è possibile noleggiare canoe o pedalò per risalire in parte il fiume Calore o al limite prenotare delle visite guidate che vi consentiranno di apprezzare a pieno le bellezze di questi posti.

Un’altra visita merita certamente il fiume Tanagro che con i suoi 92 chilometri di lunghezza rappresenta il tratto fluviale più lungo della Campania. Esso nasce come torrente nel comune lucano di Moliterno ma poi attraversando i comuni di Auletta, Caggiano e Pertosa e ricevendo acqua da tanti piccoli affluenti si riversa nel fiume Sele nei pressi di Contursi Terme. In alcuni tratti è possibile praticare il rafting tra rapide e cascate; un modo per effettuare dello sport e ammirare la bellezza del paesaggio fluviale. I percorsi in gommone si svolgono nei tratti paesaggisticamente più affascinanti, tra i comuni di Auletta e Pertosa e sono praticabili durante tutto l’anno in presenza di guide esperte.

 

 

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