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Di cosa ti deve avvisare il medico? Ecco il consenso informato
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Il consenso informato è uno dei principi fondamentali del rapporto tra medico e paziente. Ultima testimonianza è la sentenza n. 2854 del 2015 dove la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di consenso informato da intendersi quale "condicio sine qua non" della liceità del trattamento sanitario, ovvero delle conseguenze giuridiche connesse alla sua mancata acquisizione.
 

Il consenso informato ha la funzione di rendere note al paziente le prevedibili conseguenze del trattamento sanitario, tra cui il possibile verificarsi di un peggioramento delle condizioni di salute dello stesso, al fine di porlo nelle condizioni di acconsentire consapevolmente al trattamento sanitario prospettatogli.

Base giuridica del consenso informato

Da una lettura congiunta degli artt.. 32, secondo comma e 13 della nostra Carta fondamentale, si evince da una parte che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e dall’altra l’inviolabilità della libertà personale con riferimento anche alla salvaguardia della propria salute e della propria integrità fisica.

Gli obblighi del medico

L’acquisizione del consenso informato da parte del medico è obbligatoria e configura un momento centrale del rapporto medico/paziente, tanto da essere costruita dall’ordinamento come un dovere gravante sul medico sanzionato dalla previsione di una responsabilità civile in caso di inadempimento, addebitabile indipendentemente da ogni valutazione di merito circa la diligente esecuzione della prestazione medica

E’ dovere pertanto del medico informare il paziente nella misura in cui dottrina autorevole e giurisprudenza consolidata configurano in capo al sanitario che non abbia atteso a tale obbligo informativo, una responsabilità civile sua e della struttura sanitaria nella quale opera.

La sentenza citata è andata ben oltre e, prendendo le mosse dall’azione risarcitoria del ricorrente in Cassazione, diretta nei precedenti gradi di giudizio a far dichiarare la colpa professionale del medico nell’esecuzione di un intervento, ha cristallizzato un principio di diritto secondo cui “…l’acquisizione da parte del medico del consenso informato, costituisce prestazione altra e diversa da quella dell’intervento medico richiesto, assumendo autonoma rilevanza ai fini dell’eventuale responsabilità risarcitoria in caso di mancata prestazione da parte del paziente …”


 

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