Rigoletto

di Angelo de' Cherubini

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Il rigoletto
Martire - Vita e morte di padre Jacques Hamel

Padre Jacques Hamel, ucciso in una chiesa, du­rante la messa, in un piccolo paese nelle vici­nanze di Rouen il 26 luglio 2016, sembra usci­to improvvisamente dall'anonimato solo per la sua morte violenta. Jan De Voider, studioso belga attento al cristianesimo del Novecento, colpito dalla notizia del suo brutale assassi­nio sull'altare, si e immediatamente messo a indagare e a riflettere sulla vita del sacerdote. In queste pagine ricostruisce con acutezza la vicenda della vita di padre Jacques lino al suo martirio, riportando le reazioni al tragico evento, in Francia e all'estero. Ne emerge un quadro vivido di una vicenda umana ordina­ria, la vita di un semplice prete, ma certamen­te non banale, con alcuni tratti originali.

L'AUTORE
Nato nel 1967 a Wilrijk, distretto della citta belga di Anversa, coniugato con Hilde Kie­boom dal 1995, Jan De Voider ha studiato in Belgio filologia romanza e scoria moder­na, specializzandosi a Roma con una tesi sull'atteggiamento del Vaticano nei confronti dell'occupazione tedesca del Belgio al tempo della prima guerra mondiale. Tra il 1994 e il 1999 è stato assistente di lingua e letteratura italiana all'università di Anversa. È membro dell'unita di studio sulla Storia della Chiesa e della Teologia dell'università di Lovanio. Dalla metà degli anni '80 e attivo nella comunità di Sant'Egidio fondata in Belgio.

martire jacques hamel
 

PREFAZIONE
Padre Jacques Hamel, ucciso in una chiesa, durante la messa, nelle vicinanze di Rouen ii 26 luglio 2016, sem­bra uscito improvvisamente dall'anonimato solo per la sua morte violenta. Jan De Voider, studioso belga attento al cristianesimo del Novecento, colpito dalla notizia del suo brutale assassinio sull'altare, si è immediatamente messo a indagare e a riflettere sulla vita del sacerdote. In queste pagine ricostruisce con acutezza la vicenda del-la vita di padre Jacques fino al suo martirio, riportando le reazioni al tragico evento, in Francia e all'estero. Ne emerge un quadro vivido di una vicenda umana ordina­ria, la vita di un semplice prete, ma certamente non ba­nale, con alcuni tratti originali. Senza fermarsi ad analiz­zare il contesto e i vari attori di quel 26 luglio, bisogna chiedersi chi fosse padre Jacques. La ricerca accurata di De Voider, con la sua passione religiosa e civile, mi han­no fatto tornare alla mente alcuni versi di un poeta cine­se degli anni Trenta, Ai Quing, il quale — in prigione — si interrogava su chi avrebbe raccolto «le lacrime dei sa­crificati / che hanno sofferto tutte le pene».
Ai Quing formulava la Speranza che il ricordo di tanta sofferenza non andasse perduto: «se potessi raccogliere una di quelle lacrime». Sono versi che ho voluto scrivere nel mio Il secolo del martirio, in cui ripercorro la vicen­da dei nuovi martini del XX secolo. Ebbene, Jan De Voider impedisce che la morte di padre Hamel resti solo una notizia — per quanto orribile — tra le notizie. Ha raccolto le sue "lacrime", non solo quelle del giorno della morte, ma di un'intera esistenza. Infatti padre Jacques e morto perché ha fatto una vita generosa da prete e ha continuato a vivere il suo ministero fino a un’età. avanzata, 85 anni, senza smettere il suo servizio o andare in pensione. Cosi, leggendo questo libro, si scopre come la vicenda di que­sto sacerdote della diocesi di Rouen sia rilevante, non ba­nale, anche se trascorsa lontano dai riflettori, bensì umi­le, vissuta nelle periferie per compiere una missione cui si era dedicato fin dalla giovinezza, che aveva ricevuto il suo sigillo nell'ordinazione sacerdotale nel 1958. La sto­ria di un prete che vive per la sua gente e per il Vangelo, che crede alla liturgia tanto da celebrarla volentieri per poche persone (con molta dignità e fede), e tutt'altro che banale. In Francia, e in generale in Europa occidentale, spesso diventa una storia controcorrente. Oggi i preti sono pochi e, di fatto, la Chiesa francese si sta interrogando su possibili soluzioni a questo problema. A Rouen infat­ti un sacerdote congolese e venuto a raccogliere l'eredi­tà della parrocchia dove Hamel e stato per lunghi anni.

Tuttavia padre Jacques e tutt'altro che l'espressione di una "categoria in estinzione", come fosse quella di quei mestieri antichi di cui la società moderna e postmoderna non ha più bisogno. E neanche la Chiesa di Francia cui apparteneva a in estinzione; certamente a ormai minori­taria in un Paese laico, talvolta criticata dai tradizionalisti in patria e nella Curia romana, ma costituisce tutt'altro che una sopravvivenza irrilevante. E una realtà povera di risorse e di influenza politica, ma non insignificante, an­che per i francesi che non si professano cattolici. Di tutto questo ci accorgiamo proprio nel momento della morte di padre Hamel.

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