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Il quadro
Come orientarsi nel codice della crisi e dell’insolvenza

Il 14 febbraio u. s. è stato pubblicato in G. U. il D.Lgs. 14/2019, titolato il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”.

Una riforma sofferta già nella fase preparatoria lo sarà ancor di più nella fase attuativa (L. 155/2017).

In sostanza sono state riorganizzate le procedure concorsuali in base alla giurisprudenza, dottrina e prassi di questi ultimi anni.

Anche la procedura di “sovraindebitamento” ha trovato la giusta collocazione tra le procedure concorsuali.

La novità in assoluto è data dall’inserimento nel “CCII” delle procedure di “allerta” finalizzate a rilevare l’insorgere di una crisi potenziale.

Questi nuovi meccanismi obbligano tutti gli operatori economici ad organizzarsi in modo più puntuale ed essenzialmente adottare misure idonee a prevenire eventuali situazioni di crisi.

Si dice “è meglio prevenire che curare” e in base a questo principio che buona parte della riforma stabilisce i confini entro i quali gli operatori interessati (sia grandi che piccoli) dovranno agire per non trovarsi nei guai.

Diamo inizio oggi ad una rassegna quindicinale che cercherà di chiarire i punti controversi e/o poco chiari della citata riforma.

A prescindere dalla variazione terminologica (non si parla più di fallimento, bensì di liquidazione giudiziale), il legislatore delegato ha operato in modo tale da rendere più efficace e soprattutto più efficiente tutte le procedure concorsuali disciplinate dal decreto citato, nonché (è questa la grande novità) indirizza tutti gli imprenditori, professionisti e operatori in genere ad adottare misure che segnalino l’insorgere di una crisi.

Molti imprenditori ancora oggi viaggiano “a vista” come le caravelle di Cristoforo Colombo, mentre una azienda moderna deve dotarsi di un “cruscotto” per tenere costantemente la giusta direzione di marcia.

E’ opinione diffusa assai che nel territorio italiano tutto quello che è facoltativo può anche non farsi, indipendentemente se la mancata attuazione espone a rischi notevoli.

Gli operatori che inizialmente hanno reagito malamente alla notizia della promulgazione della riforma, dopo una più attenta riflessione hanno compreso che dotarsi di un idoneo assetto organizzativo consente di monitorare costantemente la “continuità aziendale”, nonché di diminuire la percentuale dei crediti insoluti per le vendite effettuate ai propri clienti che viaggiano “a vista”.

DOVREMO PARLARE TUTTI UN DIVERSO LINGUAGGIO.

Quale è l’ambito di applicazione della norma?

Il codice disciplina le situazioni di crisi o insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, ovvero imprenditore che eserciti, anche non a fini di lucro, un’attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato e degli enti pubblici.

Cosa deve intendersi per crisi?

“Crisi” è lo stato di difficoltà economico-finanziaria.

Questi sono i concetti di partenza a cui segue l’elemento temporale e cioè se la “crisi” è solo una possibilità futura, oppure si è già manifestata o ancora ha prodotto i suoi effetti tanto da indurre i soggetti interessati ad agire per la tutela dei propri interessi.

Non tutti gli articoli della riforma entrano in vigore contemporaneamente; pertanto inizialmente saranno trattati gli argomenti che sono entrati in vigore il 16 marzo scorso.

Questa primo contatto con i lettori si chiude con una novità strepitosa.

L’art. 283 del citato decreto “debitore incapiente” stabilisce che il debitore persona fisica “meritevole”, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all'esdebitazione solo per una volta.

E’ previsto qualche obbligo e/o limitazione, ma in sostanza il legislatore ha inteso aiutare il debitore persona fisica “meritevole” che, pur non potendo offrire ai propri creditori alcunché, gli permette di liberarsi del gravame di tutti i debiti con la procedura di “esdebitazione”.

E’ un atto di giustizia verso chi merita ma che è stato sfortunato.

L’art. 283 entrerà in vigore il 14 agosto 2020.

Potete inviare i vostri quesiti al seguente indirizzo angelo@andriuloweb.it

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