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Il 1° maggio. Lavoro, diritti, stato sociale e libertà dell’informazione

Anche l’Associazione Lombarda dei Giornalisti, insieme al Gruppo Cronisti Lombardi, sfilerà il 1° maggio a Milano. L’appuntamento è alle ore 9 in Corso Venezia-Giardini di Villa Palestro, per partecipare al corteo organizzato da Cgil-Cisl-Uil Lombardia, che si snoderà lungo le vie del centro di Milano fino a piazza della Scala.

I giornalisti lombardi hanno aderito alla manifestazione che quest’anno ha come argomenti centrali il tema del lavoro, dei diritti, dello stato sociale e dell’Europa. “Temi ampiamente condivisi dalla categoria dei giornalisti a cui, nella nostra specificità, aggiungiamo anche il tema della libertà d’informazione, valori per noi irrinunciabili per costruire davvero un’Europa dei cittadini” afferma il presidente del sindacato dei giornalisti Paolo Perucchini. “Dopo la partecipazione lo scorso anno alla manifestazione del 1° maggio provinciale, quest’anno saremo ufficialmente presenti alla manifestazione regionale”.

Il mondo del giornalismo è oggi sotto attacco dalla politica e dalle lobby di potere: “Assistiamo al taglio dei pochi, residui finanziamenti al pluralismo. Leggiamo di ipotesi di interventi di riorganizzazione a favore di modelli di comunicazione gestiti da chi professionalmente non è tenuto a verificare i contenuti secondo le regole della deontologia. Registriamo l’indisponibilità a valutare l’informazione come settore strategico del nostro Paese” conclude il presidente Perucchini.

INTERVISTA AD ALESSIA POTECCHI, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Pd Metropolitano

Quali sono per lei gli aspetti che più caratterizzano il primo maggio nel terzo millennio?

Alessia Potecchi marzoAlessia Potecchi

"Il primo maggio, dalle origini, riassume tre caratteristiche di fondo dell’impegno Sindacale e civile dei lavoratori: il carattere rivendicativo (la lotta per le otto ore di lavoro, contro lo sfruttamento e la umiliazione della dignità dei lavoratori); il carattere di promozione umana (l’impegno per i diritti), il carattere unitario (ancora oggi in tante parti del mondo il primo maggio è per tutti la festa del lavoro) ed internazionalista (che è tale se diventa espressione di solidarietà concreta)."

Però cè stata decisamente polemica quest'anno sul 25 aprile

"In Italia il legame fra il 25 aprile e il primo maggio nell’immediato secondo dopoguerra si fa sempre più saldo. La Costituzione è il punto di congiunzione dello sforzo per riconquistare la libertà e per iniziare a ricostruire il Paese dalle macerie. In entrambi i casi lavoratori e sindacati sono protagonisti. La Costituzione vede nella dignità del lavoro la naturale prosecuzione della battaglia per affermare libertà fondamentali; i primi accordi sindacali coraggiosamente scommettono sul futuro del Paese trasformando e ristrutturando le fabbriche in una industria di pace.

Anche nei momenti più complessi il valore dell’unità non viene mai dimenticato. E quando le nuove generazioni di lavoratori reclamano un ruolo più importante nella evoluzione economica e sociale della vita del Paese l’unità diventa sinonimo di forza, di energie positive, di capacità di proposta e di cambiamento."

E le polemiche fra sussidi e lavoro?

"Oggi il lavoro è in continuo cambiamento, preoccupa quando nel mondo poilitico si sente dire da forze di governo che andando avanti il lavoro non esisterà più e che vivremo solo tramite sussidi. Questo significa che il cittadino sarà legato a filo spinato alle istituzioni e ai politici per vivere e che verranno messi in discussione gli stessi nostri principi democratici passando da democrazia fondata sul lavoro a democrazia fondata sul sussidio. Il lavoro è sempre esistito e continuerà ad esistere, cambierà, evolverà, si modificherà ma ci sarà sempre e il lavoratore si adatterà ai cambiamenti intervenuti."

Come si sta comportando l'Europa?

"In Europa tutto questo vuol dire soprattutto tornare ad obiettivi che realizzarono nel passato l’Europa sociale con realizzazioni fondamentali come quelle che hanno condotto al welfare ed alla libera circolazione dei lavoratori. Oggi la priorità è divenuta quella di assicurare il futuro dei giovani, perché solo in tal modo il primo maggio potrà diventare qualcosa di vitale e di comprensibile per le giovani generazioni. Nella tradizione sindacale il primo maggio era l’occasione per fare un consuntivo delle rivendicazioni avanzate e dei risultati ottenuti e per rilanciare progetti utili al progresso economico e sociale".

Quali sono i problemi principali?

"In questo difficile periodo i problemi da affrontare sono molti: la precarietà, i cambiamenti impetuosi nella organizzazione del lavoro introdotti dalle tecnologie e le nuove frontiere della formazione e del sapere. La storia del movimento sindacale ci ricorda le tante battaglie e le tante conquiste ottenute nel corso degli anni che hanno migliorato le condizioni dei lavoratori e che hanno aiutato le donne ad avere gli stessi diritti e ad inserirsi nel mondo del lavoro. Su questo punto molto strada è ancora da percorrere, le donne oggi sono più istruite rispetto ad un tempo ma fanno ancora molta fatica ad emergere in campo professionale. Sulla donna gravano ancora oggi molte delle problematiche del nostro tempo e la questione di genere va oggi più che mai affrontata perché in chiave moderna segna la demarcazione tra una società che evolve e che include scommettendo sulle donne e sui talenti e una società che involve e si chiude dove le donne sono oggetto di un potere che rimane prettamente maschile. Senza dimenticare che dove le donne lavorano e occupano anche posizioni di responsabilità il PIL è più alto".

Non tutti i valori del 1° maggio possono essere riassunti in poche righe. Ma quali desidera sottolineare?

"Il primo maggio conserva anche valori più generali, tuttora preziosi: il ruolo dei corpi intermedi che al di là dei loro limiti e dei loro ritardi, garantisce partecipazione, dialogo, mediazioni di interessi, contenimenti degli egoismi, rischi di sopraffazione. Il valore della discussione, dell’approfondimento, dell’arricchimento dei programmi attraverso il contributo di diverse sensibilità. Ed una tensione progettuale che per superare prove complesse come quelle attuali indica forse la strada meno breve, ma di certo quella che può portare più lontano."

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