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Attualità
Jackie Chamoun non si pente del video osè: la sciatrice pensa a Sochi

La sciatrice Jackie Chamoun, che ha fatto notizia la settimana scorsa a causa di un video che la ritraeva seminuda sdurant eil backstage di un servizio fotografico, è tornata a parlare della polemica scatenatasi a causa di quei fotogrammi hot. L'atleta impegnata a Sochi ha risposto così alle critiche durante un'intervista a Canal +: "Sono rimasta sorpresa dagli articoli scritti su di me in Libano dopo la diffusione del video del backstage, dicevano addirittura che una persona come me non merita di rappresentare il Paese. Capisco il loro punto di vista ma non lo condivido". Molti libanesi avevano voluto dimostrare la loro solidarietà nei confronti della Chamoun, facendo partire una campagna di foto sotto l'hashtag "istreepforjackie".

LE PIU' BELLE DI SOCHI

Julia Lipnitskaia



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Il suo talento è esploso negli ultimi due anni, tanto da dominare i recenti Europei di Budapest relegando Carolina Kostner al terzo posto. Julia Lipnitskaia ha compiuto 15 anni il 5 giugno scorso e per un pelo può partecipare ai Giochi, dove il limite d’età è appunto 15 anni, compiuti entro il 1° luglio 2013. È stata campionessa del mondo juniores nel 2012 a Minsk e argento nel 2013 a Milano. In questa stagione ha vinto le prove del Grand Prix in Canada e in Russia ed è arrivata seconda alla finale, ma il suo vero e proprio exploit è stato agli Europei di Budapest, dove in pochi avrebbero scommesso sulla sua vittoria. Oltre al pattinaggio, ha praticato fin da piccola la ginnastica artistica e questo è molto evidente, perché è snodatissima.

 

Maé Bérénice Méité



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Poco più di diciotto anni e un buonissimo sesto posto nel programma di corto (dove Carolina Kostner  ha chiuso seconda) del team event dei giorni scorsi: una delle atlete più belle e interessanti nel pattinaggio olimpico è certamente lei, Maé Bérénice Méité.

Una Naomi Campbell del ghiaccio arrivata a Sochi con il titolo di campionessa nazionale francese. Animo d'artista, la giovane fanciulla è anche un'esperta suonatrice di violino e sogna di diventare creatrice di profumi.

Aspirazioni che possono restare per qualche tempo in stand by. Magari dopo una carriera ricca di medaglie...

Silje Norendal



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Nata a Kongsberg nel 1993, la splendida Silje vive il suo sogno olimpico a caccia di evoluzioni spettacolari sullo snowboard. Ma l'altleta norvegese, campionessa di slopestyle, ha attirato l'attenzione di pubblico e media soprattutto per la sua bellezza. E per le tante foto che non lesina ai fans via social network: da Facebook a Instagram i suoi scatti sono tutti da medaglia...

Olga Graf

Show ose della russa Olga Graf, che con il suo bronzo nella gara di pattinaggio veloce ha regalato la prima medaglia al suo Paese nei Giochi di Sochi: nella foga di un risultato inaspettato (non era mai salita prima sul podio di una grande competizione internazionale) l'atleta ha abbassato la lampo della tuta. La scena osé è durata un attimo: il tempo della foto ricordo prima di ricomporsi.

Irene Wurst



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Irene Wust ha vinto la medaglia d'oro nei 3000 metri femminili di pattinaggio velocita' ai Giochi Invernali di Sochi 2014, segnando anche il primato del primo podio ad un'atleta dichiaratamente lesbica, in un'olimpiade contraddistinte da polemiche sulla maggiore o minore ostilita' dei padroni di casa verso i gay. Aveva vinto anche a Torino 2006 (a 19anni più giovane campionessa ai Giochi nella storia dellOlanda), ma all'epoca non c'era stato ancora il suo outing. A Vancouver il primo gradino del podio arrivò nei 1500, anche se lì già si parlava della sua bisessualità.

La Wust (tempo di 4:00.34) ha preceduto la ceca Martina Sablikova, campionessa in carica, argento con 4:01.95. Bronzo ad Olga Graf, che ha regalato (4:03.47) la prima medaglia della Russia mandando in delirio gli spettatori della Adler Arena. L’azzurra Francesca Lollobrigida ha chiuso 23esima con 4.16.52.

Maria Hoefl-Riesch



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Maria Hoefl-Riesch si conferma campionessa olimpica della supercombinata. La tedesca conquista l'oro ai Giochi di Sochi davanti all'austriaca Nicole Hosp, argento (è risalita di sette posizioni nella seconda prova), e all'americana Julia Mancuso (considerata una delle atlete più belle delle Olimpiadi), bronzo dopo che aveva chiuso al comando la prima manche. L'americana - di origini italiane - è alla quarta medaglia olimpica in carriera. Il picco fu l'oro nel Gigante di Torino 2006. A Vancouver 2010 arrivarono due argenti: in Discesa e proprio in Supercombinata dietro sempre alla Riesch.

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Tags:
jackie chamounfotoosèsochi 2014sciatrice
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