I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Compliance café
Compliance 2.0: l'adattamento genetico di un concetto antico

Si parla spesso, anche se non sempre volentieri, di compliance, ma raramente, a mio avviso, ci si chiede cosa davvero significhi, soprattutto nel presente momento storico, (parlare di) compliance.

Correttamente intesa, compliance non significa conformità.

Mentre conformità (conformity) è concetto statico – ci si conforma alle leggi e, più in generale, alle regole –, compliance è un concetto dinamico, che parametra l’agire pro-attivo proprio di chi sa “guardare al futuro”.  

Allorquando, nell’ambito dell’universo bancario, s’iniziò a prendere atto che i nuovi, grandi, competitors (Amazon; Paypal) avevano cambiato le regole del gioco e, con esse, il concetto stesso di fare banca, si cominciò a ragionare di compliance adattiva 2.0. 

S’iniziò a partire dal presupposto, proprio della tradizionale sistematica aziendale, che la cultura aziendale, per sua stessa natura, non può che essere adattiva, essendo il contesto sociale, culturale e ambientale d’ogni singola azienda sempre soggetto (oggi sempre più soggetto) a rapidi quanto imprevisti cambiamenti. 

Si cominciò, così, a mettere a fuoco che la vecchia compliance riduzionista (quella esclusivamente basata su regole e controlli) rappresentava un modello di compliance superato e non più compatibile con le logiche proprie del nuovo mondo; e si comprese, per tale via, che i sistemi di controllo (colonne portanti dello stesso concetto di compliance) potevano e dovevano essere visti alla stregua di strumenti capaci di far guadagnare competitività.   

Si capì, insomma, che il centro della scena della compliance 2.0 non poteva più essere occupato dal mero rispetto di leggi e regole già esistenti, ma poteva e doveva avere altresì ad oggetto anche le cosiddette regole dinamico-prospettiche (quelle regole, cioè, capaci, in quanto tali, di proiettare davvero le aziende nel futuro).

Le aziende, in altre parole, dovevano sì continuare a crescere, ma nella consapevolezza che crescere significava (e significa) anche e soprattutto abbracciare un più moderno e più attuale modello di compliance, che permettesse  (e permetta) di trasformare la compliance stessa in opportunità e l’oggettivo costo della medesima in efficienza.

S’aprì, così, una fase di ripensamento e, in ultima analisi, di ri-organizzazione delle aziende che, per lungo tempo, avevano operato secondo logiche non più attuali e, soprattutto, sulla base di visioni (diventate) distoniche rispetto all’intervenuta terza rivoluzione industriale.     

Ma ri-organizzare un’azienda, c’insegnano gli “esperti”, non significa unicamente modificarne la struttura organizzativa – spesso, anzi, accade che, modificandone la sola struttura organizzativa, le performance dell’azienda peggiorino –.

Ri-organizzare un’azienda significa, in primis, essere consapevoli che l’organizzazione aziendale rappresenta una variabile progettabile e pianificabile; e che, vero ciò, già il semplice migliorare il funzionamento interno dell’azienda attraverso l’adozione di modelli organizzativi e gestionali che descrivano, in termini puntuali, compiti e responsabilità, significa migliorarne l’organizzazione. 

Dotare l’azienda di idonei modelli organizzativi e gestionali, infatti, equivale, in ultima analisi, a porre la stessa nelle condizioni di specificare ex ante quali dovranno essere i comportamenti da tenere in relazione a compiti da svolgere e situazioni da affrontare, nonché d’assicurare stabilità nell’esecuzione degli anzidetti compiti.

Il mondo d’oggi è complesso; e più complesso ancora appare in conseguenza dell’emergenza COVID-19 anche e soprattutto nell’ottica d’una ri-partenza – quella legata alla cosiddetta Fase 2 – che certamente sarà difficile.

Anche e soprattutto in quest’ottica, però, è necessario partire dal presupposto – l’unico davvero in linea con l’attualità – che le aziende d’oggi non si possono più limitare a prevenire unicamente i rischi classici – quali sono, a titolo d’esempio, i rischi economico-finanziari, etc. –, ma devono imparare a fotografare e, conseguentemente, a prevenire altresì i rischi legati alla non-compliance normativa.

Anche e soprattutto in quest’ottica, è necessario, insomma, partire dal presupposto che gli oggettivi costi della compliance devono sempre essere posti in costante bilanciamento con gli innegabili benefici propri della stessa in vista dell’anche solo parziale contenimento di tutti i rischi, ivi compresi, come detto, quelli legati alla non-compliance normativa. 

Nella consapevolezza – che è sempre più importante se davvero s’intende fare business nell’”anno che verrà” – che anche i rischi legati alla non-compliance normativa (ben) possono impedire la realizzazione degli obiettivi aziendali.

Nella consapevolezza, in altre parole, che anche la compliance, se correttamente intesa, is business.   

Commenti
    Tags:
    compliancebusiness
    in evidenza
    Tatangelo, bikini fa girare la testa Britney Spears senza il reggiseno

    E Ilary Blasi... FOTO DELLE VIP

    Tatangelo, bikini fa girare la testa
    Britney Spears senza il reggiseno

    i più visti
    in vetrina
    Federica Pellegrini, balletto irresitibile da medaglia d'oro dopo le Olimpiadi

    Federica Pellegrini, balletto irresitibile da medaglia d'oro dopo le Olimpiadi


    casa, immobiliare
    motori
    A luglio i motociclisti italiani in sella per 14mila ore e quasi 8mila km

    A luglio i motociclisti italiani in sella per 14mila ore e quasi 8mila km


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.