Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Sull'Ape con il cibo di strada. Food truck, il fenomeno del momento

È boom in Italia per il cibo di strada. Soprattutto al Centro-Sud e nelle isole, più che al Nord, Il fenomeno dilaga. E negli ultimi cinque anni le imprese ambulanti che offrono cibi e bevande sono raddoppiate arrivando a circa 10 mila. Chioschi fissi, strutture in ferro, furgoni-bar, bancarelle e gazebo ma ora e specie al sud le Ape Piaggio, vero fenomeno emergente e trendy.

Moderne cucine di strada su ruote (tre, di solito), estetica personalizzata, guidate non più da semplici ambulanti ma da cuochi che, banditi i prodotti industriali, lavorano con ingredienti di qualità per realizzare prodotti che reinterpretano le tradizioni gastronomiche italiane e straniere in chiave innovativa e gourmet.

Abili strateghi della comunicazione online attraverso i social network, viaggiano per la Penisola protagonisti di un numero crescente di festival di Street food che nell'ultimo anno hanno attratto un milione di appassionati.

E adesso su questo fenomeno che mette insieme tradizione e innovazione è arrivata in libreria la prima guida. S'intitola Food truck all'italiana, la prima guida a 117 furgoni con 34 ricette (EDT editore, 270 pagine,19 euro).

festival street food Monza (48)Guarda il foto-reportage del direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, dal Royal street food banquet di Monza, il primo festival dedicato al cibo di stradaGuarda la gallery


Molto ben scritto e curato graficamente, ottimo apparato foto e iconografico, l'ha realizzato un sociologo, Stefano Marras, dottore in Studi Urbani, ricercatore all'Università Milano Bicocca e alla New York University, consulente della Fao. Dal 2001 ha condotto studi sullo Street food in Sud America, Italia e Africa. "Mi occupavo di immigrazione, ma poi questo fenomeno mi ha conquistato" spiega ad Affaritaliani.it

Pane, strada e fantasia: questa è la ricetta del fenomeno gourmet del momento, i food truck. I "camioncini" all'italiana eredi degli acquafrescai e dei lapini che operavano al servizio dei contadini, dei lavoratori, degli operai nascono dall'incontro tra gli antichi carretti tricolori e la moda tutta americana di portare la gastronomia on the road, si legge nella quarta di copertina.

Ecco dunque il primo libro dedicato ai trucker del buon Paese, con le loro storie avventurose, i loro mezzi divertenti, le loro ricette sfiziose. Da Milano a Lecce, da Torino a Palermo, strade e fiere si riempiono di mezzi raffinati, profumi e suoni, che arrivano da friggitrici, griglie e forni.

E in più una dotta analisi socio-economica del fenomeno (chi sono, che cosa offrono, dove trovarli)  che spiega anche chi sono i clienti dei trucker amanti del cibo di strada e soprattutto una sezione dedicata ai consigli per aprire un food truck di successo.

food truck
 

LE ORIGINI
Il commercio di cibo di strada esiste in Italia da prima che esistesse l'Italia. llcavando alle radici, ad esempio, troviamo le tabernae nell'Antica Roma, Banconi affacciati sulla strada da cui venivano serviti piatti rapidi. Alle porte della modernità, Goethe descrive "l'infinita varietà dei piccoli commerci che ci si diverte ad osservare a Napoli, come in ogni altra grande città [d'Italia]; I 'venditori ambulanti, che provengono soprattutto dagl'infimi strati popolari.
Alcuni vanno attorno con barilotti d'acqua ghiacciata, bicchieri e limoni, per poter preparare subito e ovunque una limonata, bevanda cui non rinunziano neppure i più umili; altri reggono su vassoi bottiglie con vari liquori e bicchieri a calice stretto, tenuti fermi da anelli di legno; altri ancora portano canestri di biscotti, leccornie, limoni e altre frutta, e ciascuno sembra voler condividere e ingigantire quella festa del consumo che a Napoli si celebra tutti i giorni." Una cornucopia di ghiottonerie e ambulanti che si è pressoché mantenuta nel Meridione (Palermo, con i suoi sfincionari, stigghiolari, meusari che gridano e servono incessantemente agli angoli della Vucciria e di Ballarò, è stata recentemente nominata capitale europea dello street food dalla rivista «Forbes», scusate se è poco), e se salendo verso Nord l'abitudine di vendere cibo e mangiare per la strada è andata via via affievolendosi, la varietà di sapori di strada da Trento a Lecce rimane comunque tra le più ricche del mondo.

Ma se queste sono le radici dell'albero del cibo di strada nostrano, il bocciolo che sta nascendo trae la propria linfa meno dalla terra di Sicilia e più dall'asfalto della California. Nell'aprile del 2008 una legge della Contea di Los Angeles obbliga i food truck a spostarsi ogni mezz'ora, provocando le proteste degli ambulanti che si trovano ad affrontare un problema cruciale: come far sapere ai potenziali clienti dove si trovano in un determinato momento? Il giorno del Ringraziamento di quello stesso anno, Hogi BBQ entra nel mercato dello street food della metropoli californiana, destinato a diventare nel giro di pochi mesi un'icona, un simbolo di indipendenza, inventiva e, soprattutto, di successo economico. Roy Choi, lo chef di Rogi, ha l'idea di postare sul proprio profilo virtuale ogni movimento del suo furgone, tenendo costantemente aggiornati i clienti su dove e quando potersi gustare il suo delizioso (e solo) piatto: un semplice e fusion taco coreano. Rogi - seguendo la semplice ricetta suggerita da Choi: social network; una sola specialità servita; un'estetica accattivante - guadagna due milioni di dollari nel primo anno di attività, conquista un posto nella top ten dei migliori ristoranti della città sulla rivista «Food&Wine» l'anno seguente, e conta oggi 140.000 follower.

Coast to coast, i food truck hanno guadagnato da allora una notorietà e un'attenzione mediatica senza precedenti negli USA, lanciando una nuova subcultura dello street food che si è allargata a macchia d'olio attraversando l'oceano e conquistando la vecchia Europa e l'Italia nell'arco di pochi anni. Complice di questa ondata di "Twitter trucks", come li ha ribattezzati uno studioso americano è stata (ed è) la recessione dal 2008, dalla quale sono uscite frotte di professionisti, colletti bianchi e laureati disoccupati alla ricerca di nuove opportunità.

L'AUTORE
STEFANO MARRAS
 
Sociologo con dottorato in Studi Urbani, ha svolto attività di ricerca presso l'Università di Milano-Bicocca e la New York University, ed è attualmente consulente per la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO).
Dal 2011 ha condotto studi sul fenomeno dello street food in Sud America, Italia e Africa. Fondatore dell'Associazione Street Food SQUARE e coordinatore della rete internazionale di esperti sul tema (Street Food Global Network) ha curato il volume Street Food. Culture, Economy, Health and Governance (Routledge, 2014), e realizzato il documentario breve Esta es mi comida. Street food storifrom South America.

 

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