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Il cruscotto
L'USURA E IL CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA E DELL'INSOLVENZA

L’USURA E IL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELLA INSOLVENZA (CCII)

COSA E' L'USURA?

Angelo2
 

L'usura è il reato che consuma colui il quale, approfittando del bisogno di denaro di un altro soggetto, effettua un prestito a un tasso d'interesse superiore a quello massimo previsto dalle leggi in materia.

Le già critiche condizioni economiche-finanziarie sia di molte aziende (crisi italiana di questo ultimo decennio + eccessiva pressione fiscale) sia delle famiglie (disoccupazione, disagi sociali, ecc. – vedi articolo del 6/4/20 – LA FAMIGLIA E IL CCII) si sono aggravate a causa della pandemia in atto e lascia prevedere una maggiore diffusione di questo disgustoso e criminale fenomeno.

E' lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella [Roma, 10 apr. (askanews)], nel messaggio al prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia di Stato, per il 168° anniversario della fondazione, che evidenzia:

"Vanno contrastati con il massimo rigore gli odiosi fenomeni dell'usura, delle truffe agli anziani e ai soggetti più deboli, dell'accaparramento di risorse, dello sfruttamento del lavoro, così come, su più ampia scala, gli illeciti interessi della criminalità organizzata che attentano alla libertà d'impresa e alla legalità delle attività economiche".

L'usura trova il suo habitat in ogni attività umana e interessa tanto il mondo aziendale, quanto quello delle famiglie e di ogni singolo individuo.

Vignetta20aprile
 

Sull’argomento riporto il pensiero della Dott.ssa Eugenia Pontassuglia, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e antiterrorismo (DNA):

I riflettori che in questi giorni si sono accesi sulla minaccia rappresentata dall’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’economia legale e, in particolare, dell’imprenditoria, impongono di confrontarsi con l’ulteriore emergenza rappresentata dalla possibile espansione del fenomeno usurario in danno di persone fisiche e dei loro nuclei familiari.

Nonostante la scarsità delle denunce non consenta di avere una visione attendibile della realtà, recenti sondaggi attestano che il numero delle famiglie esposte all’usura è in continua espansione ed è, purtroppo, destinato a crescere; le misure che sono state varate per fronteggiare la pandemia incideranno pesantemente sul tessuto economico e sociale aggravando, soprattutto nelle regioni dell’Italia meridionale, endemiche situazioni di crisi fino ad oggi affrontate ricorrendo a forme di lavoro precario o sommerso.”

L’asfissiante pressione fiscale, che stritola le aziende, e la mancanza di posti di lavoro, che spinge i cittadini a “tentare la fortuna” ricorrendo al gioco d’azzardo, rende la situazione assai critica.

In merito a ciò si è espresso l’Avv. Attilio Simeone, Coordinatore Nazionale “Insieme contro l’azzardo”:

“Mentre per le imprese il ricorso all’usuraio è determinato dall’eccessivo carico fiscale e del costo del lavoro oltre ad un sistema Paese non competitivo sul piano globalizzato, per le famiglie il gioco d’azzardo costituisce una delle principali cause del ricorso al prestito usuraio. Numeri alla mano, per le famiglie il 50% dell’usura è determinata dai debiti contratti per il gioco d’azzardo. Aumentando le occasioni di dissipazione del reddito, si pone come fondamentale il rifinanziamento costante del Fondo di Prevenzione ex art. 15 L. 108/1996. Il Parlamento si appresta a discutere tre emendamenti fortemente voluti dalle Fondazioni Antiusura in Italia.

La chiusura obbligatoria della maggior parte delle attività ha rappresentato vuoi per molte aziende vuoi per molti cittadini “l’esaurimento” dell’unico mezzo di sostentamento.

Mons. Alberto D’Urso – Presidente Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II sull’argomento evidenzia:

“La pandemia da corona virus produce effetti multipli sanitari, economici e sociali. Trasforma e forma nuovi modelli di comportamento in ogni ambito del tessuto socio-economico del Paese. Sta emergendo quella zona grigia e sommersa, fatta di lavoratori precari, a nero, che riusciva seppure alle soglie della povertà a procurarsi il minimo per vivere, insiemi a tanti disoccupati. Una marea di persone che di colpo si trova senza un minimo di risorse per vivere, per pagare le utenze, le rate dei mutui per la casa. Un esercito di invisibili che andrà a cercare prestiti e protezione alla criminalità organizzata, se il Governo continuerà ad occuparsi solo di imprese, piccole o grandi che siano, e professionisti. Per tali ragioni la Consulta Nazionale Antiusura ha chiesto al Presidente del Consiglio Conte affinchè il Decreto “Salva Italia" modifichi i criteri di accesso al Fondo di Solidarietà per le vittime di usura, di cui all’art. 14 della legge 108/1996, estendendolo anche alle famiglie, a tutte le persone fisiche vittime dell’odioso reato dell’usura.

Altro aspetto da attenzionare: la comunicazione del fenomeno dell’usura e le misure di contenimento della pandemia.

La Dott.ssa Michela Di Trani - Addetto stampa Consulta Nazionale Antiusura e autrice del libro edito dalla San Paolo “IL RISCATTO. FUORI DAL TUNNEL DELL’USURA” sull’argomento ha esplicitato:

“Sono giornate complicate per chi fa comunicazione in questo periodo, schiacciato tra le restrizioni che impongono la pandemia e la necessità di continuare a comunicare un fenomeno, che per sua natura è complicato da comunicare, darne informazione, qual è l’usura. Da una parte, le stesse vittime prima di comprendere a pieno la trappola in molti casi mortale in cui sono finiti, chiamano l’usuraio benefattore. Molti usurati, solo quando giunti allo stremo delle forze psichiche e fisiche, si rendono conto, aiutati dalle forze dell’ordine e dalle Fondazioni Antiusura, di avere a che fare con un reato che annienta la persona anche nella sua dignità. Dall’altra, il fenomeno per sua natura è sommerso, si muove in silenzio, spesso è connesso a organizzazioni criminali per il riciclo di denaro proveniente da attività illecite, durante le crisi si insinua nel tessuto socio-economico in maniera esponenziale. È proprio come il covid 19, è invisibile, ma miete vittime, bisogna bloccarla sul nascere, poi potrebbe essere troppo tardi.”

Concludo con la seguente considerazione.

E’ indiscutibile che il fenomeno dell’usura è destinato a crescere senza una adeguata “lotta” al crimine organizzato.

In primis occorrerà progettare e programmare un piano industriale nazionale a medio/lungo periodo che indichi le vie di sviluppo per i prossimi anni.

Solo in questo modo potranno crearsi nuovi posti di lavoro e sviluppo sociale.

In concomitanza bisognerà diminuire la pressione fiscale e soprattutto riportare nella giusta misura la “burocrazia” che, ai miei occhi, produce gli stessi danni dell’usura.

Non è più possibile “vivere alla giornata”.

I cittadini hanno necessità di ritrovare fiducia e speranza di una vita migliore per se stessi e per i loro figli.

Ovviamente, nelle more, bisognerà supportare tutte le persone fisiche e giuridiche con l'assistenza che la situazione richiede.

Chiudo esortando “gli indebitati per usura + altro”, in caso di ricorso ad una delle procedure previste dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (che viene interessato indirettamente dal fenomeno in trattazione), se non hanno proceduto almeno a denunciare “l’usura subita” nei modi e termini che la legislazione in materia prevede, è assai difficile che le citate procedure si concludano con esito positivo.

Per completezza di discorso, fino a quando non diventerà interamente operativo il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D. Lgs 14/19), (la maggior parte degli articoli in esso contenuto entreranno in vigore il 1° settembre 2021), restano operativi:

  • regio decreto 16 marzo 1942 nr. 267 (legge fallimentare);
  • legge 27 gennaio 2012 nr. 3 (sovraindebitamento).

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

 

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