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Violenza sulle donne,legge non giustifica culture o religioni

Spesso si è sentito parlare di persone giustificarsi delle violenze perpetrate alla propria moglie o fidanzata con la religione o la cultura del proprio Paese di origine. La questione è che le leggi del posto da cui arrivano queste persone si adattano a culture o religioni che tollerano la violenza sulle donne. Ma può la legge italiana essere meno severa in casi come questi?

 

 

Questo è un tema che in Italia, con l'arrivo di numerose persone di diverse culture e religioni, sta diventando interessante da affronatare. La tipica situazione che i Giudici italiani si sono trovati di fronte negli ultimi anni è quella di casi di maltrattamenti in famiglia, a volte anche gravi, a danno di donne immigrate. I mariti o i compagni di queste ultime, una volta trovatisi nelle aule di Tribunale, hanno portato a giustificazione del loro operato la cultura e la religione di appartenenza le quali, non solo tollerano maltrattamenti di questo tipo, ma a volte consigliano l'utilizzo degli stessi. 

A dire il vero, in passato, alcuni Tribunali hanno mantenuto un attegiamento piuttosto benigno nei confronti di questi casi. Sostenendo che la cultura e la religione di queste persone potevano essere una scriminante per gli atteggiamenti sopra elencati. Spiegando che quei tipi di maltrattamenti potevano essere giudicati meno gravi proprio a causa della diversa cultura delle persone giudicate.

Questo però negli ultimi anni è decisamente cambiato. Una recente sentenza della Cassazione, la n. 28492/16, ha infatti affermato che una cultura non può mai giustificare delle violenze di alcun tipo nei confronti delle donne. Spiegando inoltre che la lbertà sessuale e la salute delle donne non può in alcun modo essere compromessa, perchè i diritti delle donne sono garantiti dalla Costituzione e sono assolutamente intangibili.

Questa sentenza ha potenzialmente segnato un punto fermo su quello che potrebbe essere l'atteggiamento dei Tribunali in futuri casi simili. A mio dire questo non sarebbe nemmeno dovuto essere un ambito di discussione, perchè qualsiasi forma di violenza non dovrebbe essere in alcun modo tollerata o "ammorbidita" nelle pene. Sono lieto che i Giudici si siano indirizzati nella via appena descritta.

 

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