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Affari Europei
Giornata umanitaria mondiale 2014, la Commissaria Ue Kristalina Georgieva: sempre più pericoloso il lavoro degli operatori

La Giornata umanitaria mondiale celebra la memoria delle vittime dell'attentato al quartier generale dell'ONU a Baghdad nel 2003, che ha causato la morte di 22 persone, tra cui il rappresentante speciale dell'ONU in Iraq Sergio Vieira de Mello. Dall'Iraq, dove la Commissione europea eroga assistenza vitale a centinaia di migliaia di civili intrappolati nei combattimenti in corso, Kristalina Georgieva, Commissaria europea per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, ha così commentato: "La Giornata umanitaria mondiale è un'occasione per rendere omaggio a coloro che rischiano la vita ogni giorno per aiutare le vittime di guerre e catastrofi in tutto il mondo. È anche un'opportunità per mettere in risalto le enormi sfide umanitarie che il mondo si trova ad affrontare.

Qui in Iraq queste sfide sono fin troppo palesi. Centinaia di migliaia di persone hanno urgentemente bisogno di aiuto, ma raggiungerle è reso sempre più difficoltoso dall'intensificarsi del conflitto. Per gli operatori umanitari lo scenario è mutato radicalmente, qui come altrove. Il numero crescente e la natura mutevole dei conflitti rendono il nostro mondo sempre più fragile. Nel Medio Oriente assistiamo a livelli terrificanti di violenza in cui pare che la sofferenza dei civili innocenti non debba avere fine. In tutta l'Africa, dal Mali a ovest fino alla Somalia nella parte orientale, passando per la Nigeria settentrionale, la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan, milioni di civili si trovano intrappolati in una fascia di conflitti alimentati in parte da odio etnico e religioso.

È sempre più difficile portare soccorsi e assistenza a chi è più vulnerabile, come bambini, donne e anziani. Queste sfide rendono più pericoloso il lavoro degli operatori umanitari: dal 2003 il numero degli attacchi perpetrati contro di loro è quadruplicato. L'anno scorso, ogni mese in media sono stati uccisi dodici operatori umanitari e oltre dieci sono stati rapiti, mentre ogni settimana tre operatori umanitari sono stati aggrediti e feriti. A causa dell'effetto congiunto dei mutamenti climatici, della rapida crescita demografica in luoghi come il Sahel e dell'estremismo, inevitabilmente vi saranno più conflitti, più fame e più profughi che devono abbandonare le proprie case e i propri mezzi di sostentamento. Viviamo in un mondo di grande fragilità e proprio per questo dobbiamo concentrarci maggiormente sulle sfide che ci attendono: per le vittime di guerre e catastrofi e anche per le donne e gli uomini coraggiosi che rischiano la vita per aiutarle."

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