Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

A- A+
Il rigoletto
Van Gogh, la sua vita raccontata dalle sue lettere: quasi un'autobiografia

Van Gogh, l'autobiografia mai scritta

"Van Gogh non era pazzo. Si è avvicinato al sole, prima cercandolo, poi fuggendone via. Vi è rimasto impigliato, con un filo che mai più ha districato, stringendolo nella mano. Fino a quella spiga di grano rimasta nella tasca della sua giacca, sotto il cielo di Auvers, prima di sera. Accanto a un covone. Sotto le stelle del firmamento. Van Gogh non era pazzo. Ha camminato danzando sulla vita, come sul filo mai interrotto di un vulcano. E lapilli e piccoli falò e notti e stelle. E apparizioni e misteri.

Ha creato con la disciplina della sua anima un mondo inarrivabile, il mondo di un eroe. Colui che arriva a toccare il sole e poi riesce a raccontarne il fuoco e il calore, la luce che abbaglia. E quella luce la fa diventare colore. Un colore che nessuno mai aveva dipinto così prima. E mai nessuno ha dipinto poi.

Questo libro racconta la vita e l'opera di Van Gogh facendo continuo riferimento alle sue lettere, che diventano quindi non solo l'occasione per lo svolgimento di una vera e propria trama, ma anche il riferimento assoluto pagina dopo pagina. Quasi come fosse Van Gogh, almeno in alcuni capitoli, a raccontarsi, in una sorta di autobiografia che non ha mai scritto. La vita si intreccia con l'opera e ugualmente l'opera entra nella vita." (Marco Goldin) 

L'autore

Marco Goldin

Nato a Treviso nel 1961, si è laureato nel 1985, all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il professor Ernesto Guidorizzi in Storia della critica d’arte, con una tesi su Roberto Longhi scrittore e critico d’arte (votazione 110/110 e lode). Dal 1984 ha curato oltre 400 esposizioni. Dapprima di ambito trevigiano e veneto tra Ottocento e Novecento, poi italiano ottocentesco e novecentesco, infine europeo e americano sempre di ambito ottocentesco e novecentesco. Di tutte queste mostre ha scritto anche i rispettivi cataloghi, spesso in collaborazione con centinaia di importanti studiosi italiani e stranieri. In alcuni casi i cataloghi sono diventati interi libri scritti in forma autonoma, soprattutto a partire dal 2011, con la quadrilogia da lui dedicata ai temi del viaggio, dello sguardo, del paesaggio e della notte.

Marco Goldin
 

Editore: La nave di Teseo

Collana: I fari

Data di Pubblicazione: ottobre 2020

EAN: 9788834604151

ISBN: 8834604156

Pagine: 720

Formato: rilegato

Van Gogh, l'autobiografia mai scritta: Marco Baldin per La nave di Teseo

 

LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO SU AFFARITALIANI.IT:

Prologo

Lo studio durato quindici anni, da parte di un gruppo di storici d'arte del Van Gogh Museum di Amsterdam, è sfociato nella pubblicazione di sei straordinari volumi nel 2009. Esso rappre­senta lo sforzo più imponente per arrivare alla definizione dell'e­pistolario di Vincent van Gogh. Con l'aggiunta di una lettera, trovata nel 2012. Trattandosi effet­tivamente della seconda in ordine di data, il 26 ottobre 1872, si tratta di 903 lettere totali. Tra queste, 820 scritte da Vincent van Gogh e 83 a lui indirizzate. Fra tutte, 586 sono state redatte in olandese, 310 in francese e 6 in inglese.

Sono 140 le lettere che contengono degli schizzi, il cui numero totale è di 220. Le lette­le rivolte al fratello Theo sono 658, mentre gli altri destinatari che possono vantarne il maggior numero sono il giovane pittore danese Anthon van Rappard con 57, poi Emile Bernard con 22 e la sorella prediletta Wil con 21.

Le lettere hanno contribuito enormemente alla crescita della fama di Van Gogh dopo la sua morte ed è impossibile pensare a qualsiasi analisi e racconto della sua vita e della sua opera senza prenderle in considerazione come riferimento ineludibile. Colgono un aspetto di universalità e dunque coinvolgono tutti sia come altissimo documento letterario sia come implacabile descrizione della condizione umana.

Hanno un tono che ci fa capire come Vincent le avesse pensate fin da subito non rife­rite soltanto alla persona cui le indirizzava, il fratello Theo per primo, ma appunto quale molto più generale riflessione. Non hanno infatti un aspetto diaristico, perché quasi mai si sofferma­no sui fatti che quotidianamente gli accadevano. Sono invece un continuo tentativo di investigazione sulla creazione e sull'essere.

La pubblicazione di stralci delle lettere, poco dopo la mor­te di Van Gogh, è stato un elemento fondamentale nella crescita graduale della sua notorietà. Come per nessun altro artista, per di più quasi incompreso almeno fino all'ultimo anno della sua esistenza, le lettere sono tantissime e sono documenti talmente vivi da apparire perfino urticanti. 

Quelle che oggi conosciamo sono certamente solo una parte di quante ne aveva scritte e ricevute. Mancano per esempio tutti i documenti prima del 1872, quando Vincent aveva già dician­nove anni. Sappiamo che corrispondeva molto con i vari com­ponenti della famiglia, ma niente è sopravvissuto. Da un calcolo approssimativo fatto, si possono stimare in ben oltre 2000 quel­le che avrebbero potuto rientrare in questo scambiarsi notizie. Del resto, era andato via di casa, per lavorare da Goupil all'Aia, a soli sedici anni e scrivere all'epoca era il solo modo per resta­re in contatto e appunto comunicarsi informazioni. L'abitudine era quella di bruciare tutto, o quasi tutto, a ogni cambiamento di casa e quelli di Van Gogh sono stati addirittura quasi quaranta.

È probabile che Theo abbia salvato più o meno tutto quel­lo che Vincent gli aveva scritto, conservando le lettere in quella credenza che Jo Bonger scopre al suo arrivo nell'appartamento di Cité Pigalle, subito dopo il matrimonio con Theo nell'aprile 1889. Al contrario, pochissimo di quello che Vincent aveva ricevuto si è salvato, e in alcuni casi ciò si deve al fatto che inseriva nelle buste per il fratello le missive che gli erano giunte, per esempio da Gauguin.

Nel 1892 alcuni stralci dí lettere, sia in olandese sia in fran­cese, sono ripresi nel catalogo di una prima, piccola mostra di disegni di Vincent organizzata da Jo ad Amsterdam, al cír­colo artistico "Arti et Amicitiae". L'anno successivo stralci più ampi vengono pubblicati da una rivista d'avanguardia olande­se, mentre tra il 1893 e il 1897 Bernard pubblica nel Mercure de France alcuni estratti di quelle che Van Gogh gli aveva inviato.

L'interesse che questa iniziativa suscitò fu molto ampio. Queste parti furono pubblicate in tedesco dall'editore berlinese Brun Cassirer, cugino del famoso gallerista Paul Cassirer che già nel 1901 espose opere di Van Gogh. Le lettere vennero incluse nella rivista Kunst und Kiinstler tra il 1904 e il 1905, successivamente raccolte in un libro che ebbe molte ristampe. Nel 1905 usciro­no in Olanda le lettere a Van Rappard e nel 1911 quelle a Émile Bernard in un'edizione di pregio.

Chiaramente fu l'edizione in tre volumi del 1914, curata da Jo e intitolata Vincent van Gogh. Lettere a suo fratello, a costituire il punto di svolta. Si trattava della corrispondenza completa tra Vincent e Theo e doveva rimanere per lunghi anni il vero punto dí riferimento in materia. Sono più di 1200 i fogli di carta a con­tenere le lettere di Van Gogh, fragili e ingiallite, con una scrittura piuttosto piccola. Il problema è che l'inchiostro utilizzato era su base ferrosa e molte volte ha corroso la carta. Soprattutto quan­do usava tanto inchiostro negli schizzi, la leggibilità del testo sul retro risultava compromessa.

Questo libro racconta la vita e l'opera di Van Gogh facen­do continuo riferimento alle sue lettere, che diventano quindi non solo l'occasione per lo svolgimento di una vera e propria tra­ma, ma anche il riferimento assoluto pagina dopo pagina. Quasi come fosse Van Gogh, almeno in alcuni capitoli, a raccontarsi, in una sorta di autobiografia che non ha mai scritto. La vita si intreccia con l'opera e ugualmente l'opera entra nella vita. Si è vista poche altre volte nella storia dell'arte, forse mai, una figura simile. Le lettere ci aiutano a districare questa matassa.

Si può dire che questo libro abbia cominciato a nascere molti anni fa, nell'estate del 1986. Durante un viaggio in Olanda, in agosto, in treno, autobus, bicicletta e lungamente a piedi. Un viaggio compiuto assieme a Ketty, che pochi mesi dopo sarebbe diventata mia moglie. Ho ritrovato da poco il diario che avevo tenuto in quelle due settimane, cominciate proprio dal Króller­Miiller Museum, il tempio più particolare e caratteristico dell'o­pera di Van Gogh nel mondo.

In quel diario scrivevo, arrivando con l'autobus nello splen­dido parco di Hoge-Veluwe dove ha sede il museo: "È uno stra­no pezzo d'Olanda, dove il verde senza fine lascia posto a una savana bruciata, percorsa velocemente da qualche auto e da mol­te biciclette. Non era certo quello che ci saremmo aspettati di trovare, ma dopo un po' ci si fa l'abitudine."

Ketty mi ha insegnato a viaggiare in un certo modo e in un punto del nostro tempo mi ha preso per mano e mi ha detto, an­diamo. Nei luoghi di Van Gogh, dal Belgio all'Olanda, soprat­tutto in Francia. Da allora essi fanno parte della nostra vita. Per questo, e per tanti altri motivi, a lei questo libro è dedicato.

Van Gogh L'autobiografia mai scritta rigoletto
 

Commenti
    Tags:
    van goghl'autobiografia mai scrittavan gogh l'autobiografia mai scrittavincent van goghla nave di teseomarco galdinrigoletto
    Loading...
    Loading...
    in evidenza
    Francesca Lodo in lacrime I naufraghi contro Paul Gascoigne

    Caos all'Isola dei Famosi 2021. Video e foto

    Francesca Lodo in lacrime
    I naufraghi contro Paul Gascoigne

    i più visti
    in vetrina
    Previsioni meteo: weekend di temporali e freddo al Sud, torna la neve al Nord

    Previsioni meteo: weekend di temporali e freddo al Sud, torna la neve al Nord


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Nuova Mercedes EQS, l’ammiraglia full electric

    Nuova Mercedes EQS, l’ammiraglia full electric


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.