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Istituto Diplomatico Internazionale. Religione e sviluppo sostenibile

Intervento di Paolo Giordani, presidente di IDI, Istituto Diplomatico Internazionale --- Tra i documenti che accompagnano la Dichiarazione finale dei Capi di Stato e di governo all’ultimo vertice G20 del 22 novembre scorso, sotto la presidenza saudita, ce n’è uno di cui si è parlato relativamente poco e che l’Italia, presidente di turno per quest’anno, dovrebbe considerare con particolare attenzione. Il documento s’intitola “Network religiosi, il loro impatto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e le sfide per l’ordine legale internazionale” e sottolinea l’esigenza di coinvolgere i network fondati sulle religioni nelle strategie e nelle iniziative di sviluppo sostenibile.

Le sfide globali

La crisi generata dall’epidemia di Covid-19 ha già evidenziato la fragilità e la frammentazione del sistema internazionale multilaterale e l’urgente necessità di meccanismi più solidi per affrontare le sfide globali. Da questo punto di vista le organizzazioni religiose, le loro associazioni caritative, le loro rappresentanze dinanzi a istituzioni internazionali, le organizzazioni umanitarie ispirate da un’etica religiosa, i gruppi religiosi impegnati in attività sociali, i gruppi interreligiosi transnazionali come Religions for Peace e United Religions Initiative rappresentano un’opportunità, in generale perché adottano una prospettiva locale e non solo globale, hanno una grande capacità di mobilitare la pubblica opinione, possono lavorare insieme con le organizzazioni non-governative di ispirazione laica e possono contribuire con proposte originali alla lotta contro le malattie e le diseguaglianze.

La cooperazione internazionale

A lungo la partecipazione di questi soggetti alla cooperazione internazionale è stata considerata con riluttanza. Ma la situazione è cambiata. Varie agenzie di sviluppo delle Nazioni Unite, bilaterali e di altro genere, stando studiando o costruendo partnership con network religiosi. E il documento che accompagna la dichiarazione finale del vertice di Riad raccomanda di proseguire su questa strada. In particolare propone ai Paesi del G20 di creare un “engagement group” su religione e sviluppo sostenibile, incaricato di promuovere la cooperazione soprattutto su obiettivi come lavoro dignitoso e crescita economica, riduzione delle ineguaglianze, pace, giustizia e rafforzamento delle istituzioni.

L’Istituto Diplomatico Internazionale

avv. Paolo Giordaniavv. Paolo Giordani
 

Noi dell’Istituto Diplomatico Internazionale pensiamo che si tratti di una prospettiva interessante e vogliamo stimolare il dibattito, in quest’anno di presidenza italiana, organizzando un seminario sul tema.

Tutti Paesi del mondo sono impegnati nello sforzo di sconfiggere la pandemia e di far ripartire economie e società evitando di ripetere gli errori del passato. Dinanzi ad una sfida di tale portata, le risorse dei network religiosi possono essere di grande aiuto.

Paolo Giordani, presidente di IDI, Istituto Diplomatico Internazionale

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