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Compliance café
Un caffè con... Carlo Adolfo Porro

Abbiamo il piacere di avere ospite, per il caffè di questa settimana, il professor Carlo Adolfo Porro, da novembre 2019 Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Rettore, in primo luogo grazie infinite per la sua disponibilità. Unimore affronta ormai da mesi una intensa opera di riorganizzazione, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. I temi legati alla compliance sono entrati prepotentemente nell’ordine del giorno di ogni riunione: le procedure atte a salvaguardare la salute sui luoghi di lavoro, la protezione dei dati nella didattica a distanza, i temi legati alla cybersecurity e così via. Questo complicato percorso ha rappresentato, immagino, anche l’occasione per riflettere sull’importanza di istruire professionisti esperti in questi ambiti, dotati di competenze multidisciplinari.

In Ateneo esistono dei percorsi formativi che raccolgono questa sfida?

«Grazie a voi, innanzitutto, per questa occasione di dialogo. Unimore ha istituito diversi percorsi formativi d’avanguardia per andare incontro alle esigenze che ha menzionato. Ad esempio, sul tema della cybersecurity lavora da tempo il Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Sicurezza e Prevenzione dei Rischi (CRIS), fondato dal Prof. Michele Colajanni, che rappresenta un punto di riferimento sul piano non solo nazionale ma anche internazionale. Abbiamo corsi di laurea, master, corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale, non solo in ambito tecnico e informatico, ma anche giuridico e aziendale.  Numerosi sono anche i convegni, i seminari, i workshop dedicati alla cultura digitale e alle trasformazioni che essa genera nei sistemi istituzionali, economici, sociali nonché nell’ambito della salute, con nuove prospettive di indagine anche in tutto l’ambito biomedico. Stiamo inoltre ragionando di nuovi possibili percorsi, in stretto dialogo con il territorio, che intersechino le competenze economiche e quelle giuridiche in tema di nuove tecnologie. Peraltro, la sua figura mi pare un esempio di come questi percorsi producano ragguardevoli risultati: si è occupato dei nostri corsi di Informatica giuridica a Giurisprudenza praticamente a partire dalla loro istituzione, più di vent’anni fa, e poi, grazie ai nostri percorsi formativi, ha affinato le sue competenze in materia di data protection ed è oggi il Responsabile della Protezione dei Dati di Ateneo. Insomma, un buon biglietto da visita a testimonianza di ciò che Unimore può offrire ai professionisti del domani».

Abbiamo parlato spesso su questo blog dell'emergenza dovuta alle misure di contenimento della diffusione della pandemia coronavirus. Questo progetto editoriale è nato proprio durante il cd. lockdown. Come sarà l'università italiana dopo Covid-19?

«È una previsione ancora difficile da mettere a fuoco. Tuttavia è ragionevole ipotizzare che lo sforzo che stiamo compiendo nel dotarci di infrastrutture tecnologiche all’avanguardia ci consentirà di uscire dall’emergenza ancora più strutturati e competitivi».

Tra le tante che sicuramente vi impegnano, qual è la preoccupazione più grande del momento?

«Ovviamente l’organizzazione della didattica. L’attuale situazione epidemiologica consente di prevedere, nel pieno rispetto della sicurezza di tutti, una graduale e progressiva ripresa in presenza di sempre più numerose attività. È molto importante per noi realizzare momenti di accoglienza per le nuove matricole mediante incontri in presenza che si integrino con le attività in modalità mista o a distanza e su questo stiamo lavorando molto. Di primaria importanza è, al contempo, aumentare momenti di interazione tra docenti e discenti degli anni successivi al primo, caratteristica fondamentale per la qualità di un percorso formativo universitario. A tal fine stiamo aumentando significativamente anche il numero dei tutor per attività integrative in ogni corso di laurea».

L’ateneo che guida ha posto molta attenzione al tema della sicurezza, quali sono le linee guida della ripresa delle attività?

«Secondo le linee guida diramate all’Ateneo lo scorso 28 agosto, per l’A.A. 2020/2021 adotteremo una modalità di didattica mista, in cui aumenterà progressivamente il peso delle attività in presenza. Per quanto riguarda il primo semestre, saranno svolte in presenza le  attività didattiche individuali o a piccoli gruppi, quali ad esempio attività di laboratorio, tirocinio, le esercitazioni e le attività esperienziali, la didattica post-laurea e le attività seminariali post-laurea, il ricevimento degli studenti o altre attività necessarie al conseguimento degli obiettivi formativi, predisponendo adeguati interventi relativi alla logistica e sistemi di turnazione al fine di assicurare il rispetto di tutte le norme di sicurezza. Le lauree della sessione autunnale possono essere svolte in presenza, avendo cura di organizzare le cerimonie in modo da rispettare i protocolli di sicurezza e impedire gli assembramenti. Abbiamo garantito, già da questo mese, la possibilità di frequentare in presenza le sale di consultazione di tutte le biblioteche dell’Ateneo, previa prenotazione telematica del posto e nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.  Il servizio di prestito bibliotecario – che non è mai stato interrotto neppure nei mesi del lockdown - prosegue, previa prenotazione telematica, nei giorni e negli orari stabiliti».

Le lezioni nel primo semestre si svolgeranno on-line?

«Le lezioni in questo primo semestre saranno, di norma, svolte online, salvaguardando l’inclusione di tutta la comunità studentesca e garantendo parità di trattamento. In tal modo, infatti, tutti e tutte avranno la possibilità di seguire le lezioni anche se non potranno essere presenti fisicamente nelle sedi dell'Ateneo».

Si va però verso una presenza in ateneo sempre maggiore. Un ritorno a quella che in molti hanno definito new normal: come affronterete il secondo semestre?

«Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo hanno deciso la ripresa in presenza di tutte le attività didattiche nel secondo semestre dell’anno accademico 2020/21, con inizio tra l’8 e il 15 marzo 2021, compatibilmente con l’evoluzione del quadro pandemico e sempre nell’ottica di una necessaria contestualizzazione delle scelte con riferimento agli aspetti logistici e organizzativi delle sedi. Verrà comunque garantita la fruibilità delle lezioni anche a distanza per tutti i Corsi e per tutto l’anno accademico 2020/21».

 

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