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Viaggi
Il turismo premia la Calabria: nove milioni le presenze tra costa e entroterra
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Quasi nove milioni di presenze nel 2017, citata da Mastercard come perla nascosta d’Europa, dal Telegraph e dal New York Times, la Calabria non finisce di stupire agli occhi dei visitatori.  La conferma viene dalla Borsa del turismo mediterraneo di Napoli. Circa sessanta operatori del settore accreditati per un totale di 1000 appuntamenti tra espositori e buyers: una cifra  che conferma l’attrattività di una regione protagonista con uno degli stand tra i più apprezzati per allestimento e creatività che ha accolto dibattiti e ospiti d’onore della manifestazione, come il ministro del turismo dell’Argentina, Gustavo Santos. In occasione della rassegna il ministro ha accettato l’invito dell’ente regionale a fare visita in Calabria per conoscere una terra che ha dato un grandissimo contributo al Paese sudamericano in termini di emigrazione. Su circa 900 mila italiani residenti in Argentina, la metà è calabrese. Un rapporto che si riflette sull’incremento del fenomeno del turismo di ritorno, al centro delle agende delle istituzioni argentine e calabresi, che proprio in occasione della fiera di Napoli hanno stretto un accordo per agevolare la possibilità dei calabresi di terza generazione residenti in Argentina di visitare la terra da cui i loro nonni sono emigrati a causa della fame e della guerra. Un’edizione, la ventiduesima, che rafforza anche il legame con la Campania, già forte dei rapporti intrattenuti negli ultimi anni. Dal 2014 al 2016 si è infatti registrato un incremento del 10 per cento di flussi dalla Campania verso la Calabria. “Questa edizione della Bmt si conferma un’importante manifestazione fieristica di promozione della nostra offerta turistica”, sottolinea il governatore della Calabria, Gerardo Mario Oliverio. “Guardiamo con particolare interesse al mercato campano poiché, relativamente a quello italiano, è il primo mercato in termini di flussi verso la regione. Con i suoi quasi due milioni di presenze annue, la Campania rappresenta il 30% dei flussi italiani e quasi il 20% di quelli complessivi che scelgono come destinazione la costa e l’entroterra, i parchi naturali e, non ultima, l’enogastronomia per le loro vacanze”.                                                            

Diversificazione dell’offerta, turismo delle radici, destagionalizzazione dei flussi di incoming attraverso la promozione di attività sportive e culturali della Riviera dei Cedri: sono queste le sfide per una nuova stagione del turismo calabrese, che si pone l’obiettivo di incentivare nuove forme di fruizione e investimento e rendere il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico un ulteriore volano di sviluppo. Tra i protagonisti del padiglione Calabria, anche il Peperoncino. La Borsa Mediterranea del Turismo è stata infatti l’occasione per presentare la ventiseiesima edizione del Festival del Peperoncino, che si terrà dal 5 al 10 settembre a Diamante. Una manifestazione “piccante” che per cinque giorni restituisce al pubblico tutte le sfumature del prodotto tipico calabrese. Si parte ovviamente dall’aspetto gastronomico, con oltre 500 tipi di piante, per arrivare alla rassegna di cinema erotico e ai workshop sugli effetti benefici del prodotto in campo medico. Un attrattore turistico per la Riviera dei Cedri che con oltre 200mila presenze si conferma ogni anno coda della stagione estiva attirando nelle strutture ricettive un grande numero di visitatori. “Prima del festival la stagione turistica ad agosto si chiudeva”, spiega Enzo Monaco, fondatore dell’Accademia nazionale del peperoncino. “Oggi invece la manifestazione fa da traino riempiendo di genti gli alberghi in un periodo considerato già bassa stagione”. Un Festival che rende ancora più profondo il legame tra la Calabria e la Campania, non solo per la prossimità geografica che rende Diamante una delle mete più appetibile per i campani, ma soprattutto per la tradizione secolare che annovera calabresi e napoletani tra i primi a parlare di peperoncino nei loro ricettari. “Il legame con Napoli è molto forte”, commenta Monaco. “Non a caso le prime ricette di peperoncino sono state fatte a Napoli da un gastronomo forse di origini calabresi che serviva alla corte dei Borboni”.

 

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