Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Il Rigoletto/È facile dormire se sai come farlo

Dormire poco, dormire male o non dormire affatto: una situazione ormai diventata la
norma per molti di noi. Nelle loro molteplici forme, i disturbi del sonno - apnee notturne, incubi, insonnia, sonnambulismo colpiscono con sempre maggior frequenza la vita di giovani e adulti. E, anche se spesso tendiamo a sottovalutarne gli effetti, la mancanza di sonno non solo è causa di irritabilità, scarsa produttività e deficit di memoria, ma favorisce anche problemi come aumento del peso corporeo, ipertensione e patologie cardiovascolari.


Ma quali sono i motivi fisici e psicologici che ci portano a dormire, e quindi vivere, male? E come si può recuperare la giusta alternanza sonno-veglia? Francesco Peverini, massimo esperto dei disturbi del sonno in Italia, evidenzia l'inefficacia e i rischi legati ai rimedi "fai da te" e indica le soluzioni più adatte ai diversi problemi: muovendosi tra stili di vita e caratteristiche degli ambienti domestici, ritmi di lavoro e uso della tecnologia, abitudini alimentari e fonti di stress, l'autore mostra passo dopo passo come riconoscere e risolvere sia i disagi leggeri sia le patologie più serie. Per trascorrere notti serene e ritrovare le energie necessarie per affrontare al meglio gli impegni di ogni giorno.

L'autore
FRANCESCO PEVERINI, medico Internista, docente di Medicina Interna e Farmacologia, si occupa da venti anni dello studio e del trattamento dei disturbi del sonno. Con la Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, di cui è Direttore Scientifico, è impegnato nella ricerca e nella divulgazione delle conoscenze sulla Medicina del Sonno. È inoltre socio dell'American Academy Sleep Medicine e della European Sleep Research Society.

è facile dormire se sai come farlo
 
Introduzione:

Gli uomini sono forse tra i mammiferi più fortunati del pianeta.


Grazie a una lunga e faticosa evoluzione e capacità di adattamento ai diversi ambienti, possono infatti decidere — guerre e cataclismi permettendo — di andare a dormire quando desiderano, confidando seriamente di potersi svegliare al mattino, di non diventare l'antipasto o la cena di qualche predatore e di non farsi tormentare dal freddo.


L'uomo ha smesso di lottare strenuamente al solo fine di sopravvivere e riprodursi e non è più costretto a dormire per fugaci tratti del giorno e della notte, ma ha via via acquisito le conoscenze per limitare molti dei più importanti pericoli per la propria esistenza.


Ma se gli elementi naturali e i predatori sono quasi sempre felicemente sotto controllo e solo grandi imprevisti costringono a lunghe veglie, come mai, al giorno d'oggi, gran parte delle persone fatica a dormire e a riposare?


Anche se in media trascorriamo un terzo della vita dormendo (o nel tentativo di riuscirci), il sonno è diventato un vero lusso, desiderato e apprezzato da chi gode poco o per nulla di questa impalpabile ma infinita e reale ricchezza.


Di fatto, trattando la "quantità" di sonno trascorso, dormiamo meno e peggio rispetto al passato: accade al 40% degli adulti e purtroppo al 70% dei bambini e degli adolescenti. Si tratta di una drastica riduzione della durata totale di sonno. I bambini dormono in media un'ora e mezza meno di quanto i loro coetanei facessero vent'anni fa. Una semplice adeguata durata del sonno, invece, migliora lo sviluppo cognitivo del bambino e allontana il rischio di obesità infantile.


Ma anche la "qualità" del sonno può essere alterata se durante il riposo accade qualcosa a nostra insaputa, come nel caso delle apnee notturne o dei movimenti involontari delle gambe o nei fenomeni come il sonnambulismo.


Il quadro clinico descritto semplicisticamente come "disturbo del sonno" segue un criterio troppo generico per valutare un fenomeno che invece è molto diversificato e complesso. Il sonno deve essere osservato sia nella durata, che può essere modificata per scelte culturali e lavorative o per insonnia (un sonno insoddisfacente a causa della difficoltà a addormentarsi o a rimanere addormentati, come nel caso dei risvegli anticipati), sia definendo la qualità del riposo notturno, che è del tutto indipendente dalla nostra volontà, e che può essere reso inefficace da possibili alterazioni delle diverse fasi che ne compongono la struttura.


Purtroppo, i dati relativi alla compromissione di un sonno regolare sono caratterizzati da un trend in crescita. Circa il 20% degli italiani soffre di un disturbo del sonno (ne sono codificati oltre novanta), ma non è ancora accettata l'idea di rivolgersi a un medico per discuterne. E non è un dato sempre imputabile al paziente.
La sola insonnia colpisce, almeno in un'occasione nel corso della vita di un individuo, non meno del 40% delle persone (e riguarda circa un terzo degli adulti esaminati). Per fortuna la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. Ma per molti individui, oltre otto milioni in Italia, l'insonnia si protrae per periodi superiori all'anno, talo ra per diversi anni, incrementando la sua incidenza con il progredire dell'età.


Tanti, troppi soggetti, tentano soluzioni empiriche al problema e acquistano farmaci, prodotti da banco o sostanze in erboristeria senza prescrizione medica. Un incauto atteggiamento "fai da te", che raramente conduce alla soluzione del problema; piuttosto lo cronicizza. Che sia un problema sociale lo testimoniano dati economici di spesa: la mancanza di riposo determina un costo annuo in farmaci induttori di sonno prudentemente attestato a circa cinquecento milioni di euro.


Ma non c'è solo l'insonnia. La sindrome delle gambe senza riposo è la seconda causa di alterato sonno notturno (colpisce con diversi livelli di gravità circa il 5% della popolazione); in questo caso è molto frequente il ritardo di diagnosi e spesso paziente e medico non riconoscono i sintomi.


Il sonnambulismo, poi, un fenomeno del comportamento notturno che si traduce nello svolgimento di azioni complesse mentre si è addormentati (come sedersi sul letto, parlare, alzarsi e camminare), è il disturbo del sonno più frequente nell'età evolutiva: fino al 30% dei bambini ne ha sperimentato almeno una volta un episodio. Più raramente si presenta o si prolunga in età adulta (con un'incidenza del 2% nella popolazione).
La sindrome delle apnee notturne e in particolare le apnee ostruttive in sonno (i medici le definiscono OSAS) sono un importante quanto subdolo quadro clinico che colpisce almeno due milioni di italiani; si tratta di un grave disturbo del sonno, di cui il paziente è spesso del tutto inconsapevole, caratterizzato da russamento ed episodi ricorrenti di parziale o completa ostruzione delle prime vie aeree, associato a notevoli ripercussioni sulla salute.


L'OSAS non accorcia il sonno ma ne frammenta la normale struttura, determinando grave sonnolenza diurna e i temuti colpi di sonno alla guida (causa del 20% circa degli incidenti, di cui un terzo attribuibile all'OSAS) e durante il lavoro.


È un problema di grandi dimensioni: colpisce il 40-50% dei pazienti con patologia cardiaca, il 40% dei soggetti diabetici e almeno il 50% degli obesi.


Da sempre sottodiagnosticata, misconosciuta e poco trattata, l'OSAS continua a produrre patologie e costi sociali intollerabili.


Non sono meno rilevanti i disturbi del sonno che interessano i lavoratori turnisti e in generale quelli impegnati ventiquattr'ore su ventiquattro in attività di grande responsabilità verso terzi (controllori di volo, addetti alla circolazione dei treni, responsabili di centrali elettriche).


Per loro è stata calcolata una perdita quotidiana di sonno di almeno due ore e quasi sempre la necessità di dormire non coincide con gli impegni lavorativi. Tendono più di altri all'aumento del peso corporeo e al peggioramento del metabolismo (nei casi di diabete, per esempio).


Nonostante la scoperta di terapie semplici ed efficaci, il vero problema dei disturbi del sonno è il loro scarso riconoscimento associato alla mancata diagnosi, che porta alla loro inadeguata prevenzione e trattamento.
Gli effetti non diagnosticati e non riconosciuti dei disturbi del sonno sono fonte di grande disagio e riducono
la durata della vita di un'infinità di persone; con rammarico osserviamo come spesso gli stessi medici guardino agli effetti della privazione di un sonno efficace come a un fenomeno quasi inevitabile, pur essendo loro stessi, molto spesso, vittime di insonnia o apnee notturne.


Gli esempi di un'interferenza acuta con il sonno, na turalmente in una condizione ottimale di pace, sono innumerevoli: orari di lavoro, notizie ritenute importanti o inquietanti, chiamate notturne, preoccupazione per esami o viaggi, temperatura non adeguata, rumori ambientali e luci, spazi piccoli e sovraffollamento, odori, lutti, perdita di lavoro o prepotenze subite, innamoramento e amore non corrisposto, gioia, paure, ansie, povertà, affari, clima, mancanza di salute, grave malattia.


In molti, troppi, al risveglio, pur avendo dormito un numero considerevole di ore, sono invece ancora stanchi e il loro riposo notturno non ha dato i risultati sperati.


Il riposo e il ristoro dalle fatiche del giorno sono inconsapevolmente ritenuti come impliciti, correlati al semplice atto di coricarsi e addormentarsi; in altre parole, dovuti.


Come se esistesse una condizione vincolante — un patto biologico — in grado di garantirci automaticamente un diritto inalienabile di cui non ci si deve dare pensiero.


Senza sapere attraverso quale meccanismo ciò avviene, senza conoscere (se non raramente) gli automatismi biologici che provvedono al sonno e al riposo, si confida che, riaperti gli occhi, il nostro corpo e la nostra mente siano pronti ed efficienti, ricaricati e rigenerati per affrontare una nuova giornata, con tutte le sue sfide e vicissitudini. Ma molte volte tutto questo non funziona.


È un enigma irrisolvibile, di cui possono parlare solo alcuni addetti ai lavori o è giunto il momento di riflettere e
apprendere qualcosa che ci riguarda così tanto da vicino? E per farlo è indispensabile sottoporsi a studi di medicina o c'è la possibilità di capire almeno i tratti fondamentali del nostro rapporto con il sonno e il sogno?

 

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