Café Philo

di Angelo Maria Perrino e Virginia Perini

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Scoperta una nuova razza aliena

 

 

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La scienza in piazza a Bologna

In questi ultimi anni sono notevolmente aumentati gli avvistamenti di U.F.O. e le persone che, ormai apertasi la cultura generale in questo senso, affermano di aver avuto un incontro del “3° tipo” o di essere addirittura stati rapiti da strane figure aliene. Molti si chiedono quando avverrà il primo vero contatto ma, soprattutto, con chi avremo a che fare. Diverse sono le testimonianze in tutto il globo di persone che ritengono di “averli incontrati”; e, che hanno fornito, una approssimativa descrizione della loro fisionomia.


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I “Grigi” sono al primo posto dell’immaginario collettivo: piccoli esseri dalla statura tra i 50 e i 150 cm, corporatura esile, con una testa di notevoli dimensioni (macrocefali) e due grandi occhi neri ovali o a mandorla, e naso ed orecchie quasi inesistenti. Chiamati così appunto per il colore della loro pelle, anche completamente glabra. Vi sarebbero alcune varianti di questa razza di extraterrestri. Si diversificano in altezza (anche fino a 2 mt.) e sfumature del colore della pelle che, può essere anche tendente al blu, al marrone o all’arancione. Si sostiene provengano dal sistema Zeta Reticuli, e che siano una sorta di robot-biologici, non in grado di riprodursi, mandati in avanscoperta da altre popolazioni aliene più avanzate.


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I “Grigi” risultano tra i primi imputati anche nei rapimenti. Il ricercatore statunitense Brad Steiger ha proposto una classificazione delle più comuni razze aliene, basandosi sulla casistica. Steiger cataloga quattro tipologie: gli Alfa, i Beta, i Gamma, i Delta. Ai Delta appartengono alieni non umanoidi, affini agli Insetti, ai Rettili, agli Anfibi, ai Pipistrelli. L’Uomo falena, una misteriosa creatura che sarebbe stata ripetutamente avvistata (i testimoni l’hanno descritta come un essere delle dimensioni di un uomo, con le ali e grandi occhi rossi rifrangenti o luminosi, e dotato di una velocità innaturale), farebbe parte degli insettoidi, così come gli alieni a forma di cavalletta o di mantide. Dalla costellazione del Drago arriverebbero invece i temuti “Rettiliani”; tutti si ricorderanno del noto programma televisivo denominato “Visitors”, nel quale apparivano questi grandi bipedi a forma di rettile dagli occhi rossi e la lingua biforcuta, che volevano invadere la terra. Anche in diverse culture antiche, quali i sumeri, i babilonesi o gli egizi, sono raffigurate divinità a forma di rettile. Raffiguravano figure aliene? Secondo lo scrittore britannico David Icke, come pubblicato nel suo libro The Biggest Secret: The Book That Will Change the World (in italiano, Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo) gli umanoidi rettiliani sarebbero una presunta forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l'umanità. Pur sempre testimonianze opinabili ma, i noti avvistamenti del “mostro del fiume” avvenuti tra il 1987 ed inizio 2000 sulle rive del Po, sembrerebbero essere un caso italiano di avvistamento rettiliano. Dopo questa inquietante elenco di razze aliene, per fortuna, ad attenderci dietro l’angolo potrebbero esserci anche umanoidi del tutto simili a noi: i cosiddetti “Nordici”, o “Pleiadiani”. Il contattista svizzero Billy Meier affermò di aver avuto, alla fine degli anni settanta, alcuni contatti con esponenti femminili di questa razza, che gli avrebbero rivelato di essere originari delle Pleiadi, nella Costellazione del Toro. Tutt’oggi alcune persone affermano di esserne in contatto, e di ricevere “messaggi” illuminanti da queste entità extraterrestri, che sarebbero molto più evolute di noi. Esseri del tutto simili agli umani, con una altezza dai 175 ai 230 cm, capelli biondi o dorati, occhi verde-azzurri e carnagione chiara o olivastra. Si professano difensori del genere umano e parte di una “fratellanza galattica” che sostiene la pace intergalattica.

RAPIMENTI ALIENI
Di Angelo Carannante, ufologo e Presidente C.UFO.M. (Centro Ufologico Mediterraneo)

 

 

Simon Parkes, racconta una storia fuori dall’ordinario e come tale sicuramente difficile da accettarsi

. Paradossalmente, più che la straordinarietà di quanto afferma, colpisce che le dichiarazioni provengano da un uomo politico che,in quanto tale, si presume persona pragmatica e poco incline alle fantasticherie, a meno che non sia impazzito. Nessuno mai ha filmato un rapimento alieni o in ogni caso ha potuto dimostrare un tale fatto.

A differenza degli avvistamenti ufo che si contano a migliaia ogni anno, i rapimenti alieni o abduction sono difficilmente verificabili se non impossibili a provarsi. Gli ovni, o oggetti volanti non identificati, li vedi in cielo, li filmi, li fotografi e spesso vi è una miriade di testimoni presenti all’evento fino ad arrivare agli avvistamenti di massa come ad esempio quello straordinario di Los Angeles del 1942. Niente di tutto questo nei rapimenti alieni. Insomma gli avvistamenti sono “più scientifici” o, per dirla in termini ufologici, si presentano “dadi e bulloni” e come tali sono fenomeni materiali, da indagare, misurare, approfondire e con una casistica tangibile. Il dato ancor più sconcertante è che, in rapporto agli oramai milioni di avvistamenti ufo, gli avvistamenti di alieni in “carne ed ossa” quasi non esistono, e pure quelli che sono stati filmati sono a dir poco dubbi. Intendiamoci, non che contino solo le immagini che tuttavia sono un ottimo punto di partenza pur nell’odierna era digitale.

Mi risulta che non esistono avvistamenti di massa di alieni, e questo dato la dice lunga. A ben vedere questa riflessione mette in dubbio la paternità degli ovni: siamo sicuri che in definitiva siano pilotati da esseri intelligenti? Oppure abbiamo preso tutti un grande abbaglio? Insomma, ragionando da un punto di vista dell’attribuibilità degli ufo ad intelligenze extraterrestri, rileva il problema delle prove o meglio degli indizi, perché in definitiva tutta l’ufologia è pervasa dalla costante indiziaria. Simon Parkes, per dirla in termini giuridici, dice ma non prova. Tutti, una mattina, possono alzarsi e dire: “Stanotte sono stato rapito dagli alieni”.

Bene: e le prove? Al C.UFO.M., Centro Ufologico Mediterraneo, diverse volte siamo stati contattati da persone che sostenevano senza mezzi termini di essere state rapite dagli extraterrestri. Tuttavia, sistematicamente, abbiamo riscontrato la mancanza assoluta di elementi tangibili, tanto è vero che, regolarmente, questi presunti addotti affermano che vedono “solo essi” i loro rapitori di un altro mondo. Con questo, non voglio negare il fenomeno, che invece meriterebbe maggiore attenzione da parte della scienza accademica che liquida tutto come roba da psicologi o peggio ancora da psichiatri. Il metronotte Zanfretta ebbe un’esperienza del genere con episodi davvero inspiegabili razionalmente, come un’impronta gigantesca sul terreno,la corrente elettrica che venne a mancare proprio in occasione del suo primo incontro “con gli alieni”.

E di questi, ma anche di altri episodi, esistono addirittura dei rapporti ufficiali delle autorità. Si potrebbero enumerare altri casi. Microchip inseriti nel corpo umano o in posti inaccessibili della testa, addirittura  come sistema di controllo da parte degli extraterrestri. Mappe di sistemi stellari disegnate da uno dei  famosi coniugi Hill e da cui nacque il mito di Zeta Reticuli in ambito ufologico. Inoltre, vi sono delle innegabili costanti che si ripetono regolarmente nei racconti dei rapiti anche di persone completamente a digiuno di ufologia ed in diversi luoghi del mondo, e quindi senza alcun retaggio culturale o condizionamenti mentali di sorta.

Tornando alla nostra storia odierna, mi piacerebbe sapere come fa il sig. Simon Parkes a ricordare degli incontri con gli alieni avuti nel grembo materno prima di nascere e poi nei primi sei mesi di vita. Ipnosi regressiva? Sappiamo che non sempre è affidabile. Mettiamoci infine, in questo quadro, il fenomeno dell’ “archeologia aliena”, con ritrovamenti di strani reperti come lo “Starchild”, per comprendere che, probabilmente, c’è una grande verità che sfugge all’umanità tutta, e che la scienza ufficiale preferisce evitare e negare in ogni caso. Troppo comodo, o meglio troppo scomodo.

 

 



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