Café Philo

di Angelo Maria Perrino e Virginia Perini

A- A+
Café Philo

diVirginia Perini

"Il caso Wikileaks ci pose di fronte a un bivio: scegliere se continuare in maniera cieca e ottusa a far finta che internet non esista e credere che le categorie di pubblico e privato (o segreto) siano le stesse da secoli oppure cogliere la sfida che la tecnologia ci sta ponendo, una bellissima sfida, in cui ci viene chiesto di ripensare queste e altre categorie e ripartire dalle sue logiche". Lo storico e filosofo della scienza Stefano Moriggi sceglie Affaritaliani.it per spiegare come cambiano i sistemi di comunicazione nell'era del web. Si occupa di teorie e modelli della razionalità con particolare attenzione al pragmatismo americano e alla filosofia della tecnologia ed è autore con Gianluca Nicoletti del libro "Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali" (Sironi, 2009).

Come sta evolvendo la comunicazione in chiave tecnologica?
"Il fatto che esista uno strumento, la Rete, che rende pubblici e dunque accessibili a tutti contenuti segreti inerenti alle alte sfere della politica ci fa capire che proprio in questi anni, nell'era del web, viene riscritta la grammatica della comunicazione e delle relazioni diplomatiche e non. Fino a qualche tempo fa, per esempio, era considerato pubblico chi compariva sui giornali o in televisione; oggi, in qualche modo, lo è anche chi ha un profilo su Facebook. Questo é di fondamentale importanza. E' in atto, ormai da tempo, una mutazione culturale non solo nell'ambito della diplomazia ma anche in quello della società civile. Il che obbliga tutti, anche il legislatore, a prendere atto del fatto che certe categorie sono in rapida evoluzione"

La definirebbe l'era della trasparenza totale dove non esistono più santuari inviolabili?
"I santuari inviolabili saranno sempre meno. Lo strumento con cui abbiamo a che fare è potentissimo e per ora regolamentato da una legislazione che quando non è inutilmente censoria è anacronistica. Non c'è dubbio che la Rete stia demolendo il modo di fare politica tradizionale, oltre che i rapporti privati così come li abbiamo sempre intesi. Al di là di polemiche contingenti, sarà sempre meno possibile essere politici pensando di avere una sfera individuale inviolabile, appunto, come un santuario, e di cui non render conto al pubblico".

Insomma si può dire che il privato con internet non esiste più?
"Direi piuttosto che non esiste più nel suo significato tradizionale. E non è cosa banale perché accettare questo cambiamento significa ristrutturare tutto il nostro modo di pensare i rapporti umani, oltre che quelli politici e diplomatici"

E' l'apoteosi della comunicazione democratica, come sostengono i giovani gruppi del web pride?
"Attenzione all'utilizzo della parola democrazia. La libertà che contraddistingue la Rete, grazie alla quale l'informazione e la conoscenza possono circolare sempre più, e diventare patrimonio pubblico, oltre che occasione di partecipazione alla creazione di contenuti e alla condivisione di idee e ideali, è certamente qualcosa di positivo che incrementa il senso e la pratica di una libertà che può far solo bene allo sviluppo di una cittadinanza più attiva e consapevole. Tuttavia, nessuno strumento è buono in sè... Quindi, se per democrazia s'intende la possibilità di accedere al sapere, certo, la Rete rappresenta un'evoluzione auspicabile del modo di vivere in democrazia. Ma se, come qualcuno teorizza, si profetizza un mondo di pace e uguaglianza garantito dalla rete - una sorta di democrazia ripensata dal basso grazie alla tecnologia - allora mi sento di mettere in guardia. La Rete non garantisce nulla. Offre una grande opportunità, che però non mette al riparo da nessuna deriva anti-democratica. Anzi, alza la posta in gioco. Come è sempre accaduto, la tecnologia modifica gli spazi e i tempi delle relazioni, dei modi di viver e abitare il mondo. A noi il compito di accettare la sfida di gestire e accompagnare questi cambiamenti che scandiscono il nostro modo di essere individui e cittadini. E' una sfida sommamente politica!"

Che cosa dobbiamo aspettarci?
"La diplomazia è come la buona educazione... senza una certa dose di ipocrisia non funziona. Sia quando è troppa sia quando è troppo poca, la maggior parte dei rapporti (personali e politici) è a rischio. Anche per questo non  credo che la Rete abolirà l'ipocrisia, a nessun livello delle relazioni interpersonali. Nasceranno più probabilmente nuove ipocrisie, tecnologicamente evolute che riscriveranno il galateo della vita di tutti i giorni e dei protocolli diplomatici..."

 

Tags:
wikileaksmoriggi
in evidenza
Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

Esportazioni

Simest, la qualità a supporto della competitività delle pmi italiane

i più visti
in vetrina
Hannibal mette a fuoco l'Italia Meteo, temperature fino a 35°

Hannibal mette a fuoco l'Italia
Meteo, temperature fino a 35°


casa, immobiliare
motori
Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina

Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.