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di Angelo Maria Perrino e Virginia Perini

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Sabato 2 e 9 febbraio. Sono queste le date scelte dalla Scuola Lacaniana di Milano per parlare del disagio dell'uomo contemporaneo da un punto di vista complessivo che prende in considerazione l'aspetto economico e quello psicologico.

"La Grecia sintomo dell'Europa" (presso la Società Umanitaria, via San Barnaba 48, Milano. Dalle 18.00 alle 20.00): in occasione della presenza a Milano della psicoanalista lacaniana ateniese Nassia Linardou, il primo incontro affronterà il disagio, la crisi economica e politica della Grecia secondo una prospettiva psicoanalitica, li analizzerà come sintomi delle trasformazioni profonde che stanno attraversando il nostro vivere-in-comune in Europa.

"L'atto criminale tra psicoanalisi e legge" (Università degli Studi di Milano - sede di Medicina Legale, via Mangiagalli 37): psicoanalisi e criminologia condividono da sempre una logica comune, quella che con Freud possiamo definire come effetto del disagio della civiltà. Le due pratiche, distinte nelle loro modalità e finalità, trovano un asse comune nell'intreccio colpa-responsabilità-legge. Come ripensare il rapporto tra crimine e responsabilità? Come ripensare la colpa? E come intendere la matrice soggettiva dell'agire violento? Sono queste le domande che il Seminario vuole affrontare.

Un'immagine delle proteste in Grecia

Proteste Grecia Merkel (8)

 

Intervista a Giuliana Kantzà, organizzatrice degli eventi insieme a Massimo Bonazzi

Come è nata l'idea di organizzare questo evento?
"La Segreteria della Scuola Lacaniana di Milano ha organizzato una serie di incontri sul rapporto società-individuo. Siamo partiti da quello politico. 'L'inconscio è politico', afferma Lacan, 'Esso merita di essere portato all'altezza dei più fondamentali fra i legami che per noi rimangono in attività'. Poi abbiamo affrontato l'aspetto clinico con la conferenza 'La psicosi ordinaria' e ora, in questa nuova occasione, il versante è quello economico. Altri incontri si svolgeranno più avanti: 'Lacan e la Cina', 'Lacan e l'arte', ognuno sotteso all'analisi del mondo contemporaneo".

Il 2 febbraio una psicoanalista parlerà di crisi e Grecia; un disagio quindi prima umano che finanziario?
"Sì, tutto è da far risalire alla frantumazione del Nome-del-Padre. Rappresentava la garanzia di un orizzonte simbolico capace di arginare l'irruzione del reale. Così si è introdotto 'il grande disordine nel reale del XXI secolo' che è il titolo del Convegno che la Scuola ha tenuto a Parigi nel febbraio del 2012. Ecco, la svalutazione del Nome-del-Padre è un lungo processo che Lacan fa risalire alla 'stoccata' del cogito cartesiano alla Summa di san Tommaso e che costituisce la lontana origine della psicoanalisi; con Freud, poi, si è cercato di restaurare la perdita di referenza del Padre, eco del grido 'Dio è morto', grido che Lacan, riprendendo Dostoevskij commenta non come liberazione, ma, al contrario, come affermazione che introduce al godimento senza limite e senza freno del nostro contemporaneo".

E che effetti ha sulla vita degli uomini?
"Gli effetti sono visibili nel disagio che scandisce la nostra vita consegnata all'ideologia della scienza. 'Il risultato', dice Lacan, 'è che la scienza è un'ideologia della soppressione del soggetto' che amministra, decifra, cataloga, enumera in un ininterrotto cammino sottomesso alla normativizzazione imperante. Dalla parte economica 'il plusvalore è la causa del desiderio di cui un'economia fa il suo principio: quello della produzione estensiva, dunque insaziabile, della mancanza a godere'. Il mercato globalizzato ha operato la trasformazione da cittadini in consumatori".

E a livello sociologico che cosa implica?
"Hannah Arendt aveva affermato che la modernità vive nel totalitarismo all'interno del quale l'economia è passata dal capitalismo al post-capitalismo o all'iper-capitalismo, imponendo la globalizzazione che si accompagna, per forza di cose, alla segregazione, come Lacan aveva previsto e come, oggi, i fatti confermano".

E le donne in tutto questo?
"Per la sua struttura, diversa dall'uomo, più aperta al nodo desiderio-amore-godimento, la donna può forse portare nell'attuale devastazione un cenno di speranza, un cenno d'amore".

Perché avete scelto la Grecia e Nassia Linardou per il primo incontro?
"Perché Nassia Linardou è un importante membro della Scuola che porterà un contributo significativo, perché viene dal quel luogo che oggi è in crisi, ma in cui avvennero i 'pochi grandi casi fortunati della storia' disse Hannah Arendt".

Come si colloca in questo orizzonte di disagio globale l'Italia alla vigilia delle elezioni?
"L'Italia che si prepara alle elezioni sotto la minaccia del tecnicismo imperante che fonda la sua pretesa di verità nei conti, è di fatto privata della politica, dell'arte e della passione e della coesione sociale". 

Poi il 9 si parlerà di criminologia. C'è un nesso con il tema della crisi?
La massiccia propaganda contro il soggetto, contro il desiderio e contro la Legge, ha dei buchi, delle falle. Lo si riscontra nei fatti di cronaca legati alla violenza e ai crimini di cui si legge ogni giorno. Il crimine senza finalità e senza scopo è la via della disperazione percorsa dal soggetto privo di parola e di discorso...".

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