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Imprese e Professioni
AIME -Imprenditori europei- Osservazioni e proposte a sostegno delle imprese

Nei giorni scorsi la Giunta Regionale Lombarda ha approvato un “Piano Marshall” di tre miliardi di euro per investimenti sul suo territorio, che ricostruiranno e riqualificheranno la Lombardia post Covid-19.

Il progetto di legge prevede una serie di misure finalizzate a fronteggiare l’impatto economico derivante dall’emergenza sanitaria. In particolare, queste misure si traducono in sostegno agli investimenti in quanto “volano” per la ripresa economica, indirizzati principalmente ai seguenti settori: investimenti sanitari, infrastrutture di viabilità, sviluppo sostenibile, dissesto idrogeologico, digitalizzazione.

La Presidenza di AIME, nella giornata di sabato 2 maggio 2020, in videoconferenza, ha incontrato i Consiglieri Regionali Samuele Astuti e Marco Colombo.

Un confronto serrato

Un confronto serrato e ricco di spunti che ha visto l'intervento di numerosi componenti la Presidenza di Aime. Una discussione che ha permesso di evidenziare ai rappresentanti della Regione l'apprezzamento dello sforzo che la stessa ha deciso di compiere ma anche alcune criticità che emergono dalla proposta in discussione nel prossimo Consiglio Regionale. Qui il link al sito AIME.

Le risorse

lucchinaGianni Lucchina

Innanzitutto la suddivisione delle risorse nel triennio: troppe limitate quelle stanziate per il 2020, l'anno dell'emergenza, poi poche le risorse destinate alle imprese. Un provvedimento che fa leva sicuramente su importanti progetti infrastrutturali da realizzare, ma che non garantisce che tali investimenti siano capaci di sostenere l'intero sistema imprese della Lombardia.

"Avremmo preferito un mixer di provvedimenti che poteva tenere assieme questa scelta ma nel contempo destinando maggiori risorse direttamente al sistema economico lombardo così come ha fatto la Regione Piemonte che ha destinato per i piccoli artigiani, professionisti (bar, parrucchieri ecc.)  un bonus da oltre 2.500 euro" dichiara il segtetario generale di AIME Gianni Lucchina.

Le proposte

Aime, in quanto associazione, mediatrice e collettrice delle istanze di imprenditorialità, propone le seguenti implementazione di merito:

L’ articolo 1 prevede specificamente misure di sostegno agli investimenti e allo sviluppo infrastrutturale per il quali al comma 1 è autorizzata la spesa complessiva di euro 3.000.000.000,00 di cui euro 83.000.000,00 nel 2020, euro 2.787.000.000,00 nel 2021 ed euro 130.000.000,00 nel 2022. Trattandosi di misure di sostegno è necessario un’iniezione di liquidità ed investimenti urgenti che abbiano maggiore autorizzazione alla spesa già a far tempo dal 2020.

Il progetto di legge si finanzia interamente a debito ma la maggior parte di esso è concentrato con misure a partire dal 2021. Le imprese non possono aspettare il 2021: si propone di iniziare a finanziare le prime misure di sostegno con somme a disposizione.Il comma 3 stabilisce che euro 400.000.000,00 sono destinati agli enti locali. Il comma 4 destina, nell’ambito dei 400 mln di euro, di cui al comma 3, euro 51.350.000,00 alle province e alla Città Metropolitane per la realizzazione di opere connesse alla viabilità e strade e all’edilizia scolastica. La giunta provvede con proprio atto alla definizione di criteri e modalità per l’assegnazione delle risorse alle stesse.

Dato che gli enti locali conoscono più da vicino le necessità dei propri territori, si propone di elevare il gettito a disposizione degli enti locali da 400 mln ad almeno il doppio. In buona sostanza è necessario incrementare l’importo stabilito per ogni abitante da circa 25/30 euro pro-capite (in relazione alla dimensione della propria città) ad almeno una media di €/abitante di 50,00. In considerazione delle difficoltà economiche dei comuni e soprattutto del fatto che oramai i bilanci comunali sono stati già approvati, è necessario finanziare anche l’elaborazione delle progettualità altrimenti difficilmente potranno partire i lavori, oppure partiranno lavori di sola manutenzione straordinaria, che sono certamente importanti, ma non in grado di apportare qualità aggiuntiva.L’assegnazione delle risorse ai Comuni avviene in base alla classe di popolazione e secondo i criteri individuati al comma 6.

Le somme destinate ai comuni fin dal 2020 sono solo euro 69.730.000,00, si propone di destinare una quota parte di quelle somme alla revisione dei piani di governo del territorio in quanto la città futura va interamente ripensata, un’attenzione particolare va posta alle reti tra comuni. Occorrono nuovi modelli urbani ed investimenti più mirati al welfare territoriale.I territori devo maggiormente essere rivalutati attraverso l’invito ad una progettualità integrata con i territori circostanti e con la città metropolitana. È necessario investire per riconvertire potenzialità Il comma 6 pone come termine di inizio dei lavori per l’avvio delle opere pubbliche entro il 31/10/2020 pena la decadenza dei contributi. Si propone di posticipare questo termine al 31/12/2020 così da favorire anche l’avvio di progetti di qualità . Si pensi alla mobilità green, piste ciclabili, la necessità di coinvolgere più enti sul medesimo progetto. 

Non ultimo gli interventi su beni tutelati che richiedono iter ancor più lunghi, penalizzando l’avvio delle opere.Il comma 7 stabilisce che dei 3 mld disponibili la restante somma pari ad euro 2.600.000.000,00, è destinata a sostegno degli investimenti regionali; a sua volta euro 2.470.000.000,00 implementeranno nell’anno 2021 il fondo denominato “Interventi per la ripresa economica” mentre la restante la somma di euro 130.000.000,00 è stanziata per l’anno 2022 al titolo 2 del bilancio regionale sulle missioni e programmi individuati.

Se l’investimento di €. 400.000.000 milioni per i comuni può dare risposta all’emergenza, lo stanziamento di 2,6 miliardi di euro che rimane nella disponibilità della regione, di cui €. 2.470.000.000 nel bilancio 2021, vada a finanziare il rinnovamento sostenibile del territorio lombardo per far sì che oltre ai debiti si lascino alle nuove generazioni il sogno di un territorio migliore.      

Dato inoltre che si evidenziano delle sensibilità di merito, che trascendono lo spirito della legge in senso stretto, ma sono altrettante considerazioni valide degli associati di Aime. Proponiamo dunque una serie di interventi e tematiche che i legislatori regionali e i destinatari dei fondi, vorremmo tenessero in considerazione nelle modalità concrete di erogazione di questi 3.000.000.000:

COMMERCIO/RISTORAZIONE E TURISMO

Misure concrete di informazione e assistenza amministrativa, anche nell’integrazione salariale, della cassa integrazione straordinaria erogabile in seguito ai DPCM ministeriali anche in deroga;
Assistenza e formazione volta alla gestione ordinata del personale e del suo impiego eterogeneo durante la settimana di lavoro, anche nella turnazione;
Fronteggiare l’esubero del personale dovuto alle restrizioni e/o limitazioni governative, con ausili aggiuntivi concreti da parte di Regione Lombardia;
Azioni, anche a fondo perduto, per fronteggiare l’esigenza di messa in sicurezza dei locali pubblici (ad esempio: eventuali protezioni di plexiglass, separè) e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale sanitari che il commerciale e/o imprenditore deve necessariamente erogare al cliente per poter svolgere la sua prestazione;
Contributi informativi, formativi ed economici per fronteggiare le misure richieste in merito alle eventuali sanificazioni degli spazi commerciali. A tal punto, si chiede la possibilità di calmierare eventuali costi di sanificazioni specifiche;
Strategie di defiscalizzazione e compensazione contributiva per tutti quegli esercizi commerciali, che non essendo beni di prima necessità, nonostante le eventuali riaperture saranno oggetto conseguente alla crisi economica e di turismo;
Nei mercati scoperti, che vedono nel periodo estivo, la loro massima frequentazione e conseguente fatturato degli attori, contributi volti al ritardo e/o eventuale sospensione dei costi di affitto dello spazio (Soldi da Regione Lombardia ai Comuni);
Stimolare la rimodulazione di soluzioni commerciali al fine di non disperdere del tutto i ricavi economici conseguenti all’indotto degli eventi culturali e gastronomici sui nostri territori varesotti;
Con il lockdown dei voli aerei, e degli spostamenti di piacere, tra Stati, e all’interno dello stesso Paese, si riscontra un settore ad alto rischio di liquidità: gli albergatori. A loro che vedranno mancare pernottamenti, chiediamo ausili sul fronte sanificazione delle stanze dopo eventuali rimanenze della clientela; 

AGROALIMENTARE

Si rincontrerà prossimamente una crisi commerciali di molti produttori locali, che fanno della loro forza la particolarità il territorio a discapito della grande distribuzione. Spesso parliamo di agricoltori che non hanno capacità informatiche e sono abituati ad una vendita legata al commercio del turismo e degli eventi pubblici. Per tutti questi si richiede un’attenzione nel ri-posizionamento sul mercato online, e/o bandi volti alla costruzione di piattaforme che costruiscono comunicazione tra il produttore e l’utente finale; 

PALESTRE, CENTRI BENESSERI, AMBULATORI PRIVATI

Un piano serio di riconversione, almeno durante il periodo estivo delle attività sportive non agonistiche. Qualora fosse possibile, interventi decisi per la riconversione della medesima società ad attività all’aperto;
Formazione e risorse per la valutazione e il conseguente utilizzo di guanti monouso e mascherine, o qualsiasi altro dispositivo necessario, per delle riaperture in sicurezza, almeno parziali di queste attività; 

IMPRESE ARTIGIANE, E MEDIO-PICCOLE

Un aiuto serio per l’accesso al credito: già camera di commercio ha dimostrato, con la vostra disponibilità regionale, di aumentare la platea dei fruitori di prestiti con minor garanzie possibili. Bisogna fare ancora di più per sburocratizzare i processi creditizi: spesso sono deterrenti i sovra costi dovuti dall’istruzione della pratica;
Sostegno incondizionato nell’approvvigionamento all’azienda dei dispositivi di protezione. Non è pensabile che un imprenditore occupi diverse ore settimanale di un dipendente per rifornire e ordinare mascherine, guanti etc;
Denaro a fondo perduto e/o da co-finanziare per l’approvvigionamento di mezzi informatici all’avanguardia per l’implementazione del lavoro agile: non solo PC, anche software hardware quali VPN efficienti, Cloud, pacchetti informatici di vario genere;
Un’effettiva legislazione e implementazione del controllo dello smartworking, l’imprenditore deve poter valutare se effettivamente il dipendente che lavora a distanza sta svolgendo la sua attività, e il dipendente d’altro canto deve poter dimostrare di aver lavorato anche più delle 8 ore previste (es. sistema di timbratura e valutazione della performance online);

IMPRESE MEDIO-GRANDI

Protocolli certi tra tutte le parti sociali per poter distribuire lavoro in maniera omogenea. Non è pensabile che il lavoro sia discontinuo per la paura da contagio. Si chiedono norme di comportamenti su orari e distanziamenti chiare ma durature;
Per tutti i lavoratori, che in queste settimane, prestando loro servizio continuativo si espongono in maniera chiara al rischio di contagio, una defiscalizzazione della tassazione contributiva regionale; 

CONSULENTI, PARTITE IVA, PROFESSIONISTI ANCHE ISCRITTI ALLE CASSE PROFESSIONALI

Partendo dal presupposto che ci sono delle differenze quantitative e qualitative tra i vari albi e casse professionali, si registrano, e si presumono nei prossimi mesi cali notevoli di fatturato per alcuni settori specifici (ad esempio consulenza gestionale, software. Nel settore edilizio, la crisi di liquidità porterà conseguente crisi tra geometri, architetti, mediazione etc) un’integrazione di reddito per tutti coloro che aldilà dei 600 euro lordi, che lo Stato ha messo a disposizione mezzo INPS, non avranno altre risorse;
Si richiede di valutare contributi a fondo perduto e uno sgravio notevole fiscale per l’acquisto di mezzi informatici avanzati (hardware e software e servizi di connessione, come nuovi software avanzati di progettazione e gestionali) per poter continuare a lavorare on line a distanza senza presenza fisica dai loro clienti;
Si richiede di valutare una maggiore, se non totale, detrazione fiscale dei mezzi utilizzati dai liberi professionisti, anche iscritti alle casse private professionali, delle spese di beni, mezzi e servizi, in particolare anche dove adesso esistono ancora particolare restrizioni (ad es. automobile e servizi affini, riparazioni) così come di altri acquisti funzionali;
Si richiedono eventuali contributi per l’acquisto e la dotazione dei DPI, oltre che per la risistemazione e ristrutturazione dei propri immobili, spazi e locali per adattarli meglio ad una maggiore fruizione dovuta ai cambiamenti portati dall’emergenza Covid 19;Si richiede di valutare contributi a fondo perduto e uno sgravio notevole fiscale per corsi professionali avanzati nel settore della formazione verso la digitalizzazione avanzata, sia di tipo connettivo relazionale, sia per nuovi metodi di progettazione e di utilizzo di sofware, sia per metodi e software gestionali.

 

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