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Affari Europei
Strasburgo tutela i diritti fondamentali degli omosessuali

Dopo la bocciatura della proposta Estrela, che tante polemiche aveva sollevato tra gli eurodeputati italiani e non solo, il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha votato a favore della risoluzione Lunacek contro ogni discriminazione sessuale. Il parlamento europeo chiede alla Commissione di definire una tabella di marcia per proteggere i diritti LGBTI, cioè delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali. La risoluzione si basa su un fatto preoccupante: il 47% delle persone LGBTI si sente discriminata o molestata e il 26% era stata aggredita fisicamente nel 2012.
 
La discussione che ha accompagnato la votazione ha fatto alzare la temperatura nell'aula di Strasburgo. Ci sono state accuse reciproche tra sostenitori e detrattori. Da una parte deputati legati alle famiglie conservatori e popolari hanno accusato le lobby gay di stare facendo pressioni sul Parlamento. Dall'altra i sostenitori di Lunacek hanno accusato le lobby cattoliche di voler mettere i bastoni tra le ruote alla risoluzione.

Nervi tesi soprattutto sul punto che sollecita la Commissione a lavorare per "il riconoscimento reciproco degli effetti di tutti gli atti di stato civile nell'Unione europea, compresi i matrimoni, le unioni registrate e il riconoscimento giuridico del genere, al fine di ridurre gli ostacoli discriminatori di natura giuridica e amministrativa per i cittadini e le relative famiglie che esercitano il proprio diritto di libera circolazione".

"Non vedo perché si debbano garantire a gay, lesbiche o transgender dei diritti particolari e specifici: il diritto all'uguaglianza e alla parità di trattamento deve valere per tutti, senza alcuna discriminazione, né in un senso né nell'altro". Ha dichiarato l'eurodeputato euroscettico di 'Io Cambio' Claudio Morganti. Che ha aggiunto: "Credo che nessuno di noi sia a favore di una qualsiasi forma di discriminazione -ha specificato- e questo a mio avviso dovrebbe valere anche per le cosiddette discriminazioni positive, che sono e restano delle discriminazioni, e in quanto tali sono inaccettabili".

Gli argomenti che la Commissione e gli Stati dovranno affrontare riguardano settori quali l'occupazione, l'istruzione, la sanità, i beni e servizi, le famiglie e la libertà di movimento, la libertà di espressione, i crimini d'odio e l'asilo. La risoluzione si limita però a dare delle linee guida, tutelando le competenze degli Stati membri.

 

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