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Il cruscotto
Il cruscotto - Codice della crisi: SEI ADEGUATO?????????

SEI ADEGUATO???????????

Le molteplici e confusionarie novità legislative di questo ultimo anno hanno creato nelle coscienze degli operatori economici un tale avvilimento che, in alcuni casi, è sfociato in una depressione morale e psichica.

Tra i tanti quesiti che vengono sottoposti alla mia attenzione uno in particolare si ripete con maggiore assiduità: “il significato di adeguatezza” previsto dall’art. 2086 c.c. così come modificato dall’art. 375 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII).

In tutti gli altri articoli da me editi, la vignetta di riferimento ha rappresentato una sorta di ironia relativamente l’argomento in trattazione, oggi, invece, voglio partire dalla vignetta per giungere al tema in questione.

 

adeguato vignetta 1 marzo 2021
 

 

L’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società che amministri e adeguato?

(La domanda è rivolta ad ogni amministratore di società)

Per memoria: art. 375 CCII:

1. La rubrica dell’articolo 2086 del codice civile è sostituita dalla seguente: «Gestione dell’impresa».

2. All’articolo 2086 del codice civile, dopo il primo comma è aggiunto il seguente:

«L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale».

Giova ricordare che il concetto di “adeguatezza” non è stato definito dal legislatore e la norma si limita a individuare dei criteri di massima tenendo come riferimento la natura e le dimensioni dell’impresa senza che vengono rappresentati modelli specifici.

Già prima del CCII particolari settori quali “la sicurezza sul lavoro, l’ambiente, il riciclaggio, particolari reati, ecc.” erano disciplinati da apposite norme a tutela dei soci e dei creditori, ora, invece, la disposizione coinvolge nel suo insieme l’assetto ORGANIZZATIVO, AMMINISTRATIVO E CONTABILE.

In parole povere le misure da adottare sono lasciate alla discrezionalità dell’organo amministrativo senza che nessuno possa interferire su tale discrezionalità (a parte i casi previsti dalla legge) ma, se a consuntivo la società dovesse subire un danno, la discrezionalità in argomento si ritorce contro lo stesso organo amministrativo.

Come ho già fatto in passato, ho sentito il dovere di acquisire l’autorevole e indiscusso pensiero del Dr. Sandro SPELLA da Pescara, “Dottore Commercialista e Revisore legale – relatore in materia di collegi sindacali e di revisore di enti pubblici e privati nonché di organi di revisione degli enti locali e di modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al D. Lgs nr. 231/01 – docente IPSOA” (già ospite di questo blog), profondo conoscitore dell’argomento in trattazione al quale potete anche rivolgere i Vostri dubbi: sandro.spella@studiospella.com

D - Gent.mo dr Sandro Spella, l’art. 2086 del codice civile obbliga gli imprenditori sia che operino in forma societaria sia in forma collettiva ad istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale. Cosa dobbiamo intendere per “adeguato”?

R - Se cercassimo in un dizionario il significato del termine adeguato, esso ci direbbe che è un sostantivo maschile con il quale si indica, in contabilità, una prestazione equivalente a un insieme di più prestazioni, ma è anche un aggettivo con il significato di proporzionato, conveniente, giusto, conforme alle necessità, adatto a determinate esigenze o situazioni. Orbene, è proprio in quest’ultima accezione che deve intendersi il termine adeguato nell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile. In altre parole, il sistema organizzativo, amministrativo e contabile di un’impresa deve essere adatto alle esigenze dell’impresa stessa.

D - Come si può capire quando il sistema organizzativo amministrativo e contabile di un’impresa è adatto alle esigenze dell’impresa stessa?

R - Provi ad immaginare di essere un amministratore e se risponde positivamente a queste domande è già sulla buona strada. Ha un progetto o un programma di quello che desidera vendere o produrre nei prossimi 12 mesi? Ha illustrato e condiviso con i suoi collaboratori il progetto? Ha impartito ordini o disposizioni su come svolgere il programma? Vi è qualcuno che monitora l’andamento per rilevare gli scostamenti? Ha messo su un sistema o un team per valutare gli scostamenti ed elaborare un piano B? Soprattutto, riesce ad ottenere tutte le informazioni per elaborare, monitorare e valutare l’andamento di un suo progetto?

D - Allora basta avere un progetto per essere adeguati!

R - No, quello è presente presso la gran parte degli imprenditori. Bisogna ottenere le informazioni per elaborare il progetto, per monitorarlo e per correggerlo in caso di necessità. Quando un aereo decolla ha già definito il piano di volo, il velivolo ha un assetto adeguato per giungere a destinazione e quando esso è in volo fornisce ai piloti tutte le informazioni per monitorare il viaggio e capire se si è nella giusta direzione. Se poi ci si avvicina ad una zona nuvolosa la si conosce in tempo per evitarla o per affrontarla. Questo significa avere un adeguato assetto. In assenza, si decolla ma non si sa se si atterra!

Grazie molte.

C O N C L U S I O N I

La mancanza di specifiche definizioni per i piccoli operatori, già vessati dall’attuale situazione economica finanziaria quale conseguenza della pandemia in corso, potrebbe spingere gli stessi amministratori a agire facendo  “economia” e ciò può rappresentare, a consuntivo, nocumento per l’azienda.

Non ho mai sopportato chi ragiona col senno di poi, come fa il nostro legislatore.

Tutto è bene quel che finisce bene, se invece poi finisce male ……………..

Una riflessione è doverosa: “Per definizione l’uomo non è perfetto, consequenzialmente, anche le decisioni prese dallo stesso sono affette dalla medesima malattia ereditaria.

E’ auspicabile che vengano definite delle linee guida, almeno per le PMI, affinchè queste ultime non si trovino, in caso di crisi, a vedere soccombere il proprio organo amministrativo alle conseguenze ex art. 378 CCII (responsabilità degli amministratori).

Per questo motivo invito tutti gli operatori interessati (o i loro consulenti) ad affrontare l’argomento, anche perché la norma è in vigore sin dal 16 marzo 2019, facendo presente che, per i lettori di questo blog, è stato istituito presso il mio indirizzo un team al quale Vi potete rivolgere e, sottoponendoVi ad uno specifico test, misurare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Vs azienda.

Potete inviare i Vostri quesiti a

angelo@andriuloweb.it

 

 

 

 

 

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    adeguatoadeguatezza2086cciiassetto organizzativo amministrativo contabile375spella
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