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Comunione e separazione

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda
Buongiorno avvocato, mi sono separata un po' di tempo fa e poi ho provato a rimettermi con mio marito per amore dei miei figli..purtroppo le cose non vanno bene e vorrei lasciarlo di nuovo... posso farlo e come?

Risposta
La riconciliazione rappresenta una causa di cessazione dello stato di separazione che può avvenire senza alcuna formalità ed i coniugi possono manifestare tale intento mediante una dichiarazione espressa (riconciliazione espressa) o un comportamento inequivoco incompatibile con lo stato di separazione( riconciliazione tacita). Il codice civile non detta alcuna definizione, limitandosi a disciplinarne gli effetti in due norme: l'art. 154 che contempla la riconciliazione in pendenza del giudizio di separazione, determinando l'abbandono della relativa domanda e l'art. 157 che si occupa della riconciliazione intervenuta successivamente all'emanazione della sentenza di separazione, determinante la cessazione degli effetti di quest'ultima . La giurisprudenza ha da sempre interpretato tale previsione nel senso che non qualsiasi ripresa della convivenza costituisce riconciliazione, in quanto essa deve essere intesa come ricostituzione dell'intero complesso dei rapporti caratterizzanti l'unione matrimoniale e riguardanti sia l'aspetto materiale ma soprattutto il vincolo spirituale tra i coniugi. Sul piano patrimoniale la riconciliazione implica una ricostituzione automatica della comunione legale, ad eccezione degli acquisti fatti durante il periodo di separazione. Qualora la riconciliazione non vada a buon fine, i coniugi dovranno presentare una nuova domanda di separazione (consensuale o giudiziale) che avrà ad oggetto fatti comportamenti nuovi, intervenuti successivamente ad essa. La riconciliazione infatti implica una seria valutazione della possibilità di ricostituire l'unità familiare alla luce di una rottura accertata e legittima la possibilità di richiedere una nuova pronunzia di separazione, che discenda da comportamenti e fatti successivi alla riconciliazione, con irrilevanza delle motivazioni e delle circostanze che supportavano la vecchia separazione. La riconciliazione interrompe il termine triennale dalla separazione a partire dal quale è possibile chiedere il divorzio: pertanto, il conteggio del triennio dovrà ricominciare dalla dalla della nuova separazione.

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separazioneconciliazionematrimonioavvocato
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