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Imprese e Professioni
Pandemia. Riprendono forza i valori di solidarietà e attenzione alla persona
Alessia Potecchi

La pandemia in corso produrrà un mutamento che sconfiggerà la finanziarizzazione dell’economia e più in generale la globalizzazione così come l’abbiamo conosciuta finora. In questa situazione riprendono forza i valori della solidarietà e dell’attenzione che pongono al centro la persona.

Valori, da tempo annullati rispetto alle esigenze del mercato e del profitto, ritornano.

INTERVISTA AD ALESSIA POTECCHI

Che cosa ne pensi Alessia? Veramente stanno tornando i valori di solidarietà in Europa?

“Per quanto riguarda l’Europa non siamo tutti italiani come ha affermato la Von der Leyen: siamo tutti europei. Dire siamo tutti italiani tradisce una vecchia visione superata. Siamo tutti europei e per uscire da questa crisi necessitiamo di una politica come l’avevano immaginata i nostri progenitori a Ventotene, Rossi, Spinelli e Colorni. Quindi il problema di un’Europa davvero unita non è il bilancio, ma la riduzione delle diseguaglianze. Costi quel che costi, le persone vanno al primo posto nel progetto d’integrazione europea che va completato e su cui dobbiamo concentrarci.”

Mario Draghi sembra andare nella direzione giusta.

“E’ particolarmente importante l’intervista a Mario Draghi apparsa sul Finalcial Time di oggi: afferma Draghi che la risposta alla guerra contro il Coronavirus deve coinvolgere un significativo aumento del debito pubblico. Precisa sempre Draghi che la perdita di reddito del settore privato dovrà essere eventualmente assorbita in tutto o in parte dai bilanci dei governi. Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e saranno accompagnati da una cancellazione del debito pubblico. Draghi ritiene che l’Europa è ben equipaggiata per affrontare questo shock straordinario. Ha una struttura finanziaria capace di far confluire fondi in ogni parte dell’economia. Ha un forte settore pubblico in grado di coordinare una risposta rapida.”

Molti hanno la sensazione cha la velocità delle decisioni sia mancata, ultimamente

“Insomma la velocità delle decisioni, rendiamoci conto, è essenziale per la loro efficacia. Dobbiamo tutti essere consapevoli che la priorità non può e non deve essere solo l’offerta di un reddito di base a chi perde lavoro. Ci dobbiamo assolutamente convincere che l’imperativo categorico è il principio di proteggere le persone dalla perdita del lavoro”.

Tornando alle considerazioni di prima, anche di questi tempi dobbiamo confidare nell’autorevolezza di Draghi?

“L’intervista di Draghi è di grande aiuto alla discussione che ci sarà nelle prossime ore nella riunione del Consiglio Europeo nella quale verrà discussa la lettera che nove Paesi tra cui l’Italia hanno inviato al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Ricordo che il fronte europeo di cui fa parte l’Italia insieme alla  Spagna, alla Francia, al Portogallo, la Slovenia, la Grecia, l’Irlanda, il Belgio e il Lussemburgo dice testualmente  “è necessario lavorare su uno strumento comune di debito emesso da una istituzione europea per raccogliere fondi sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli stati membri, assicurando così finanziamento stabile di lungo termine per le politiche necessarie per contrastare i danni provocati dalla pandemia”

E ancora torniamo all’esigenza di velocità

“Aggiungo in questo contesto che la politica deve fare in modo che le decisioni prese a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese siano più semplici e immediate. Il governo ha preso decisioni in tempi rapidi ed efficaci e l’esecuzione di tali decisioni deve avere il medesimo passo. In particolare deve essere garantito un accesso veloce alla Cassa Integrazione Guadagni e devono essere immediatamente resi acquisibili i sostegni che sono stati decisi per i lavoratori autonomi e per quanto concerne i versamenti dei cinque bonus indennizzi del Decreto Cura Italia. Il Parlamento deve approvare immediatamente il Decreto Legge e le eventuali modifiche e integrazioni dovranno fare parte del nuovo Decreto che il Governo intende realizzare ai primi di aprile. Insomma, bisogna sburocratizzare così come è stato fatto con i giovani medici messi subito in condizione di lavorare. C’è poi da pensare a chi lavora nell’economia sommersa. Per costoro non esiste alcuna tutela o sostegno. E poi, pensando al futuro, quando il Coronavirus sarà stato debellato, si presenterà un problema occupazionale enorme. Penso che per quanto concerne il lavoro e l’economia dovremo ipotizzare e programmare una maggiore presenza dello Stato.”

 

Come desidera concludere?

“E’ il momento in cui l’Europa si faccia viva con un progetto comune, che sia un passo importante verso una reale iniziativa di integrazione e di unità del continente, deve essere questo l’obiettivo e mi auguro che la pandemia possa nella sua tragicità essere l’occasione per dare una risposta positiva alla questione.”

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