I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Compliance café
Smart working: benefici immediati e costi a lungo termine

l dibattito acceso da Covid-19 intorno alle ipotesi di applicazione, anche a lungo termine, dei sistemi di smart working, ripropone il consueto confronto dialettico tra gli entusiasti della rivoluzione digitale ed i nostalgici di un mondo, per così dire, più tradizionale.

Non è facile prendere posizione tra quei due estremi, ma alcune conseguenze dell’informatizzazione di massa sono già evidenti e su di esse una riflessione appare, oggi, più che mai opportuna.

Il tema si presta a qualche parallelismo, soprattutto volgendo lo sguardo al passato.

Come alcuni ricorderanno, il 13 febbraio 2001 entrò in vigore del DPR n.123, grazie al quale fece ingresso nel nostro Ordinamento giuridico il processo civile telematico.

In quel periodo mi capitò di ascoltare, durante un convegno, l’intervento di un autorevole giurista che si mostrò entusiasta per l’entrata in vigore del PCT. In quell’occasione, il relatore volle rivolgere un commosso pensiero ad un collega tragicamente deceduto a causa di un incidente stradale, mentre si affannava per raggiungere la cancelleria del suo tribunale per depositare un atto in scadenza.

“Mai più file in cancelleria!”, disse con enfasi il collega, riferendosi alla possibilità di depositare gli atti, comodamente dal proprio ufficio, all’interno di un fascicolo immateriale, telematico (a distanza di quasi un ventennio, in realtà, il sistema non è ancora del tutto a regime, ma questa è un’altra storia…).

Quell’intervento mi convinse e fui a dir poco attratto da quel mirabile esempio di tecnologia utilmente prestata alle esigenze dell’uomo.

Dopo molti anni, invece, ho iniziato a nutrire qualche perplessità. A tratti mi pare che l’informatica ci spinga ad andare molto più veloce di prima e non a rallentare, come invece forse dovremmo, i nostri ritmi.

Torno al mondo forense, e a ciò che è successo anche grazie al PCT. 

L’avvocato non perde più mezz’ora di tempo per fare fila in cancelleria, è vero, ma non lavora mezz’ora in meno! Ha semmai mezz’ora in più per svolgere compiti nuovi!

Anziché risparmiare tempo per vivere meglio, ne ha guadagnato per dedicarsi ancora di più al lavoro.

I computer sono in grado di eseguire molte operazioni contemporaneamente, ma l’uomo non è multitasking, anche se sembra ricevere continui stimoli per provare a diventarlo.

Siamo di fronte ad una evoluzione sociale e culturale così rapida da sovvertire spesso gli assunti dei ragionamenti e ribaltare le ipotesi di equilibrio tra innovazione e tutela.

Era solo il 2010 quando Stefano Rodotà introdusse nel dibattito giuridico il tema del “diritto alla connessione”, proponendo di inserire un articolo "21-bis" nella Costituzione della Repubblica al fine di far rientrare l'accesso alla rete quale diritto fondamentale.

Da illuminato giurista qual era, Rodotà si accorse che il pericolo di una rete internet accessibile solo ad alcuni avrebbe acuito pericolose forme di diseguaglianza, in danno di coloro che, privi di risorse, non vi avrebbero potuto accedere.

Quelle riflessioni non hanno ancora trovato una sintesi, ma da qualche tempo l’interesse generale appare rivolto altrove, appunto sul tema dello smart working e di un invocato “diritto alla disconnessione”.

Siamo passati dalla prospettiva di riconoscere il “diritto alla connessione” a quella di introdurre il “diritto alla disconnessione” in meno di un decennio.

Pare proprio, difatti, che lo smart working nasconda le stesse potenziali insidie del processo telematico (e di molte altre promesse di sviluppo digitale). 

Come in molti hanno già sperimentato, dietro alle indiscutibili comodità del lavoro agile si cela il rischio di una potenziale perenne connessione.

Il lavoro è sempre di più qualcosa da fare piuttosto che un luogo in cui andare, ma è davvero un bene che sia così?

Come spesso capita, i vantaggi dell’informatica appaiono enormi ed immediatamente percepibili, mentre i costi, più celati, risultano molto più difficili da misurare.

La letteratura manageriale non nasconde una visione win-win dello smart working, sia per lavoratori che per imprese, ed enfatizza alcuni indubbi vantaggi competitivi: la gestione per risultati, una cultura basata sulla fiducia, alti livelli di autonomia, flessibilità temporale, nuovi strumenti, la riduzione della dipendenza da risorse fisiche e l’apertura continua nei confronti delle prospettive di cambiamento.

Se si riesce, tuttavia, a spingere lo sguardo oltre il bagliore di questi benefici, ciò che si intravede legittima più di un dubbio.

Per i lavoratori in remoto, per esempio, le interazioni con i colleghi si sviluppano in modo sempre più indiretto e formale, le occasioni di incontro e confronto faccia a faccia diminuiscono drasticamente, mentre nel lavoro svolto in solitudine l’individuo rischia di essere risucchiato nel workhaolism, vale a dire nella dipendenza da lavoro, sulla quale la scienza medica ha già sviluppato più di una ricerca.

Lo stesso diritto alla disconnessione, cui prima si accennava e sul quale diversi Paesi stanno legiferando, risulta di difficile tutela se vengono a mancare i confini, fisici e temporali, entro cui si esercita la prestazione lavorativa.

La rivoluzione digitale è, in primo luogo, una rivoluzione mentale. Un cambiamento che abbiamo collettivamente scelto e fortemente voluto, nella speranza di una vita migliore.

Sarebbe semplicemente sciocco mostrarsi scettici di fronte all’informatica, ma non lo è di fronte al nostro modo di interpretarne i benefici ed utilizzarla a nostro – presunto – vantaggio.

La posta in gioco è alta, e dovremo senz’altro stare attenti a non confondere l’urgente con l’importante, il vantaggio immediato con quello a lungo termine e, in definitiva, il vivere con il lasciarsi vivere.

Loading...
Commenti
    Tags:
    smart workinglavoro
    Loading...
    in evidenza
    Diletta Leotta, sirena in mare Lato B e pose zen... Le foto

    Belen, Fico e... Gallery Vip

    Diletta Leotta, sirena in mare
    Lato B e pose zen... Le foto

    i più visti
    in vetrina
    Previsioni meteo settimana: Ferragosto rovente, temperature fino a 40°

    Previsioni meteo settimana: Ferragosto rovente, temperature fino a 40°


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Maserati svela la Ghibli e Quattroporte Trofeo, le più veloci di sempre

    Maserati svela la Ghibli e Quattroporte Trofeo, le più veloci di sempre


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.