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Il cruscotto

VIOLAZIONE ALL’ART.  375 DEL CCII

Angelo2
 

La modifica all’art. 2086 del codice civile prevista nell’art. 375 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) è stato oggetto su questo blog di diversi articoli nel corso dell’anno corrente e di quello passato.

Per memoria, dopo il 1° comma dell’art. 2086 c.c. è stato aggiunto :

“l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

La modifica opera sin dal 16 marzo 2019.

La mancata adozione di quanto previsto dall’articolo appena citato è stata la motivazione alla base di una sentenza emessa dal Tribunale di Milano, sez. imprese B in data 18 ottobre 2019 a carico di un organo amministrativo inadempiente.

Nel caso specifico il tutto era scaturito da una denuncia esperita dal collegio sindacale ex art. 2409 c.c. nei confronti dell’organo amministrativo.

VIOLAZIONE ART375 vignetta 5 ottobre
 

Per motivazioni diverse la maggior parte delle società per azioni già anteriormente al 16 marzo 2019 aveva ottemperato ed anche le società che avevano rapporti con la pubblica amministrazione, in quanto obbligati alla certificazione di qualità.

Alcuni amministratori mi hanno chiesto cosa, operativamente, devono fare.

E’ noto che l’azienda certificata ISO 9001 e simili contempli nella propria certificazione un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e dimensioni dell’azienda di che trattasi.

Le disposizioni legislative non impongono un modello specifico e diversamente non potrebbe essere in quanto ogni azienda è fine a se stessa.

Unica eccezione a questa genericità è disposta “anche in funzione della rilevazione della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

Quindi, qualunque sia il modello predisposto, categoricamente deve essere idoneo anche alla rilevazione della crisi e della eventuale perdita della continuità aziendale.

Su come dovrebbe essere il modello relativo all’adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile, Vi riporto il pensiero del Dott. Sandro Spella da Pescara (che condivido in pieno):

“La legge 231/01 contempla un modello aziendale che risponde in pieno al dettato legislativo in esame.

La necessità e l’opportunità di avere il modello della 231/01, che impone l’organizzazione dell’azione, oltre a tutelare la società delle violazioni della normativa in tema dei reati societari, rispetta anche quanto indicato dall’art. 2086 così modificato.

Quindi, per soddisfare l’obbligo legislativo, il modello comporta necessariamente una organizzazione della società e una analisi dei rischi economici, finanziari e giuridici tale da consentire anche la corretta organizzazione amministrativa e contabile.

Ciò può fungere, altresì, anche alla tempestiva rilevazione della crisi aziendale che può, nella sostanza, minare la continuità aziendale stessa."

Concludo questo articolo esortando gli amministratori a prendere gli opportuni provvedimenti in tempi brevi, in quanto, da un sondaggio da me condotto nel territorio in cui opero, è risultato che questa disposizione nel migliore dei casi è presa “sottogamba”.

Non va dimenticato il disposto dell’art. 378 CCII “responsabilità degli amministratori”.

Stessa raccomandazione rivolgo ai professionisti, associazioni di categoria e quanti altri siano a contatto con imprenditori che operino in forma societaria o collettiva di informare gli stessi e divulgare la conoscenza di questa disposizione legislativa.

Potete inviare i Vostri quesiti a:

angelo@andriuloweb.it

 

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