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Comunione e separazione
Diritti successori nella famiglia di fatto

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda

Buongiorno avvocato,

convivo con la mia compagna da molti anni e l'età inizia a farsi sentire... Come potrei tutelarla quando non ci sarò più? La casa dove abitiamo è in affitto .

Grazie mille

Risposta

La convivenza viene definita “more uxorio o famiglia di fatto” ed  indica genericamente l'unione stabile e la comunione di vita spirituale e materiale tra due persone, non fondata sul matrimonio.

L'unione di fatto è caratterizzata dalla libera scelta di creare un legame affettivo stabile ed esclusivo al di fuori dell'istituzione matrimoniale.

In relazione ad eventuali diritti successori nella famiglia di fatto,  l'attuale quadro legislativo non riconosce al convivente superstite alcun diritto successorio.

Egli infatti è escluso dal novero degli eredi legittimi elencati nell'art. 536 c.c. che contempla il coniuge, i figli legittimi, legittimati, naturali o adottivi e gli ascendenti legittimi.

In altri termini, in caso di convivenza more uxorio, l’unico modo per assicurare un diritto successorio è tramite un lascito testamentario: ne discende che la successione del convivente, al pari di qualsiasi altro estraneo, potrà avvenire solo nel caso in cui il partner abbia disposto in suo favore tramite testamento mortis causa.

Quindi ciascuno dei conviventi può redigere un testamento che preveda delle disposizioni  a favore del convivente con cui :

-può nominare erede il convivente nel rispetto del limite della quota di legittima riservata ex legge ai soggetti legati da un vincolo di parentela stretta con il defunto (eredi legittimari)

-lasciare al convivente la proprietà della casa o solo l'usufrutto o solo il diritto di abitazione sulla stessa

-prevedere un obbligo di mantenimento dell'altro convivente come legato a carico di un suo erede.

Qualora la casa familiare sia oggetto di un contratto di locazione stipulato da uno dei conviventi e regolarmente registrato, se muore il convivente locatario, il convivente ha diritto di subentrare nella titolarità del contratto ai sensi dell' art 4 L . 392 / 78

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