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Affari Europei
L'Europa non interessa ai deputati. Renzi: "No ai tecnocrati"

Molti banchi vuoti nell'emiciclo di Montecitorio per l'intervento di Matteo Renzi. L'Aula della Camera, dove il premier ha riferito sul Consiglio europeo del 18 dicembre, è apparsa decisamente poco affollata: ad ascoltare il leader del Pd meno di 100 deputati. Folta, invece, la delegazione governativa: presenti, tra gli altri, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, quello delle Riforme, Maria Elena Boschi e Giuliano Poletti, responsabile del dicastero del Lavoro. Prima del suo discorso, Renzi si è fermato alla buvette di Montecitorio per un cappuccino, con lui Boschi, Poletti e il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi. Renzi, in completo blu con cravatta lucida in tinta e camicia bianca, ha parlato tra i responsabili degli Esteri e degli Interni, Paolo Gentiloni e Alfano. Ad ascoltare il presidente del Consiglio anche una nutrita pattuglia di sottosegretari.

La previsione dello scorporo degli investimenti "giudicati favorevoli dal Patto" è un primo passo ma non sufficiente: "il passaggio logico successivo è consentire lo scorporo dei grandi investimenti in opere pubbliche, anche con verifica Ue". Lo ha detto il premier Matteo Renzi alla Camera parlando del piano Juncker.

La commissione Ue deve "tornare a fare politica" e non limitarsi a fissare "parametri" da rispettare. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando alla Camera sul semestre italiano di presidenza europea. "La sfida e' che la commissione torni a fare politica. Dico torni perché non sempre e' accaduto questo nei dieci anni precedenti. Anche in recenti dibattiti parlamentari abbiamo sentito parole molto dure sulla commissione in questi anni, anche da chi quella commissione aveva sostenuto". "E' fondamentale - ha precisato - che facciamo di tutto per recuperare credibilita'", come Italia. Ma d'altro canto bisogna "fare dell'Europa un luogo non dove si fanno parametri ma un luogo al quale Einaudi si riferiva con quelle parole", ovvero un luogo dove vive "un ideale umano e moderno".

"Nel dibattito europeo c'è chi ritiene si sia fatto molto e chi niente, ma tutti sono convinti che oggi l'Ue ha fatto una scelta politica, forse non sufficiente e questo dipenderà da Juncker. La politica deve fare il suo mestiere e non lasciare l'Europa ai tecnocrati". Così Matteo Renzi nell'intervento alla Camera.

Quello di dopodomani "è l'ultimo Consiglio europeo della presidenza italiana, ma soprattutto il primo di Tusk e Juncker, e perché siamo in una fase di una importanza straordinaria, in cui l'Europa è a un bivio: o cambiamo la direzione dell'Europa o rischiamo di essere perduti e di aver perduto l'Europa". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, nel suo intervento alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 dicembre.

 

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