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Rumori in condominio, cosa prevede la legge

Spesso accade che dai locali pubblici, specialmente quelli davanti ai quali gli avventori sono soliti soffermarsi durante le ore serali e notturne, provengano forti rumori. Veri e propri schiamazzi, che potrebbero disturbare il riposo dei condomini del palazzo e dei vicini. 

Di storie come questa è piene ogni città, ma quali sono i diritti di ci abita vicino a locali notturni che infastidiscono la quiete e il riposo?

E' recente una Cassazione che potrebbe essere esemplare per chiarire anche altre situazioni simili.

Alcuni condomini milanesi, dopo anni di rumori provenienti da un locale notturno presente nella loro palazzina, si sono convinti di rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché, accertata l’intollerabilità delle immissioni acustiche, schiamazzi e musica a volume insostenibile, inibisse l’attività di disturbo e condannasse gli esercenti del locale al risarcimento del danno alla salute ed esistenziale in favore dei condomini danneggiati.

Sia in primo che in secondo grado di giudizio furono riconosciute le ragioni dei condomini.

I propietari del locale ricorsero però in Cassazione, sostenendo che la condanna al risarcimento dei danni patiti fosse stabilita senza che venisse accertata l’esistenza di effettivi danni risarcibili. I ricorrenti sostenevano che tale decisione fosse manifestamente in contrasto con il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui, perché abbia luogo il risarcimento, occorre che i danni morali ed esistenziali vengano puntualmente dimostrati nel loro ammontare.

I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno però respinto tale motivo di doglianza,  confermando il “grave pregiudizio cagionato per circa tre anni al riposo e alla quiete notturna, alla serenità e all’equilibrio della mente, ed alla vivibilità delle loro case, condizioni tutte che il rumore e il frastuono protraentesi per ore mettono seriamente e giustamente a repentaglio e di cui può ritenersi acquisita la prova anche per presunzioni, sulla base della nozione di comune esperienza”.

E' stata inoltre richiamata la sentenza n. 26972/2008 della Corte a Sezioni Unite, chiarendo il principio di diritto secondo cui, “essendo le immissioni sonore clamorosamente eccedenti la normale tollerabilità ed essendosi protratte per almeno tre anni nelle abitazioni degli attori, in ore serali e notturne, ciò ha determinato una significativa lesione degli interessi della persona umana, costituzionalmente garantiti” che in quanto tali devono essere sempre risarciti.

Avv. Cristiano Cominotto AssistenzaLegalePremium.it

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