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Comunione e separazione

Hai problemi con il coniuge, vuoi separarti ma non conosci le normative? Devi affrontare un divorzio e non sai come fare? Su Affaritaliani.it c'è una rubrica per te. Scrivi all'avvocato matrimonialista Sara Severini alla e-mail comunione_separazione@affaritaliani.it

Domanda
Buongiorno avvocato, mi sarei dovuto sposare tra pochi mesi ..avevamo tutto pronto e persino le pubblicazioni erano state fatte. La mia futura moglie però ci ha ripensato, senza una spiegazione plausibile ..Che posso fare? La legge mi dà qualche diritto?
Grazie

Risposta
La promessa di matrimonio rappresenta una libera dichiarazione che non obbliga né a contrarre le nozze, né ad eseguire ciò che si fosse convenuto in caso di mancata celebrazione, né può essere in alcun modo coartata, alla luce del fatto che la facoltà di sposarsi o meno è un diritto fondamentale della persona incoercibile. L'art. 79 c.c., data l'importanza del matrimonio, garantisce infatti la massima libertà del consenso delle parti sino al momento della celebrazione, e nega la possibilità che dal mancato adempimento della promessa derivino conseguenze patrimoniali diverse da quelle previste, in modo tassativo, dagli artt. 80 e 81 c.c. Bisogna distinguere la promessa solenne di cui all'art. 81 c.c., soggetta a determinati requisiti e produttiva di una situazione di affidamento nella controparte, dalla promessa semplice o fidanzamento ufficiale che non richiede alcun requisito di capacità e forma. Requisiti formali necessari della promessa solenne, fonte di responsabilità, sono: 1)il vicendevole impegno al matrimonio fatto per atto pubblico o per scrittura privata da una persona maggiore di età o dal minore ammesso a contrarre matrimonio (ex art. 84 c.c.); 2) la promessa risultante dalla richiesta della pubblicazione. In presenza di tali requisiti, al promittente che senza giusto motivo rifiuti di eseguirla o con il proprio comportamento colposo abbia dato giusto motivo al rifiuto dell'altro, potrà essere chiesto, entro un anno dal giorno del rifiuto di celebrare le nozze, di risarcire il danno limitatamente alle spese sostenute ed alle obbligazioni direttamente inerenti al progettato matrimonio (art. 81 c.c.). La legge vuole infatti salvaguardare fino alla fine la piena ed assoluta libertà di ognuno di contrarre o non contrarre le nozze e quindi il compromesso tra quest’ultima esigenza e il risarcimento di un comportamento comunque illecito ha escluso una piena responsabilità per danni, configurando un’obbligazione ex lege a rimborsare alla controparte il solo importo delle spese affrontate e delle obbligazioni contratte in vista del matrimonio. Alla luce di ciò si esclude la risarcibilità di interessi patrimoniali quali ad esempio i danni morali . In conclusione, Lei potrà solo chiedere il rimborso delle spese fatte e delle obbligazioni contratte in vista del futuro matrimonio

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