Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Il Rigoletto/96 lezioni di felicità

Il mondo lo attendeva, Marie Kondo lo ha scritto. Il libro che svela i principi, i consigli, le intuizioni per mettere ordine nella nostra casa e nella nostra vita: 96 lezioni pratiche accompagnate da incantevoli illustrazioni, per convincere anche i più disordinati ad applicare il metodo Konmari.

«Il criterio per decidere cosa tenere o cosa buttare sta nella capacità dell'oggetto di irradiare felicità. Al momento di scegliere dovete toccarlo, e intendo proprio tenerlo con fermezza con entrambe le mani, stabilendo un contatto con esso. Prestate grande attenzione alle reazioni del vostro corpo in questo istante. Quando qualcosa vi trasmette felicità, dovreste avvertire una sorta di brivido, come se le cellule del vostro corpo si destassero lentamente. Quando tenete in mano qualcosa che non vi ispira gioia, invece, vi sembrerà che il corpo diventi più pesante».


Che cosa resterà, infine, dopo che Marie Kondo ci avrà guidato nel Grande Riordino? Un rafforzamento del legame con le cose che ci circondano, un nuovo rapporto, più intenso e fecondo, con gli oggetti che abbiamo scelto. E non saranno mutati solo i sentimenti nei confronti del mondo materiale. Rallenteremo. Assaporeremo il cambiamento delle stagioni. Prendendoci cura delle nostre cose, scopriremo come prenderci cura di noi stessi e dei nostri affetti.


«Avete bisogno del Grande Riordino, quello che cambia la vita e risolve il problema alla radice. Avete bisogno di Marie Kondo» La Stampa


«Il riordino produce effetti visibili e soprattutto non mente» D di Repubblica


«Marie Kondo è una delle personalità più influenti al mondo» Time


«Il manifesto dell'ordine scritto da una fata zen che è in grado di risvegliare l'anima delle cose» The New York Times

96 lezioni felicità
 

L'AUTRICE
MARIE KONDO
In Giappone l' «arte del riordino» è una vera e propria forma di cultura. Marie Kondo vi si è dedicata con passione fin da bambina, si è specializzata in questa disciplina all'università e ne ha fatto l'oggetto della sua professione: tiene corsi in patria e all'estero, e le sue consulenze per trasformare case disordinate in luoghi di sogno sono ormai leggendarie. Il successo straordinario delle sue performance l'ha portata a scrivere bestseller e a diventare una star della TV: Il magico potere del riordino (Vallardi), il suo primo libro pubblicato in Italia, è diventato un caso editoriale internazionale con oltre tre milioni di copie vendute in tutto il mondo. Vive a Tokyo con il marito e la figlia.

Epilogo: preparatevi per la fase successiva della vostra vita

«Avevo letto del metodo per riordinare la casa da cima a fondo, ma non l'avevo mai messo in pratica perché sembrava un lavoraccio... Quando mi decisi, effettivamente scoprii che era ancora più impegnativo di quanto credessi. Avevo tantissima roba, ed ero estremamente impegnato al lavoro. Mi ci è voluto un anno intero. Ho trascorso tutte le vacanze a riordinare... Poi, proprio l'altro giorno, ho finito. Ho concluso con le foto e con le pratiche da sbrigare subito... Ho l'impressione di essere rinato. Ovunque posi lo sguardo, vedo solo oggetti che mi infondono felicità. Provo tenerezza per ogni elemento della mia vita e mi sento pieno di riconoscenza!».


Quando ricevo lettere come questa, visualizzo nella mente delle scene del futuro di chi mi scrive, che può passare alla fase successiva della sua vita. Ora che è conscio della bellezza che lo circonda, può perdere le brutte abitudini delle quali ha sempre desiderato liberarsi, vedere chiaramente i propri obiettivi e fare il necessario per realizzarli.


Mettere ordine in casa vostra significa mettere ordine nella vostra vita e prepararvi per il passo successivo.
Quando avrete concluso la fase attuale, la successiva seguirà naturalmente. lo misi in ordine le mie cose negli anni dell'università. Da allora, sento di essere in grado di accettare e affrontare ogni evento nel migliore dei modi.


Per me la fase più recente cominciò nel 2014, quando mi sposai. Dare vita a una famiglia tutta mia mi aiuta a
vedere le cose da una prospettiva nuova. Intanto sto imparando che le regole implicite cambiano da una famiglia all'altra, e che i metodi di organizzazione dello spazio, per me ovvi, devono invece essere condivisi
e spiegati. Quando ero sola, casa mia conteneva solo le mie cose, ma ora devo condividere lo spazio con gli oggetti di proprietà di mio marito. E voglio prendermi cura alla stessa maniera dei suoi e dei miei.
Con questo pensiero in mente, recentemente ci siamo messi a riordinare insieme. Non c'era bisogno di
iniziare una campagna di riordino radicale, perché grazie al mio lavoro posseggo solo lo stretto necessario, mentre mio marito ha uno stile di vita così essenziale che gli oggetti di sua proprietà stavano in quattro scatoloni quando si trasferì da me. La lezione, invece, verteva sulla piegatura e sul riordino degli indumenti.


Gli spiegai come piegare ogni capo, come riporlo verticalmente, come appendere i vestiti in ordine ascendente da sinistra a destra. Chiacchierammo mentre lavoravamo. Fino a quel momento, ero stata convinta che fosse meglio procedere ciascuno per conto proprio nel riordino, ma grazie a quell'esperienza capii che può essere utile passare un po' di tempo con le proprie cose insieme agli altri membri della famiglia. Il processo del riordino sembra approfondire le relazioni non solo tra gli oggetti e la casa ma anche tra gli oggetti e noi, e tra le persone stesse.


Mentre riflettevo sulla natura di questi rapporti, mi resi conto che i giapponesi trattano da sempre con rispetto gli oggetti di loro proprietà. II concetto di yooyorozu no kami, letteralmente «ottocentomila dèi», ne è un esempio. I giapponesi credevano che le divinità risiedessero non solo negli elementi naturali come il mare e la terra, ma anche nel fornello e in ogni singolo chicco di riso, e quindi trattavano tutto ciò con venerazione. Durante il periodo Edo (1603-1868), il Giappone aveva un sistema di riciclaggio efficace e bene organizzato, che impediva gli sprechi. L'idea che tutto sia dotato di uno spirito sembra essere scritto nel DNA giapponese. Lo spirito degli oggetti ha tre aspetti: comprende lo spirito dei materiali di cui è l'oggetto è composto, lo spirito della persona che l'ha fabbricato e quello di chi lo usa. Lo spirito del fabbricante ha un impatto particolarmente profondo sulla personalità dell'oggetto. Ad esempio, questo libro che state leggendo è di carta. Ma non si tratta di carta qualsiasi. È carta impregnata del mio forte desiderio che vi mettiate a riordinare, e dell'aspirazione ad aiutare chi vuole una vita piena di felicità. L'intensità di questi sentimenti continuerà a pervadere l'atmosfera anche dopo che lo avrete chiuso.


Alla fine, però, è il sentimento della persona che usa un oggetto, il suo modo di trattarlo, a determinarne l'aura (in giapponese si dice kuki-kan, letteralmente «sensazione dell'aria»). La luce emessa da questo libro, la presenza che proietta, dipende da voi e da come lo trattate, dal fatto che lo usiate o, invece, vi limitiate a comprarlo senza leggerlo. Il principio vale per tutto, non solo per questo libro: è la vostra mente a determinare il valore di tutto ciò che possedete.


Recentemente un'espressione che continua a venirmi in mente quando lavoro con i miei clienti è mono no aware. Questa frase giapponese, che significa il «pathos delle cose», descrive l'emozione profonda che proviamo quando siamo toccati dalla natura, dall'arte o dalle vite degli altri prendendo coscienza della loro essenza transitoria. Allude anche all'essenza degli oggetti e alla nostra capacità di coglierla. Quando i miei clienti procedono nel riordino, noto un cambiamento nelle loro parole, nelle loro espressioni facciali, come se diventassero più abili nel provare il mono no aware. Una mia cliente, ad esempio, guardò una bicicletta che aveva adorato e usato per anni, e disse: «Sa, mi rendo conto che questa bici è stata come una compagna di vita per me».


Un altro cliente mi disse con un sorriso: «Perfino le bacchette che uso in cucina mi sono tanto care, ora». Non sono solo i sentimenti nei confronti dei beni materiali a cambiare. I miei ex clienti riescono anche a rallentare e ad assaporare il cambiamento delle stagioni, e diventano più comprensivi nei confronti di loro stessi e delle loro famiglie.


Credo che, quando mettiamo in ordine le nostre cose e rafforziamo i legami con ciò che possediamo, recuperiamo la sensibilità al mono no aware. Riscopriamo la capacità innata di apprezzare gli oggetti che popolano la nostra vita e ritroviamo la consapevolezza che il nostro rapporto con il mondo materiale è di aiuto reciproco.


Se vi sentite sempre in preda all'ansia ma non sapete perché, provate a riordinare. Tenete in mano ogni vostro oggetto e chiedetevi se accende in voi una scintilla di gioia. Prendetevi cura di ciò che decidete di conservare, proprio come vi prendete cura di voi stessi, affinché ogni giorno sia pieno di felicità.

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marie kondo "96 lezioni di felicità"come essere felici marie kondo
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