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Compliance café
Agilità, flessibilità, risk management: key-words per il futuro delle aziende

Giovedì scorso abbiamo avuto il piacere – e l’onore – di prendere un caffè con il sottosegretario di Stato Francesca Puglisi che, nell’occasione, ha opportunamente voluto rimarcare l’assoluta importanza che, nel presente momento storico, riveste la corretta formazione dei lavoratori (qui il caffé con il Sottosegretario Francesca Puglisi). 

Il tema, se, per un verso, s’appalesa massimamente attuale, per l’altro verso, offre il destro per ampliare l’orizzonte della riflessione e considerare, seppur brevemente, in merito alla riconversione organizzativa che numerose imprese hanno posto in essere in occasione del recente lockdown.

È innegabile che, all’alba della cosiddetta Fase 3, numerosi imprenditori si trovino a chiedersi se mantenere la nuova organizzazione ovvero riportare indietro le lancette dell’orologio.  

La risposta, in chiave aziendalistica, sembrerebbe dipendere da un mix di fattori quali, a titolo d’esempio, la produttività, la redditività, la capacità del mercato di mantenere (alto) il livello della domanda, etc...

Ma ciò che appare chiaro è che, nello specifico contesto di riferimento, agilità e flessibilità sembrerebbero sempre più rappresentare la chiave per avere successo nel proprio business;  il futuro, insomma, sembrerebbe appartenere sempre più alle aziende capaci d’adattarsi agli imprevisti tramutando gli stessi in opportunità. 

Ne consegue – questo è il punto – che, nel prossimo futuro, diventerà sempre più importante per le aziende dotarsi d’una funzione di risk management efficiente, in grado d’anticipare le tendenze e, soprattutto, capace d’individuare tempestivamente progettualità idonee a fornire ossigeno alle imprese anche nell’ambito di (contingenti) situazioni di difficoltà.

Le complicazioni, in quest’ottica, sembrerebbero derivare dalla necessità di rimanere in asse sotto il profilo della compliance: soprattutto nell’ambito d’un quadro quale quello supra descritto, infatti, i mutamenti repentini che le aziende si sono trovate/si troveranno ad affrontare potrebbero essere tali da non consentire alle stesse la pronta trasposizione dei nuovi assetti organizzativi nell’ambito di quelli che sono i modelli di governance imposti dal legislatore. 

Questa, oggettivamente, è la principale paura con la quale numerosi imprenditori si trovano oggi a fare i conti: allo stato – s’è portati a ritenere –, l’esigenza è quella di mantenere attiva – viva? – l’azienda; domani si penserà a sistemarne i tasselli “burocratici”.

Ma questa impostazione “vecchio stile”, come s’è già avuto modo d’osservare in altra sede, sembrerebbe (continuare a) dipendere dal fatto che, ancora oggi, s’è sovente portati a vivere la compliance alla stregua d’un costo secco, obliterando il fatto che la stessa, se correttamente intesa, ben può rappresentare un’opportunità.

Fare risk management, infatti, se, per un verso, significa già fare compliance, per l’altro verso, equivale ad investire sulla governance della propria azienda nella (corretta) convinzione che un’azienda ben governata sia, per questo solo, un’azienda in grado di prendere la decisione migliore nel momento migliore.

Soprattutto nelle piccole-medie imprese, investire parte delle proprie risorse in una (anche piccola, ma efficiente) funzione di risk management è cosa certamente destinata a dare ritorni importanti sul medio-lungo periodo perché è cosa oggettivamente in grado di co-adiuvare l’azienda a dirimere i dubbi d’oggi, contestualmente intravedendo le opportunità di domani.

Strutturare una funzione di risk management all’interno della propria azienda, infatti, ben può contribuire a garantire un vantaggio competitivo all’impresa, sollevandola da eventuali affanni.

Senza considerare che, dal punto di vista normativo, ogni mutamento in punto d’organizzazione deve essere prontamente trasfuso nell’ambito di tutti i modelli organizzativi che l’azienda è tenuta ex lege ad adottare; ne discende, anche in quest’ottica, che poter disporre d’un intraneo in grado di razionalizzare e, in ultima analisi, perfezionare tutto il sistema di gestione aziendale, è cosa destinata a garantire la costante e proficua implementazione di tutti i nuovi processi e di tutte le nuove procedure che l’azienda dovesse via via adottare nel tempo.

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