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Compliance café
Certificazione verde e MOG231

In materia di certificazione verde (e, conseguentemente, di MOG 231), le novità non cessano.

A partire dal 10 gennaio 2022, infatti, il ruolo della certificazione verde è destinato a diventare ancor più importante, se solo si considerano le numerose novità (tra le quali, a mero titolo esemplificativo, la possibilità d’utilizzare i mezzi di trasporto pubblici solamente se in possesso di green pass) introdotte, in data 30 dicembre 2021, con decreto-legge n. 229.

Fondamentale, in quest’ottica, dunque, è (e sempre più sarà) possedere una corretta e completa procedura di controllo delle certificazioni verdi calata nell’ambito d’un MOG 231 davvero in grado di scongiurare, anche sotto questo specifico profilo, l’irrogazione di pesanti sanzioni in danno della società.

In difetto, potrebbe non essere latente il rischio di non intercettare all’ingresso impenitenti no-vax, con tutto ciò che ne conseguirebbe sul piano proprio della responsabilità para-penale della società ove dipendenti/collaboratori dovessero, per ciò solo, contrarre l’infezione ex virus Covid-19.

Dal 31 dicembre 2021, peraltro, sono cambiate anche le prassi inerenti la quarantena precauzionale.

Come noto, infatti, a coloro che, entro i centoventi giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario/dalla guarigione, hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi ex virus Covid-19, non sarà più applicato l’obbligo di quarantena.

Gli anzidetti soggetti avranno semplicemente l’obbligo d’indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherine FFP2) fino al decimo giorno successivo alla data dell'ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi ex virus Covid-19, nonché quello d’effettuare un test antigenico (rapido ovvero molecolare) per la rilevazione dell'antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, ove fossero ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto.

Nell’ambito del nuovo decreto-legge, inoltre, s’è stabilito che, fino alla data del 31 marzo 2022, la vendita di dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherine FFP2) dovrà avvenire a prezzi contenuti.

Fondamentale, in quest’ottica, dunque, è (e sempre più sarà) possedere una corretta e completa procedura di controllo degli acquisti calata nell’ambito d’un MOG 231 davvero in grado di scongiurare, anche sotto questo specifico profilo, l’irrogazione di pesanti sanzioni in danno della società.

In difetto, potrebbe non essere latente il rischio d’acquistare una partita di mascherine che vengono vendute come FFP2, ma che tali non lo sono, con tutto ciò che ne conseguirebbe sul piano proprio della responsabilità para-penale della società ove dipendenti/collaboratori dovessero, per ciò solo, contrarre l’infezione ex virus Covid-19.

Più in generale, guardando, più da vicino, all’universo delle imprese, non sembra revocabile in dubbio che l’obiettivo proprio del Consiglio dei ministri sia stato quello d’iniziare ad estendere l’obbligatorio possesso della certificazione verde rafforzata anche ai luoghi di lavoro, imponendo una condizione di quasi-lockdown a tutti i non vaccinati.

Ancora una volta, dunque, ci si trova costretti a ribadire che, soprattutto allorquando si ragiona di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, l’unico vero scudo penale per imprese e imprenditori non può che essere intravisto nel MOG 231, inteso esso alla stregua dell’unico vero modo che un’azienda seria ha per tutelare, anche sotto questo specifico profilo, se stessa e i propri collaboratori.

articolo scritto con la collaborazione di Simone Tacconi del team compliance di SCnet Compliance&Corporate e del focus team 231 di SC Avvocati Associati.

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