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La sostenibilità condizione per accesso al cibo nei Paesi poveri

Il World Food Programme concentra i propri programmi sulla nutrizione, con particolare riferimento a madri e bambini, combattendo la malnutrizione fin dal suo primo insorgere tramite programmi mirati ai primi 1.000 giorni di vita, cioè dal concepimento al secondo anno d'età del bambino e, più tardi, ai pasti a scuola.

Il WFP è la più grande organizzazione umanitaria che attui programmi di alimentazione scolastica in tutto il mondo, e questo da oltre 50 anni. Ogni anno, il WFP fornisce pasti a scuola a 20-25 milioni di bambini e bambine in 63 Paesi, spesso nelle regioni più inaccessibili.

Il WFP acquista oltre 2 milioni di tonnellate di cibo l'anno. Di questa quantità, almeno tre quarti  proviene da Paesi in via di sviluppo. Acquistando il cibo il più vicino possibile a dove esso è necessario, si può risparmiare tempo e denaro sui costi di trasporto e contribuire a sostenere l'economia locale. Sempre più spesso, il WFP soddisfa i bisogni alimentari tramite trasferimenti di contante, che permettono alle persone di poter scegliere e acquistare cibo locale.

Il WFP, inoltre, fornisce servizi all'intera comunità umanitaria. Tra questi, c'è anche il trasporto aereo con il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS), che raggiunge oltre 250 destinazioni in tutto il mondo.

IL COMITATO ITALIANO

 

Vincenzo Sanasi d’ArpeVincenzo Sanasi d’Arpe

Vincenzo Sanasi d’Arpe, Presidente del Comitato Italiano per il WFP, l’organizzazione senza scopo di lucro che, come dicevamo,  promuove e sostiene le attività dell’agenzia dell’ONU con l’obiettivo di combattere la fame nel mondo, ha così concluso la tavola rotonda su “Seeds, Diritto alla biodiversità e all’alimentazione sostenibile” nell’ambito della sesta edizione di Excellence in corso a Roma: “Il World Food Programme – l’Agenzia delle Nazioni Unite che salva la vita nelle emergenze e trasforma la vita di milioni di persone attraverso lo sviluppo sostenibile -  nel 2017 ha assistito oltre 91 milioni di persone in 83 Paesi nel mondo e ha distribuito circa 4 milioni di tonnellate di cibo. Ma la soluzione per combattere la fame nel mondo passa anche attraverso la conservazione della biodiversità: la diversificazione delle colture è infatti ciò che rende possibile il mantenimento di un’alimentazione sana ed equilibrata alla quale ancora oggi non hanno accesso milioni di persone, soprattutto le più vulnerabili”.  

“Sono oltre 2 milioni, in più di 60 Paesi, i piccoli agricoltori che beneficiano del lavoro del WFP per lo sviluppo dei mercati agricoli – ha aggiunto Sanasi d’Arpe - Il legame dei piccoli agricoltori con il proprio territorio è un elemento centrale nella preservazione della biodiversità e della produzione alimentazione sostenibile. Il WFP sostiene le comunità rurali affinché possano incrementare il proprio reddito e migliorare i propri mezzi di sussistenza e, quindi, avere accesso al cibo più nutriente e sano. Queste azioni coordinate contribuiscono concretamente a trasformare i beneficiari di assistenza alimentare di oggi,  nei fornitori alimentari di domani”. Sanasi d’Arpe conclude con un appello “per l’azione partecipata e indispensabile di Governi, cittadini, organizzazioni della società civile e del settore privato a sostegno delle attività del WFP - organizzazione finanziata al 100% da contributi volontari - per realizzare un mondo a #FameZero, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibili dettati dall’Agenda 2030 dell’ONU”.   

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