Renata Polverini, "il leader sindacale più affidabile"

Sabato, 13 dicembre 2008 - 17:23:00


Nell’Ugl le quote rosa non ci sono, precisa Renata, conta solo il merito, anche se con una clausola: “A parità di merito, fra uomo e donna, la carica spetta alla donna.” Tiene molto alle sue iscritte, che sono quasi la metà del totale, e soprattutto alla nuova dirigenza femminile: “Per dare più spazio alle donne non convoco mai le riunioni dopo le 18, perché chi ha famiglia sarebbe in difficoltà.”

“Renata è una tosta”, dice Guglielmo Epifani, suo avversario e amico, che la conosce bene da quando entrambi erano vicesegretari. L’ha dimostrato quando si è occupata di vertenze nazionali come quelle della Fiat di Melfi e della Thyssen-Krupp di Terni; era stata lei a guidare il famoso “patto della lavanderia”, l’accordo sui dipendenti pubblici firmato con Cisl e Cgil nella lavanderia dell’Hotel de Russie, per evitare i giornalisti, e ancora lei, l’anno scorso, a sbloccare la protesta dei tassisti romani, convincendoli a trattare.

Il suo più grande successo è stato sedersi al tavolo delle trattative per Alitalia, dove per la prima volta l’Ugl è stata ammessa alla pari dei sindacati confederali (cosa che ancora non avviene nei negoziati con Confindustria): Renata ha giocato la sua partita fino in fondo e non ha esitato a scavalcare il suo amico Epifani, accordandosi prima con la Cisl di Bonanni. Non ha mai preso una tessera di partito, nemmeno quella di An, non si fa problemi ad attaccare i governi di centro-destra e da anni l’Ugl condivide molte battaglie con la “Triplice”: insieme hanno fatto sei scioperi generali contro il precedente governo Berlusconi, il 30 ottobre scorso era in piazza contro la riforma Gelmini.

Qualche sera fa, invece, era a casa propria, sull’Aventino, dove ha ricevuto un nutrito gruppo di note signore, da Giorgia Meloni a Emma Bonino, da Concita De Gregorio a Lilli Gruber, da Isabella Alemanno a Monica Setta. Solo donne, di destra e di sinistra, accorse nel salotto della sindacalista per un obiettivo ben preciso: portare altre due donne ai vertici della Rai (Lorenza Lei alla direzione generale e Giuliana Del Bufalo alla guida di Raiuno). Una di quelle mission impossible che tanto piacciono a Renata e che le riescono così bene. Marialetizia Mele
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