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Affari Europei
Cina, investiti 250 miliardi in Sudamerica. Ora l'Ue rischia la marginalità

Incapace di pareggiare l'offerta cinese di 250 miliardi dollari per investimenti in America Latina, l'Ue ha cercato in tutti i modi di restare emarginata dal continente sudamericano offrendo nuove offerte commerciali, l'esenzione del visto e provando a creare rapporti più profondi. Nel summit di due giorni tenutosi a Bruxelles, i leader europei hanno messo per un attimo da parte i problemi legati alla Grecia, all'Ucraina e al futuro della Gran Bretagna provando a convincere le proprie ex colonie che non si sono dimenticati di loro.

Angela Merkel ha auspicato un aumento nell'interscambio commerciale tra Europa e Sudamerica. Il rischio, che la cancelliera tedesca conosce bene, è una posizione di marginalità nella regione per l'Ue dopo che la Cina di Xi Jinping ha messo sul piatto 250 miliardi di investimenti in 10 anni da dedicare all'America Latina. L'Europa sta uscendo solo adesso dall'impatto da una crisi del debito che ha quasi spaccato la zona euro e ha poco denaro fresco da investire.

Tutto l'opposto della Cina, che sta ampliando la sua zona di influenza. L'Ue però non demorde e sta cercando gradualmente di portare avanti un mosaico di offerte che hanno più possibilità di riaffermarsi quanto più la domanda cinese di materie prime sudamericane diminuisce. Grazie al sostegno del Brasile, l'Ue sta cercando di sbloccare i colloqui con il mercato comune sudamericano, il Mercosur, dopo un lungo periodo di stallo. Bruxelles ha già lanciato trattative per raggiungere accordi commerciali con il Messico e il Cile.

L'obiettivo è quello di ridurre le barriere al commercio. Con l'Ecuador, per esempio, si sta trattando per raggiungere un accordo di libero scambio. L'Ue e il Brasile hanno discusso della possibilità di costruire un cavo sottomarino di comunicazione che unisca Lisbona e Fortaleza con l'obiettivo di ridurre la dipendenza brasiliana dagli Stati Uniti. Brasilia vuole infatti proteggere il suo traffico internet dalla sorveglianza americana, dopo che è stato scoperto che Washington controllava il telefono e l'account email del presidente Dilma Rousseff.

Altro fronte, il Venezuela. Nonostante le sanzioni Usa, l'Ue ha evitato di criticare il presidente Nicolas Maduro, che sta facendo fronte a disordini interni e non ha partecipato al summit. Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, considerato molto vicino a Maduro, ha però definito l'opinione Usa sul suo collega "assurda". L'Ue si è limitata a dire che il futuro del Venezuela sta nel dialogo. Bruxelles farà di tutto per non lasciarsi mettere definitivamente in ombra dall'America Latina. Il problema è che la manciata di milioni messa in campo dai 28 è ancora lontana anni luce dagli investimenti cinesi. Il rischio che Pechino metta definitivamente in ombra Bruxelles è molto alto.

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