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Dietro la politica
Regionali, preferenze abolite? Delitto da non compiere

La pandemia sarà la più clamorosa buona o cattiva ragione per migliaia di scelte che istituzioni, aziende e cittadini assumeranno nei prossimi giorni, mesi e anni. Del resto abbiamo accettato nostro malgrado per combattere il virus la privazione della libertà, la privazione della socialità e la privazione del lavoro e quindi siamo pronti a doverci confrontare con tante altre piccole o grandi sottrazioni di normalità nel nome della sicurezza.

Il limite sempre sottile ovviamente starà sempre tra quale sia la reale necessità e quale sia l'opportunità che si coglie per usare l'argomento sicurezza dal contagio per prendere decisioni che in fondo fanno comodo a chi le assume e che senza il virus fossero costituzionalmente, sindacalmente, legalmente e umanamente irricevibili. Giusto per parlare di una cosa che possiamo immaginare possa succedere, come la vedreste se tante aziende per ragioni di sicurezza decidessero di dividere il personale tra quello che può stare in azienda, quello che può rimanere (magari a turni) a casa a lavorare e quello che (per colpa della crisi da covid 19 e in ragione delle norme di sicurezza da covid 19) è in esubero e quindi va licenziato? Vi sembra fantascienza? O è già realtà?

Ecco, nella stessa dimensione delle scelte in nome della sicurezza antico I'd 19 circola da una settimana proprio grazie ad una notizia passata in esclusiva al nostro giornale una notizia che una settimana fa tanti rappresentanti delle istituzioni hanno provato a smentire categoricamente in privato ma che riemerge in pubblico all' inizio di questa prima settimana di fase 2. Proprio in questi giorni da entusiasmo popolare per le riapertura ad una parziale normalità che sembra giustificare tutte le novità e in fondo coprire con le notizie sulla mobilità e i di stanziamenti le banali notiziole della politica che non interessano a nessuno.

Ecco proprio in questo rumore di fondo tra vaccini miracolosi e metropolitane e traffico e parchi aperti in odore di speranza ricompare come voce direttamente dall'interno del Governo una mossa geniale di quelle capolavoro "con la scusa del covid 19". Il titolo è "votiamo per le Regioni a luglio e per garantire la sicurezza in campagna elettorale eliminiamo le preferenze per i consiglieri regionali, così non ci sono rischi di comizi elettorali e assembramenti". Il delitto perfetto.

Come tutti i delitti perfetti in piena luce e con un movente esplicito e apparentemente giustificato da tutti, assunto che i tutti in questo momento sono così distratti da ben altro da cascare potenzialmente nell'equazione "campagna elettorale uguale comizi elettorali uguale assembramenti pericolosi" e "comizi elettorali uguale consiglieri regionali a caccia di preferenze". Messaggi semplici per cittadini legittimamente distratti. Dove il mezzo di distrazione di massa è ovviamente la comunicazione sui rischi del contagio da assembramenti proprio nella mitica fase 2 appena cominciata.

A questo punto l'arma del delitto per togliere ai cittadini la libertà e il potere di scegliere il loro rappresentante in consiglio regionale esprimendo la preferenza è chiara almeno a chi vuole farsi togliere una prima fetta di salame dagli occhi messa ad arte con la confusione voluta del momento. Guardiamo allora il movente reale di questo cattivo pensiero che al momento non e' ancora neanche una proposta scritta. O meglio i moventi. Il primo e' tutto amministrativo e simbolico.

Eliminare nelle Regioni le preferenze per i consiglieri significa rafforzare qualcosa che è già fortissimo sia nelle Regioni che nei Comuni, ovvero la quasi totale autonomia del Governo delle istituzioni rispetto al Parlamento delle stesse che sono i Consigli Regionali e Comunali. Eliminare le preferenze significa togliere peso ai Consiglieri, togliere autorevolezza e rappresentanza di territori e comunità e renderli un numero che sostiene una maggioranza o che partecipa a una minoranza e basta. Non poco. Secondo movente tutto politico partitico.

Come già accaduto in Parlamento dal mitico 2005 con la mossa del Porcellum di Calderoli ben accolto da tutti i partiti e parzialmente modificato (nella forma ma non nella sostanza) dal Rosatellum, l'eliminazione delle preferenze significherebbe la scelta da Roma e dai partiti regionali (se ne avessero la con il telecomando (e non più dai cittadini elettori con il voto) di chi viene eletto e chi no. Un sogno di tutti i partiti nel momento di loro massima debolezza come accadeva quando e' nato il Porcellum e poi c'è stato il Big Bang che ha portato al PD, al PDL e alla nascita di M5S.

E come è oggi, quando tutti i partiti attraversano (compresi i 4 più forti) un momento di transizione verso un luogo indistinto e vengono politicamente e comunicativamente quasi annullati dai sindaci, dai presidenti di regione, dal governo e in piccola parte da assessori e consiglieri agli occhi dei cittadini e dei media e ancora di più attraverso i social. Eliminare le preferenze sarebbe quindi per i partiti il bomba libera tutti che restituirebbe loro potere e protagonismo e in più farebbe un favore gigantesco a presidenti di regione e assessori. Senza parlare del fatto che dopo il parlamento e le regioni a quel punto rimarrebbero solo i comuni con le preferenze per i consiglieri comunali e a quel punto "non c'è due senza tre".

Infine però ci tocca svelare come in tutti i delitti perfetti quale sarebbe l'errore commesso dall'assassino. E non è un errore solo ma sono due. Il primo è quello surreale di attribuire il rischio della generazione di comizi elettorali pericolosamente contagiosi alle campagne dei consiglieri regionali a caccia di preferenze personali, in una ipotesi tutta fantascientifica per cui invece i candidati presidenti delle regioni invece farebbero una campagna elettorale senza mai girare il territorio e soprattutto senza mai chiamare ad ascoltarli più di 20 persone in una piazza. Come dire che per un consigliere regionale la campagna elettorale sarebbe pericolosa per i cittadini perché riunirebbero centinaia di persone mentre il candidato Presidente della Regione farebbe una campagna a zero rischi con pochissime decine di cittadini totalmente disinteressati la Presidente perché interessati solo al Consigliere del territorio. Geniale!

Il secondo errore dei killer che si sono immaginati questo film è che oggi le campagne elettorali si faranno tutte sul territorio come se la pandemia non ci fosse. Come dire che la fase 2 vale per il lavoro, la mobilità, il commercio, il turismo, le visite ai parenti, la sanità, la socialità, lo sport e tutto il resto ma non per le campagne elettorali dei consiglieri regionali. Chi ha inventato questo alibi non legge i giornali, non guarda i social e non capisce o meglio finge di non capire che le campagne elettorali come il resto della vita stanno cambiando velocemente e oggi si stanno costruendo campagne elettorali a bassissimo impatto territoriale e ad altissima azione mediatica e social.

Non è il presente passato della fase 1 ma sarà il presente futuro di fase 2 e fase 3 e forse anche del dopo pandemia, anche per il cambio di socialità che genera questo trauma collettivo e per una nuova modalità di politica più vicina alla gente come persone più che come masse. Quindi ancora di più l'idea grottesca dell'eliminare le preferenze per ridurre i contagi è clamorosamente falsa così come lo era quella di chi le ha tolte in Parlamento sostenendo che riducevano i costi della politica e potenzialmente anche le distorsioni legali per sostenerli. Come se costi e finanziamenti dei costi fossero tutti identificati nel parlamentare che deve conquistare il voto di chi deve scegliere o scrivere il suo nome.

Dopodiché il covid 19 e il panico da pandemia potrebbero anche giustificare tutti i delitti possibili.   Ma almeno adesso ne siamo tutti testimoni consapevoli. E proprio per questo potremmo evitare che si compiano. Che le vittime siano gli elettori privati della libertà e del potere di scegliere chi li rappresenta  o i lavoratori privati del loro lavoro.

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