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Affari Europei
Michael Douglas lancia l'allarme: “L'Europa è ancora antisemita”

Michael Douglas scende in campo contro l'antisemitismo in Europa. L'attore premio Oscar ha scritto un editoriale sul Los Angeles Times per esortare i leader politici ad affrontare la "malattia" dell'antisemitismo. Nonostante la condanna di Papa Francesco o di politici come il premier francese Manuel Valls, l'antisemitismo, afferma, "va in letargo e poi divampa appena si innesca una nuova questione politica".

Douglas racconta un episodio accaduto al figlio adolescente Dylan, quando erano in vacanza in Europa. Il ragazzo era stato insultato da un uomo, solo perché portava la Stella di David. L'attore 70enne si è avvicinato all'ebraismo al liceo. Il padre Kirk (vero nome Issur Danielovitch) è ebreo ma Michael non aveva mai preso in considerazione di abbracciare una fede religiosa, fino al giorno in cui, confessa al giornale, "passeggiando con un amico, questi mi indicò un ebreo e mi disse: 'Negli affari sono tutti imbroglioni'. Gli chiesi, 'Come mai dici questo?' e lui: 'Michael, tutti lo sanno...'. Mi sono ritrovato quindi - continua Douglas - a difendere appassionatamente il popolo ebraico senza sapere cosa volesse dire davvero essere ebreo. E ora dopo 50 anni, mi ritrovo a difendere mio figlio...".  

Secondo l'attore, tre sono le cause che fanno riemergere l'antisemitismo: la prima deriva dall'economia, "in un momento in cui e' in crescita la disparita' di reddito e centinaia di persone vivono in estrema poverta', alcuni ritengono gli ebrei il capro espiatorio, piuttosto che guardare la vera fonte del problema".

La seconda causa dell'antisemitismo deriva "da un odio irrazionale e fuori luogo da Israele, visto da molte persone - afferma Douglas - come un Paese di Apartheid" e incolpano gli abitanti per cosa che in realta' fanno parte di altre politiche. "Qualcuno crede davvero - si domanda - che le vittime innocenti al negozio kosher di Parigi o in quel bar mitzvah in Danimarca avessero qualcosa a che fare con le politiche israeliane o palestinesi o con la costruzione di insediamenti a 2 mila miglia di distanza?".

Infine la terza causa indicata dall'attore che fa emergere l'antisemitismo e' la "semplice demografia. L'Europa - sottolinea Douglas - e' sede di 25-30 milioni di musulmani, due volte la popolazione ebraica del mondo. All'interno di ogni comunita' religiosa ci saranno sempre frange estremiste", persone che invece di predicare tolleranza e rispetto incutono odio e gli effetti sono amplificati anche grazie a Internet, "dove il virus" dell'antisemitismo si espande da nazione a nazione. "E' tempo che ognuno di noi" faccia la sua parte, conclude l'attore, "deve essere la nostra sfida per il 2015", "possiamo fermare la diffusione di questa follia".

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