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Mental coach: ecco chi è e perché è importante in ambito sportivo

Si sente sempre più spesso parlare della figura del Mental Coach, da molti considerata una tendenza e un modo “figo” per identificare quelle persone che necessitano della giusta motivazione per affrontare le sfide del quotidiano.

Dal mio punto di vista è una figura molto importante sia in ambito sportivo e in generale in tutti i campi. 

Il ruolo del Mental coach

Ci sono moltissimi ambiti in cui un mental coach è chiamato a dare il proprio sostegno:

-  a chi ha bisogno di essere spronato e incentivato positivamente ad affrontare ogni situazione, con fermezza e convinzione, in un momento di particolare difficoltà, così da poterne uscire vincente, senza mollare.   

- a chi deve affrontare un lavoro particolarmente stressante e con ritmi incalzanti, difficili da sostenere.

In ambito sportivo la figura del mental coach sta ricoprendo un ruolo molto rilevante:

- c’è chi nasce con il gusto di allenarsi, avendo conosciuto sin da piccolo l’adrenalina, quella “droga buona” che dà un allenamento, una preparazione o una gara;

- c’è chi invece ha la pigrizia ad affrontare anche solo un semplice workout.

In entrambi i casi si rende necessaria la competenza di una persona esterna che riesca a stimolare:

 - per un atleta, riuscire a raggiungere un traguardo importante, frutto di estenuanti allenamenti, sacrifici e sforzi mentali che nel tempo possono affievolirsi e necessitano di essere rafforzati

- per la persona che vuole rimettersi in forma ma che ha difficoltà a rientrare in questo schema.

Il compito del Mental coach è quello di portare a riscoprire le nostre capacità mentali.

Da tenere bene a mente:

-  la fatica viene da noi percepita prima mentalmente;

-  la nostra testa deve essere allenata prima del corpo.

Vi porto un esempio che ho testato personalmente con la premessa che sono una personal trainer, abituata a fare sport sin dalla tenera età; ovviamente non sono brava in tutti gli sport.

Un giorno ho voluto provare la bici da strada. Arrivare ai 100 km è stata una sfida dura, non tanto per la fatica fisica in quanto preparata adeguatamente.

La parte non adeguatamente allenata era quella mentale.

Ricordo perfettamente che, arrivata a metà percorso, al solo pensiero di dover affrontare il ritorno,    ripercorrendo gli stessi chilometri, ero mentalmente spaventata.

Lavorare contemporaneamente su mente e corpo porta concretamente al raggiungimento di un traguardo importante: il concetto è valido sia per l’atleta sia per la persona che vuole potenziare il proprio allenamento.

Vale anche per quelle persone chiamate ad affrontare situazioni importanti come il cambiamento dello stile di vita, lasciando alle spalle le cattive abitudini alimentari, lo stile di vita sedentario per dedicarsi all’attività fisica, che richiede fatica e sacrificio.

Diventa importante la motivazione: entra in gioco il mental coach, una figura pronta a intervenire prendendo per mano e accompagnando la persona verso l’obiettivo.

Ho scoperto l’importanza di questa forza emotiva sin da quando a 19 anni iniziai la disciplina della kick boxing: volevo affrontare e reagire a una brutta esperienza sfogando e trasformando la rabbia e rafforzando il mio carattere che prima era molto chiuso e introverso.  

All’epoca il mondo della kick boxing era principalmente maschile.

Ho capito che la disciplina non è il frutto di una forza abominevole e di muscoli spropositati: tutto dipende dalla tecnica che non ha né sesso, né peso, né muscoli… ad eccezione di quello mentale.

Volere è potere e tutto dipende dalla giusta motivazione.

Conclusione: spesso siamo noi che ci poniamo dei limiti, che ci costruiamo dei ring, situazioni di sbarramento e ostacoli al raggiungimento del risultato.

Possiamo farcela e in caso contrario dobbiamo essere consapevoli di aver fatto un percorso di crescita personale. Si può cadere o perdere la fiducia: rialzarsi e rimettersi in gioco è una grande vittoria.

Questa è l’esperienza che quotidianamente applico nella mia professione.

Vi aspetto il prossimo mercoledì con nuovi spunti.

barbara cappelli ape
 

Barbara Cappelli, volto televisivo di Fuego e Donnavventura, oggi si dedica al Fitness e al Benessere. Ha un suo blog: babi.fitness

 

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