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Imprese e Professioni
Guerra tariffaria globale e Brexit. Convegno Consulta Esperti per l'Italia

Presso gli accoglienti saloni di Palazzo Schuster a Milano la “Consulta degli Esperti per l’Italia” presieduta da Maurizio Bernardo ha discusso con impegno sul tema “Guerra tariffaria globale e Brexit”.

IL DOPO BREXIT

Maurizio Bernardo ha affrontato il tema degli scenari geopolitici con cui dovremo probabilmente convivere dopo la Brexit, con particolare riferimento alla situazione italiana. La tavola rotonda, composta da personalità della società civile con alti profili professionali, alla quale hanno preso parte i membri della Consulta degli Esperti per l’Italia presieduta da Maurizio Bernardo, ha dibattuto con sintesi ed efficacia gli aspetti più significativi del tema del convegno.

MAURIZIO BERNARDO

La Consulta degli Esperti per l’Italia è un’associazione di esperti, ancor meglio, una rete che ha per obiettivo di fare sistema: Maurizio Bernardo sottolinea, nel suo discorso di apertura, come non sia un caso che il convegno si svolga in una sala della Diocesi di Milano: è un'opportunità per  dare un messaggio culturale a persone che fanno sì mestieri diversi, ma che porteranno un contenuto univoco caratterizzato da un evidente filo logico.

UN BEL SUCCESSO

Maurizio Bernardo2Maurizio Bernardo

Al termine dell'evento , di cui tracceremo ora i punti salienti, Maurizio Bernardo ci ha dichiarato: "E' stato un bel successo e voglio ringraziare i relatori e coloro che erano presenti, anche tanta gente nuova. Il Sottosegretario Scalfarotto mi è parso veramente molto bravo: ho apprezzato la qualità del suo intervento!

I prossimi appuntamenti saranno dedicati a diversi argomenti: Economia e Salute, Infrastrutture ed Ambiente, Fashion e Arte-cultura. Due membri del Governo hanno già dato la loro disponibilità a partecipare in Gennaio o Febbraio. Un sentito  grazie a Massimo Achini per la splendida location messa a disposizione, Palazzo Shuster, densa di significato anche culturale per le nostre radici!"

GLI INTERVENTI DEI RELATORI

Ricaviamo dai nostri appunti i tratti salienti degli altri interventi durante il Convegno. Alleghiamo via via che si rendono disponibili anche brevi interviste video che abbiamo registrato nel corso della giornata. Ringraziamo Francesca Lovatelli che ha condotto con la sua grande professionalità le riprese.

Roberto Calugi direttore generale FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. "La Brexit nel caso di un'uscita del Regno Unito senza accordo pone sfide differenti per i diversi comparti dell'export italiano in relazione all’importanza che il mercato britannico ha in ciascun settore e al rischio legato all'introduzione di dazi e tariffe. I più a rischio sono l'agroalimentare e quello di vini e bevande alcoliche. Altro tema è il turismo: l’anno scorso gli inglesi sono stati fra i più importanti turisti in Italia."

Luigi Casero ex vice-ministro Economia e Finanze: "Abbiamo vissuto per anni una globalizzazione spinta, poi siamo passati a un mondo con dazi e Brexit che porta il mondo indietro di anni. Trump ha detto quello che vuole sentirsi dire la popolazione. Anche la Brexit è stata una reazione popolare. Cosa fare? Primo: cercare di alzare il livello culturale del dibattito del Paese, non solo parlare alla pancia della gente Secondo: cercare di capire cosa si possa fare di utile per il nostro Paese. Per esempio sfruttare la situazione e trovare .alcune norme attrattive per alcune imprese che vengono via da Londra".

Silvia Rovere AD Morgan Stanley. "La politica monetaria di Draghi purtroppo ha esaurito le sue armi: senza adeguati stimoli di scambi non sarà facile ottenere risultati, lo spettro continuerà ad affliggerci. I dazi stanno preoccupando i tedeschi. Oltre all’Europa economica bisogna pensare all’Europa sociale, cominciare a fare delle cose per le persone. Comunque la Brexit non è data come scontata. Sono passati più di 3 anni da quando si è tenuto il referendum (era il 23 giugno 2016) con cui l‘Inghilterra e il resto dello United Kingdom ha deciso di uscire dall’UE, ma ancora non si è arrivati a una soluzione definitiva, tanto che la Brexit è stata rimandata al 31 gennaio 2020.  Il no-deal creerebbe uno scenario particolarmente impegnativo per entrambe le parti. Per l’Italia è importante riflettere perché la competizione a livello europeo è di secondo livello e le global city come Milano andranno a competere". 

Salvatore Stivala, diritto societario e ambiente. "Ci sono investimenti ambientali che si potrebbero fare. Lo sviluppo sostenibile viene magnificato, ma bisogna investire in eco-innovazione. Importante lo sviluppo della normativa fiscale e prevedere incentivi di ordine economico, che oggi non ci sono, per l’innovazione: non si può essere nell’era digitale e subire una condizione di non evoluzione perché per fare impresa ci vuole una fiscalità adeguata, una legislazione esclusiva".

Antonio Tomassini partner DLA Piper. "La consulta propone di farsi portatrice di idee concrete. Nel mio ambito la mia idea, ma anche di accademici e professionisti, è di aprire l’Italia alle multinazionali. Poi un pacchetto di incentivi per i rimpatriati: agevoliamo chi decide venire in Italia con incentivi fiscali per le aziende. Il primo messaggio dovrebbe essere: vieni in Italia, ti siedi con l’agenzia delle entrate stringi la mano al funzionario, trova un'agenzia delle entrate collaborativa. Altri temi: l'Irap (deduzione degli interessi passivi), agevolazione sui dividendi distribuiti fuori dall’Italia. Ripetiamo per quanto è stato fatto di buono all’estero per i rimpatriati. Es. Olanda: nell’era Brexit ha attratto capitali con una regola adeguata sul livello societario".

Achille Gennarelli JP Morgan. "È necessario stimolare la crescita economica, ma il denaro deve circolare come il sangue circola nelle vene La Brexit non era prevedibile come l’elezione di Trump. Viviamo in un momento turbolento un rischio per alcuni Paesi, ma un’opportunità per altri , noi dovremmo usare bene le norme. Norme semplici e chiare per attrarre investimenti e per  dare un’idea di stabilità migliore. La capacità di attrarre persone e aziende norme per generare investimenti dall’estero nel mondo c’è una grande quantità di denaro che non sa dove andare".

Cetti Galante AD Indoo. "La Brexit apre tantissime opportunità al nostro Paese se solo ci rendessimo attrattivi: l’Inghilterra era un’attrattiva per la micro imprenditorialità. Noi abbiamo delle eccellenze a livello europeo: ci vorrebbe una normativa più favorevole. Una bella fetta di italiani lavora in Inghilterra. In Europa e in Italia sono migliaia le posizioni scoperte di lavoratori. Serve proattività nel campo lavoro, l'Italia ha avuto una buona spinta con il governo Renzi poi ha avuto con gli altri governi un blocco. Va investito di più sulla politica attiva. Il reddito di cittadinanza è una politica passiva".

Stefania Bariatti studio Chiomenti. "Siamo di fronte a un insieme di eventi negativi che ci fanno sperare poco. Cosa possono fare le banche? La situazione è difficile e aumentano le difficoltà dei clienti. Procedure d’allerta sugli elementi di difficoltà. Rigidità delle regole bancarie sulla concessione di prestiti".

franci scalfaFrancesca Lovatelli e Ivan Scalfarotto(ph. credit: Greta V. Galimberti)
 

Ivan Scalfarotto sottosegretario Ministero degli Esteri. "Per il Commercio internazionale i dazi hanno il fiato corto, i dazi colpiscono il consumatore. Un Paese come il nostro è il numero 9 delle esportazioni nel mondo, siamo dei geniali trasformatori delle materie prime, la gente vuole fare business con noi. Perché abbiamo una reputazione incredibile all’estero, noi non facciamo mai un sempice prodotto, noi facciamo alta moda, tecnologia, sappiamo trattare con i clienti. Noi siamo bravi a fare le cose con le mani, non a caso il termine "manifattura" deriva da questo. Il commercio internazionale è fondamentale: cito una frase “Dove non passano le merci, passeranno gli eserciti" (frase attribuita all'economista francese del XIX secolo Frederic Bastia).  Quando vendi le tue merci, apri le frontiere alle merci altrui: commercio internazionale significa anche pace. Inoltre si possono attrarre investimenti in Italia quando un’azienda entra nel circuito internazionale: entra aria nuova. No agli investimenti predatori. Gli italiani hanno una grande potenzialità, ma forse questo non è stato comunicato bene. Tutti i governi dovranno ricordarsi che siamo un grande paese esportatore".

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