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Affari Europei
Merkel in testa, ma rimonta l'Spd. Grecia, boom della sinistra di Syriza

In Germania l'Unione Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel è data per vincente secondo le rilevazioni fuori dai seggi. Buoni numeri anche per i socialdemocatici del Spd con cui la Cdu guida il governo di coalizione, dati al 27,5% (+6,7). Poi ci sono i Verdi al 10,6% (-1,5), la Linke con il 7,6% (+0,1). Un dato inedito riguarda gli anti-Ue dell'Afd (Alternative fuer Duetschland) che sarebbero al 6,5% mentre i neo-nazi dell'Npd sono fermi all'0,8-1%, sufficienti a farli entrare per la prima volta a Straburgo. Afd è la vera novità di questa tornata, cinque anni fa non esisteva: il giovane partito di Bernd Lucke, economista che ha raccolto i dissidenti delle politiche europee di Merkel, era rimasto per poco sotto la soglia del 5%.

Numeri ottimi anche per Alexis Tzipras, con il partito Syriza primo agli exit poll in Grecia con il 26-30% delle preferenze. Calo di Alba Dorata, che sarebbe attorno all'8-10%. In Austria Le proiezioni elettorali basate sul 90% delle schede scrutinate, consegnano all'estrema destra, ai verdi e ai liberali un consistente successo elettorale. Il centrodestra del Partito del popolo resta avanti, ma ha però visto un calo dei consensi dal 30% al 27,5% (5 seggi, ne perdono 1). I socialdemocratici raccolgono quasi il 23,8% dei consensi (mantengono 5 seggi). La destra nazionalista e populista del Partito della libertà aumenta i consensi del 6,8% e arriva a quota 19,5% (4 seggi, ne guadagnano 2) mentre i Verdi conseguono il 15% dei voti, il 5,1% in più (3 seggi, ne guadagnano 1). I liberali del Neos ottengono il 7.9% (1 seggio).

Dagli exit poll alle europee in Spagna, dove si assegnano 54 deputati, emerge una sonora bocciatura dei due partiti principali: il Pp del premier Mariano Rajoy passa da 24 seggi a 16; i socialisti di Alfredo Rubacaba scendono da 23 a1 14. Bene la Izquierda con 6 seggi. Sopresa autentica la nuova formazione i social democratici con Podemos che al loro esordio hanno conquistato 5 deputati.

In Gran Bretagna si e' confermato l'atteso trionfo degli anti-europeisti britannici dell'Ukip di Nigel Farage e la debacle dei conservatori del premier David Cameron, giunti terzi dietro ai laburisti di Ed Milliband. Quasi scomparsi i liberal-democratici di Nick Clegg.

Colpo di scena alle europee in Olanda dove contrariamente agli exit poll il partito xenofobo Pvv di Geert Wilders e' secondo e non quarto come riferito il 22 maggio alla chiusura dei seggi. Il Pvv e' secondo ex aequo con 4 seggi (nel 2009 ne aveva 5) su 26 che spettano all'Olanda con il gruppo 'Democratici 66'. Primi si confermano i Cristiano Democratici con 5 seggi. Lo riferisce l'agenzia olandese Anp. La commissione elettorale pubblichera' i risultati ufficiali in settimana. Davanti al Pvv era dato dagli exit poll il Partito Popolare per la Liberta e la Democrazia.

Anche la Danimarca non fa eccezione al trend euroscettico: secondo gli exit poll l'estrema destra del Danish People Party sarebbe primo partito con il 23,1% (+3 deputati rispetto al 2009 quando presero il 15%), secondi i socialisti con il 20,5%, terzi i liberali con il 17,2%.

Indipendentisti in testa in Irlanda. Fine Gael, partito del premier Enda Kenny ha raggiunto secondo i primi exit poll pubblicati a Bruxelles il 22% dei voti in quota identica, il 22%, anche per i repubblicani del Fianna Fail guidato da Michael Martin, mentre il Sinn Fein di Gerry Adams ha ottenuto il 17% dei suffragi e i laburisti, al governo con il Fine Gael, il 6%. Anche i verdi dovrebbero avere il 6% mentre gli altri partiti, raggruppati in questa prima stima alla voce "indipendenti ed altri", sono al 27%. Undici i seggi in palio.

Urne chiuse anche in Polonia: secondo i primi exit poll sarebbe in vantaggio il partito centrista Piattaforma civica (Po) del premier Donald Tusk con il 32,8%. Segue il partito di opposizione di destra Diritto e giustizia (Pis) dell'ex premier Jaroslaw Kaczynski, che ha ottenuto il 31,8%. Gli euroscettici di Nuova Destra di Janusz Korwin Mikke con il 7,2% potrebbero entrare per la prima volta nell'europarlamento.

Primi risultati anche in Romania: gli exit poll danno avanti con il 42% la coalizione di governo, formata da Socialdemocratici, Unione nazionale per la Romania e partito conservatore. Al secondo posto molto staccato il partito liberale, che avrebbe tra il 13% ed il 15%. Seguono i democratici-liberali tra il 10% ed il 12%.

Secondo i primi sondaggi diffusi dal capo dell'ufficio elettorale laburista, alle europee a Malta sarebbe in testa il partito laburista (nel gruppo S&D) con il 53%, seguito dai popolari del partito nazionalista (al Governo) al 40%. Terzi i Verdi con il 2,7%, e altri piccole formazioni totalizzano il 4%. Malta elegge solo 6 eurodeputati in tutto come Estonia, Lussemburgo e Cipro.

In Slovenia, dove ha votato appena il 17,3% degli aventi diritto, avanti i partiti filoeuropei: sarebbe in testa il Partito democratico sloveno (Sds, centrodestra) con il 24,6% seguito da Lista Nova Slovenija (Sls, centrodestra) al 15,2% e dalla lista Verjamem (centrosinistra) con il 10,6%.

Gli europei non hanno disertato le urne. Anzi, dai primi dati sull'affluenza nei Ventotto paesi dell'Ue emerge un recupero della propensione al voto rispetto al record di bassa affluenza raggiunto nel 2009. In Francia ha votato finora oltre il 35% degli elettori, due punti percentuali in più rispetto al 2009. Le Monde stima un'affluenza finale intorno al 43%, tre punti in più sul 2009.

In Germania è andato alle urne il 25,6%: nel 2009 l'affluenza era stata nel pomeriggio del 20,2% e quella finale del 43,3%. In Portogallo viene registrato un aumento dell'affluenza e anche la nuova arrivata Croazia ha dato buona prova di partecipazione al voto.

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