Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Il Rigoletto/ Italian Factor. Moltiplicare il valore di un Paese

Se l'X factor degli show televisivi rappresenta il talento, ovvero quel quid che sostiene il vincitore, per il destino dell'Italia la X non è un'incognita ma il condensato stesso delle sue potenzialità: un mix di intelligenza, creatività, gusto, capacità tecniche e artigiane che, sul filo del genius loci, possiamo chiamare Italian factor.

Oggi, a dispetto di quanto si dice e si legge sul sistema Paese, esiste la possibilità concreta che l'Italia e gli italiani giochino un ruolo rilevante in uno scenario globale di cambiamento. Il percorso del libro rende chiari ed espliciti gli elementi che da secoli limitano e plasmano il nostro carattere, per rileggerli come leve attraverso cui trasformare l'italianità e l'"Italian way" (il modo tutto italiano di fare le cose e quindi anche di produrre) in quell'"Italian factor" capace di trasformare una vocazione psicologica e un'attitudine culturale in fattore di moltiplicazione per il valore delle nostre attività e delle nostre imprese.

L'ottimismo che l'individuazione dell'"Italian factor" ispira ha solide radici storiche che affondano nel Rinascimento, una dimensione psicologica che si gioca intorno alla peculiarità delle italiche virtù; una dimensione socio-culturale ricca di elementi di cambiamento ad alta potenzialità. Ma soprattutto l'"Italian factor" dimostra la propria forza dispiegandosi nella concretezza di una dimensione aziendale fatta di successi, come attestano i casi di eccellenza di Brunello Cucinelli, Eataly, Ferragamo, Moleskine.


Gli Autori
Francesco Morace sociologo, giornalista e autore di pubblicazioni tradotte in diverse lingue sul tema delle tendenze di consumo e del cambiamento sociale. Fondatore e presidente dell’Istituto di ricerca Future Concept Lab partecipa a convegni e seminari in tutto il mondo. Lavora con molte aziende italiane sull’eccellenza del made in Italy.

Barbara Santoro nata in Italia e cresciuta in Canada, perfettamente bilingue, si è occupata di corsi di inglese per adulti e bambini e dal 1996 anche di formazione manageriale.
 

Italian Factor. Moltiplicare il valore di un Paese
di Francesco Morace e Barbara Santoro
Edizione Egea
182 pagg, 17,50 euro

 

- Premessa. Italian factor, il moltiplicatore del valore -

Quale può essere il ruolo dell'Italia, del suo sistema impresa, della sua dimensione culturale, nello scenario di cambiamento radicale che gior­no dopo giorno si dipana sotto i nostri occhi? Dopo vent'anni in cui il nostro Paese è rimasto ai margini della social innovation che sta cam­biando il mondo, come possiamo da italiani affrontare questo cambia­mento d'epoca?

L'Italian factor per noi è la risposta a queste ineludibili domande. L' X factor nei talent show rappresenta il talento, quel quid che sostiene il vincitore. Per il destino dell'Italia la X non dovrebbe essere un'inco­gnita, ma il condensato stesso delle sue potenzialità. Per noi la X si tra­sforma in una I, dando origine all'Italian factor la formula che pre­senteremo e svilupperemo in questo libro. Il quid da allenare per essere migliori nello scenario globale.

Una risposta in sintonia con la capacità di «costruire una cattedra­le», come sosteneva già nel 2009 Enrico Letta', valorizzando la passione e l'ossessione del futuro, considerando «il lungo periodo come costru­zione di valore».

Oggi, a dispetto di quanto si dice e si legge sul sistema Paese, segna­liamo la possibilità concreta che l'Italia e gli italiani giochino un ruolo rilevante in questo cambiamento, non solo a casa nostra ma nel mondo. Puntando sul fattore che spesso viene confuso con il made in Italy e che invece è altra cosa: the Italian factor. Un magico mix di qualità, talenti e competenze, così difficili da moltiplicare e diffondere, persino da com­prendere, tanto da costituire un mistero insondabile: svelare il mistero rappresenta il cuore di questo libro.

La prima riflessione che proponiamo sull'Italian factor mette insie­me il valore umano, l'intelligenza contestuale, il tocco d'artista e il tai­lor made. Un mix particolare di cui solo gli italiani sono capaci. Il fattore che moltiplica la potenza dell'italianità nel mondo (e potenzialmente di tutto il made in Italy e delle imprese italiane) include infatti il gusto, la relazione, il colpo d'occhio e l'attenzione al dettaglio: tutti elemen­ti qualitativi, difficilmente misurabili e riconducibili alle logiche linea­ri, economiche, finanziarie, tipiche del modello anglosassone. Eppure la grande sfida rimane il confronto con tale modello di misurazione del valore, applicato per la prima volta all'italianità.

È questo il momento della metamorfosi. Antonio Calabrò, attento osservatore della società e della cultura industriale, a questo proposi­to, riportando un pensiero di Berta, annota nel suo Orgoglio industriale: «[...] Consapevole di questa realtà, della sua storia e delle sue prospet­tive, proprio un economista come Berta può insistere sull'idea di meta­morfosi: passaggio, trasformazione, una nuova, migliore condizione di presenza sui mercati, nella società. E non è certo un caso se allo stes­so termine, metamorfosi, fa riferimento uno dei più grandi sociologi contemporanei, Edgar Morin, nel notare le straordinarie opportunità di cambiamento offerte dal crack dell'economia finanziaria, nell'apprez­zare il crollo del pensiero unico, quello di un liberismo senza regole né controlli, disinteressato agli equilibri sociali, e nell'augurarsi il ritor­no alla complessità e dunque a un'economia più equilibrata, sostenibile, attenta alla qualità»2.

L'Italian factor costituisce dunque per noi un cambio di prospet­tiva per l'Italia che ne potrebbe segnare la metamorfosi. Un concetto che spiega come le aziende italiane possano moltiplicare il loro valore e il loro peso nel mondo. L'Italian factor si propone nello stesso tempo come una formula, una visione e un metodo di lavoro, ma soprattutto una piattaforma di analisi per creare una nuova cultura d'impresa. L'I­talian factor è un progetto che si manifesta con la pubblicazione di que­sto libro ma in esso non si esaurisce. Utilizzare la formula dell'Italian factor significa valorizzare il dna delle imprese italiane, ma anche degli italiani intesi come persone, non combattendolo ma comprendendone ancora più a fondo il carattere. Il fattore può essere tradotto come: .T.f, la variabile dipendente dell'italianità, più o meno presente in ciascu­na impresa. Individuare e definire questo fattore, per applicarlo a uno specifico progetto, implica la possibilità di moltiplicare il valore eco­nomico di quel progetto, se non il valore dell'azienda stessa. //diventa quindi, a partire dall'italianità, quel fattore potenziante, moltiplicatore, da applicare in modo dinamico a qualsiasi progetto di rinnovamento, anche in enoca di crisi o di condizione avversa.

Il fattore Ifassume la rappresentazione di una funzione in cui le sin­gole variabili indipendenti sono, per esempio, l'ingegno, la tecno-arti­sticità, il senso del gusto. Il paradosso (e il mistero) risiedono nell'in­capacità che spesso le aziende italiane dimostrano nel definire con chiarezza i loro punti di forza, in quella mancanza di visione strategi­ca che deriva da secoli di personalismo, scetticismo, trasformismo, che hanno avvelenato la storia di un Paese che avrebbe invece eccellenza e bellezza da vendere a chiunque, in tutto il mondo.

In questo libro vogliamo però partire da un assunto: definendo e comprendendo l'Italian factor, isolando e moltiplicando il valore che come popolo siamo capaci di produrre, sarà possibile un salto di qua­lità nel futuro prossimo. Lo scenario globale che va definendosi richie­de infatti una nuova capacità di confronto e di sfida che l'Italia dovrà attivare, se vuole rimanere in gioco valorizzando le proprie qualità. La molla non può essere il semplice orgoglio nazionale, che spesso in Ita­lia si è limitato a una sterile strategia difensiva, ma la felice combinazio­ne di fattori esterni che si incontrano con un fattore interno alla nostra natura, al nostro carattere: l'Italian factor. La costellazione di elemen­ti collocati nella «mappa dell'Italian factor», chiarisce la congiunzione «astrale» che l'Italian factor rende possibile in questo periodo storico. Gli orientamenti paradigmatici (l'originalità, la sostenibilità, la tempe­stività, la condivisione) si trovano in asse con le competenze che l'Italia ha sempre dimostrato di avere: l'ingegno, il senso del gusto e del bello, la maestria, la tecno-artisticità. Questa convergenza produce un nuovo campo di azioni per alimentare, sostenere, rafforzare, il carattere italia­no nel mondo e con esso la presenza delle aziende, degli imprenditori, ma anche dei singoli professionisti e ricercatori, che potrebbero final­mente esprimere il loro talento non in modo episodico e isolato, ma basandosi su una piattaforma organica. Potrebbero cioè moltiplicare il loro valore attraverso l'Italian factor.

In questa seconda dimensione della mappa, quella delle azioni, biso­gnerà mettere in campo le conoscenze più raffinate della comunicazio­ne e della vendita, dell'organizzazione e della formazione, dei linguaggi e della tecnologia. Quello che con intelligenza e sapienza stanno facen­do alcune aziende italiane illuminate, in grado di attraversare la crisi e trasformarla in opportunità. Ciò che Brunello Cucinelli è riuscito a fare ridefinendo i confini del «lusso assoluto» difendendo il proprio ter­ritorio e il lavoro dei maestri artigiani; ciò che Ferragamo è riuscito a inventare con straordinario talento creativo per superare le condizioni.

Da questa ipotesi di lavoro prende forma una piattaforma di consu­lenza, aziendale e culturale, di divulgazione e di formazione, di con­fronto e di scambio interculturale, fondata sull'eccellenza italiana.

Il progetto Italian factor si propone di comprendere in modo strate­gico il potenziale dell'Italia e degli italiani, in un momento tanto deli­cato come quello della grande crisi che ormai da molti anni costrin­ge a un ripensamento globale. L'Italian factor vuole dunque essere una metodologia dinamica per tutte quelle imprese che intendono aprirsi al mondo globale con azioni innovative, in grado di irradiarsi a parti­re dalla specificità del proprio If. Il caso di successo che conclude il per­corso del libro, Eataly, concepito da Oscar Farinetti, esemplifica bril­lantemente proprio questo processo di irradiazione dell'italianità in tutti i suoi aspetti: dai talenti del territorio alla maestria artigianale, dall'effetto virtuoso della co-opetizione, fino alla realizzazione di offi­cine creative sul territorio. In questo modo Eataly è riuscito a imporsi nel mondo attraverso l'invenzione di un format che valorizza la diver­sità e la qualità alimentare, moltiplicando le forze dei piccoli produttori locali, invece di impiegarle nel classico gioco al massacro sotto il cam­panile. La potenzialità dell'Italian factor si esprime in questo caso al suo massimo livello.

Eppure, per comprendere fino in fondo le potenzialità inespresse del modello italiano, è necessario fare più di un passo indietro. Per rag­giungere l'obiettivo di rigenerare la cultura d'impresa attraverso la piat­taforma dinamica dell'Italian factor, è cioè necessario affrontare diver­se tappe conoscitive in una dimensione psico-socio-antropologica che renda chiari ed espliciti quegli elementi che da secoli limitano e pla­smano il carattere degli italiani. Il lato oscuro dell'italianità non può essere ignorato. Non si può infatti valutare il futuro socio-economico dell'Italia senza considerare con attenzione quei tratti del carattere che non cambiano facilmente, né in un anno né in dieci anni. Si può modi­ficare il carattere di un popolo solo attraverso un deciso intervento sui ,,,,,Innt-tarnenti collettivi. investendo con intelligenza e radicalità nel le. Sono queste le leve attraverso cui trasformare l'italianità e l'Italian way (il modo tutto italiano di fare le cose e quindi anche di produr­re, nel mondo agricolo, artigianale, industriale) in Italian factor. Trasfor­mare cioè la vocazione psicologica e l'attitudine culturale in un fattore economico che possa moltiplicare il valore delle nostre attività e delle nostre imprese. L'Italian factor ci aiuta a mettere a fuoco la differenza tra il made in Italy e il suo potenziale, ciò che rappresenta il futuro pos­sibile dell'Italia, la sua vocazione e il suo possibile destino, attraverso uno sguardo che non si limita al nostro ombelico ma arriva da mondi lontani e diversi.

Seguendo questa ispirazione — presentata operativamente nella «mappa astrale» — il libro prevede dunque una struttura stratificata che esamina una dimensione storica, dedicata alle epoche di rinascita dell'Italia; una dimensione psicologica, dedicata a vizi e virtù italiche; una dimensione socio-culturale, dedicata agli orientamenti futuri; una dimensione aziendale, dedicata alle best practice e ai possibili fattori di crescita e sviluppo; e si conclude con una visione economico-politica dedicata alla possibile attivazione dell'Italian factor. Gli obiettivi che ci poniamo sono chiari e condivisi: sono dieci, come nella migliore tradi­zione dei decaloghi.

ITALIAN FACTOR IN DIECI PUNTI:
CONOSCERE, RICONOSCERE E VALORIZZARE L'IMPRONTA ITALIANA

  1. Alimentare la relazione fertile dell'Italia con l'immaginario globale.
  2. Integrare la vocazione artistica nell'innovazione tecnologica.
  3. Intercettare net mondo il desiderio di italianità che in tempo di crisi cresce, invece di diminuire.
  4. Riconoscere la centralità del design-thinking che ci arriva dal Rinascimento.
  5. Rilanciare la genialità di re-inventare e re-inventarsi, affrontando condi­zioni diverse e avverse.
  6. Amplificare l'iniziazione estetica e l'emozione della bellezza.
  7. Applicare la vocazione italiana di essere tailor made.
  8. Articolare la capacità di racconto e di comunicazione dell'Italian way.
  9. Intervenire con la stessa creatività che dimostriamo nei prodotti, anche nel marketing, nel loro «confezionamento» e nella loro distribuzione e vendita.
  10. Aumentare, nella nostra esistenza, le esperienze all'estero e le relazioni con il mondo globale.

 

La lettura che vi proponiamo giunge al cuore dell'Italian factor attra­verso un percorso articolato, complesso, a volte paradossale come l'i­dentità italiana che vogliamo approfondire, in un lavoro che non ridu­ce nessuna di queste componenti. Più in particolare, dopo una prima parte storica sulla ricorsività dei miracoli nella storia italiana (dal Rina­scimento al boom economico), la seconda parte è dedicata alle otto virtù italiane da valorizzare, che potrebbero essere trasformate in fatto­ri economici di successo per le imprese: vitalità, universalità, intelligen­za, familiarità, varietà, versatilità, originalità, variabilità.

Sono virtù che spesso sonnecchiano sul fondo del nostro dna e che a volte si esprimono più attraverso i nostri vizi nazionali, i nostri tic, che non attraverso una visione chiara e coraggiosa del futuro. Vizi e virtù che sicuramente appaiono più chiari ed evidenti a chi ci conosce dall'e­sterno, a chi ci osserva e spesso ci apprezza.

La terza parte - più squisitamente socio-culturale - è dedicata inve­ce al coraggio e alla visione del futuro, indicando otto fattori potenziali su cui basare crescita e sviluppo in Italia (prossimità, felicità, conviviali­tà, arcitipico, relazione, memoria, occasione, benessere) e individuando le best practice realizzate negli ultimi anni, attraverso quattro esempi di aziende italiane virtuose che hanno incrociato felicemente - anche finanziariamente con la quotazione in Borsa - i paradigmi del futuro: Brunello Cucinelli, Ferragamo, Moleskine e YOOX.

Nella quarta parte entriamo nella fase più aziendale della riflessio­ne, dedicata all'applicazione concreta dell'Italian factor nelle impre­se italiane, dalle più piccole alle più grandi, individuando e descriven­do dieci elementi per attivarlo efficacemente: i talenti, la motivazione, la maestria, la co-opetizione, l'empatia, il riconoscimento, l'officina creativa, la meraviglia, la tempestività, l'irradiazione. Questa parte si chiude con il caso italiano di maggior successo commerciale degli ulti­mi anni cui già abbiamo accennato: Oscar Farinetti e il suo proget­to Eataly, che potrebbe da solo indicare la strada per raggiungere in modo efficace la casella finale dell'Italian factor, avendo attivato con genialità i dieci elementi appena indicati. In conclusione, dopo aver narrato il carattere di un popolo, la sua psicologia collettiva, la sua forza e le sue debolezze, definiremo il potenziale produttivo ed econo­mico dell'Italia, fatto di intelligenza, di creatività, di ingegno, sempre sul filo del genius loci italico.

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