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Imprese e Professioni
I Millennials e la finanza: qualcosa sta cambiando, in meglio.

I Millennials stanno entrando sul serio nel mondo degli investimenti. E chiedono cambiamenti anche in questo settore, come hanno praticamente chiesto in ogni altro settore. Dalla passione per tutto ciò che è digitale, al desiderio di scegliere da soli i propri investimenti, questi nuovi clienti richiedono alle società di gestione patrimoniale di prepararsi a creare un'esperienza diversa per questa fascia di età. Nel mondo digitale di oggi un'esperienza “client” del genere one-size-fits-all come i calzini sulle bancarelle semplicemente non funziona. I risultati di una ricerca pubblicata su www.accenture.com parlano chiaro.

Anche gli stilisti si affrettano a proporre una moda veloce, spostando i vestiti dalla passerella al punto vendita in pochi giorni, non settimane o mesi. I produttori dei tradizionali notebook vedono i loro profitti scivolare sempre più verso smartphone e altri dispositivi mobili. E i negozi alimentari riempiono gli scaffali con i pasti pronti per una generazione che pensa che cucinare sia solo un curioso passatempo.

MIX DI CONSULENZA
 

Servizi veloci, economici e mobili sono le nuove parole d'ordine. Ma i Millennials li vogliono accompagnati da qualità e personalizzazione. Se ne devono rendere conto i gestori patrimoniali. Nati fra il 1982 e il 1995, i Millennials stanno entrando prepotentemente sulla scena degli investimenti. La buona notizia è che questo scenario offre opportunità alle società di investimento che sappiano padroneggiare un mix di consulenza ibrido. Nonostante la loro dimestichezza con tutto ciò che è digitale, questo gruppo di riferimento, pur esperto di tecnologia, richiederà ancora il tocco umano e le sfumature di consulenza che una macchina non può dare. Così almeno si deduce da una prima lettura dei risultati della ricerca presentata da Accenture.

Velocità, basso costo e mobilità dei robo-advisors permetteranno certamente di costituire una base di partenza per servire al meglio i Millennials: la loro preferenza per le interazioni basate sulla tecnologia porterà le società di gestione patrimoniale verso un futuro ricco di automazione. Ma ricordiamoci, non basterà. Il servizio multi-channel, pubblicizzato come un vantaggio, per alcuni potrebbe trasformarsi in un fastidio, perché complica la vita.

ESPERIENZA SEMPLICE
 

Inoltre i Millennials, più di ogni altro gruppo di età, vedono qualcosa di diverso da un'esperienza semplice e diretta come un ostacolo. Loro vogliono il controllo delle proprie scelte, senza interazioni non richieste con i cosiddetti esperti, in modo da creare la propria esperienza facilmente. Secondo la ricerca pubblicata da Accenture metà dei Millennials vuole poter personalizzare l'aspetto delle loro applicazioni, contro solo il 16% dei Baby Boomers, cioè la generazione che li ha preceduti. Il desiderio di personalizzazione si estende alla ricerca sugli investimenti e ai materiali informativi. Cinque su 10 Millennials amano personalizzare i propri obiettivi, contro solo tre su 10 della Generation X ovvero i Baby Boomers.

ALTERNATIVE DI INVESTIMENTO
 

Quasi la metà dei Millennials (45%) è aperta all'utilizzo di alternative come l'investimento su opzioni Google, dato che sono cresciuti in mezzo a marchi tecnologici innovativi. Ma avranno ancora bisogno di esseri umani per investire in situazioni di vita più complesse. Un robo-advisor non può aiutare i clienti a dominare le emozioni quando pianificano l'assistenza a lungo termine di un genitore o avviano un'impresa nella realtà vera, non in quella virtuale. Però ad un tempo c’è un grosso problema di fiducia nei confronti dei consulenti finanziari: più della metà dei Millennials ritiene che i consulenti siano motivati ​​a fare soldi solo per se stessi e per il proprio datore di lavoro, non a tutelare specificatamente gli interessi dei clienti..

Data la loro propensione per il mondo digitale, vissuto in modo sempre più complesso con l'avanzare dell'età, l'offerta di un servizio di consulenza ibrido (un po’ robot, un po’ essere umano) è un'ottima scelta per gli investitori Millennials. La ricerca mostra che quasi i due terzi dei Millennials utilizzano già una qualche forma di modello ibrido. Solo l'11% utilizza esclusivamente un robo-advisor: questo lascia un ampio margine di vantaggio per i consulenti umani per dimostrare il loro vantaggio competitivo.

Concetto importante: i Millennials vogliono imparare. Sei su 10 Millennials mostrano interesse a diventare più esperti, più prudenti e meno improvvisati nella gestione dei flussi di investimento.

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