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Il buono, il brutto e il cattivo
SuperMario e SuperSergio. Un governo degno di tanto 'appeal' internazionale

Conosce più premi Nobel del Presidente dell’Accademia di Stoccolma, non ha mai sbagliato un passaggio fin dai tempi del Liceo dai Gesuiti, attraversa le epoche e ogni era politica con una levità imbarazzante.

Non cammina, attraversa lo spazio per manifestarsi esattamente nel posto giusto in cui deve stare: è Mario Draghi, l’uomo che non deve chiedere mai.

Molto British, con la grisaglia d’ordinanza un poco strattonata dalle troppe ore passate negli uffici, e poi quel sorriso sornione che fanno capire che ha capito quello che vuoi, ma che ci penserà lui a farti ragionare verso la soluzione.

Certo ha governato la Banca d’Italia, la BCE, è stato un giovane assistente del Ministro Goria, e si dice che conosca la politica della capitale, meglio di Bettino, ma lui non si scompone mai, neppure quando lo attaccano con i coriandoli le Femen.

Eccolo dunque quello che consigliava Obama, e qualsiasi altro potente della terra, ma sempre con l’atteggiamento che gli altri gli riconoscevano: ma come ho fatto a non pensarci prima, bravo SuperMario, che da qualche ora Super Sergio ha chiamato a sistemare il “gorgo italico”.

E lui ha accettato, ben sapendo che tutti dagli estremisti di destra ai rivoluzionari di sinistra si sarebbero allineati come una scolaresca davanti all’amato Professore: ”OH Capitano, mio Capitano!”.

Ma il lavoro che si appresta a svolgere è semplicemente alzare l’asticella del talento e della competenza ad un livello decente anche in politica, e sembra così sicuro di se da poter coinvolgere anche Toninelli o la Taverna in posti di grande responsabilità.

Lui non è l’allenatore, è la squadra, il proprietario e lo stratega occulto, ora si dovrà giocare con un modulo che avevamo dimenticato, ma lui è già sul campo e nessuno avrà il coraggio, neppure lo svaporato Dibba di contestarlo, e poi in nome di cosa e a favore di chi?

Effettivamente sconvolge sentire questa indistinta litania di consensi, di elogi, di pregi, come se il Presidente Incaricato fosse l’ennesimo Uomo della Provvidenza arrivato per salvarci dal baratro, e così in effetti sembra, non c’è commentatore, editorialista, talkista o altro che non si prostri davanti alle sue scarpe inglesi.

Figuratevi i vari Tajani, Renzi, Bonino, e gli autonomisti tirolesi, dunque ci siamo, i mercati fanno la ola, Confindustria pure e la piattaforma Rousseau troverà un quesito di questo tipo. ”siete d’accordo su Mario, Primo Ministro?” che titolo nobiliare vorreste dargli? come dobbiamo chiamarlo: Immensità, Direttore Mega-galattico o semplicemente Maestà?”

Dunque finalmente avremo un Governo degno di tanto “appel “internazionale e Lui sarà costantemente posizionato sulle pagine dei giornali mondiali che contano, e gli altri dietro a tenergli le code del frak che probabilmente userà durante l’inevitabile premiazione per il Nobel per l’Economia.

Mario ha anche un fondo di umanità, quella semplicità e serietà che piacciono alle mamme e alle nonne, se no fosse sposato da cinquanta anni, sarebbe ‘l’uomo da sposare, dopo tanti uomini(Conte in primis, deflagrato una mattina di gennaio)per tutte le stagioni.

Ci porterà il più grande regalo di Natale della storia del dopoguerra e farà finalmente di questo paese un luogo di modernità che non ha bisogno dei consigli ingraiani dello spiaggiato e inascoltato Bettini.

Dunque brindisi a volontà e sorrisi, abbiamo davanti a noi un futuro radioso con lo stellone nostro e le stelle della BCE, e vuoi vedere che come ai Mondiali, partiamo senza speranze per poi  vincere la coppa del mondo?

Ci piacerebbe, a parte gli scherzi che l’elevazione al soglio di Palazzo Chigi, portasse una ventata di novità come ad esempio: competenza, serietà, ascolto, condivisione e cura del paese, tutti elementi di un programma che da tempo non vediamo, non solo realizzato ma nemmeno trattato.

 Vorremmo sostenerlo, perché non capiamo nulla di economia ma ci interessa che la nostra Culltura diventi il centro della Nuova Italia che un pochino gli assomigli.

Mario credo che abbia la sensibilità e l’ardire di raccontare agli italiani un paese che neppure loro conoscono e questo è il compito più arduo per qualsiasi politico, per qualsiasi Primo Ministro.

Auguri.

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